
di Elena Spapperi •
Negli ultimi anni il Rugby ha decisamente acquistato una grande popolarità. Molte emittenti televisive trasmettono intere partite anche di squadre non italiane, note riviste di tendenza hanno dedicato articoli e servizi fotografici a muscolosi giocatori, a livello locale sono nati più o meno all’improvviso squadre e tornei.
Il Rugby nasce nell’800 nei colleges inglesi dove gli studenti giocavano con regolamenti diversi. Il 26 gennaio 1871 presso il ristorante Pall Mall di Londra tutte le varie scuole inglesi si incontrarono e unificarono il regolamento ufficiale dello sport. Nel 1900 entra a far parte dei giochi olimpici e nel 1929 si tenne il primo campionato di Rugby italiano.
Nonostante l’unificazione delle regole del 1871,
il Rugby presenta più varianti ma tutte hanno caratteristiche comuni, quali:
• pallone ovale
• campo da gioco
• le porte a forma di H
• divieto di passare il pallone in avanti
(si può solo calciare o correre con il pallone in mano).
Il Rugby viene definito un gioco di contatto, perché i giocatori sono costantemente in contatto fisico fra loro, e di situazione, dato che la capacità di comprendere il contesto di ogni momento della partita è una caratteristica fondamentale.
Sicuramente però è un gioco di squadra: i singoli giocatori sono importanti ma mai determinanti se non sono correttamente coordinati da uno schema di gioco che li esalti.
Può sembrare strano vedendo una partita di Rugby anche solo in televisione che il giornalista Blaha nell’800 disse che “il rugby è un gioco bestiale giocato da gentiluomini, il calcio è uno sport da gentiluomini giocato dalle bestie, il football (americano) è uno sport bestiale giocato dalle bestie”. In realtà infatti questo sport ha origine nobili alla cui base c’è il rispetto delle regole ma soprattutto degli avversari. E’ per esempio usanza che i vincitori concedano una passerella in conclusione di partita agli sconfitti come riconoscimento per la combattività dimostrata in campo.
Anche se quello che si vede durante le partite può sembrare una rissa dove tutti si buttano a terra rincorrendo un pallone, il regolamento del Rugby è molto severo e richiede a tutti i giocatori la massima lealtà, l’autocontrollo e appunto il rispetto di regole e avversari.
Gli appassionati di questo gioco si possono rintracciare prevalentemente fra studenti universitari e liberi professionisti e, strano a dirsi, le donne. Esistono molte squadre femminili e tutte sono contraddistinte dalla stessa grinta di quelle maschili.
Per chiunque si voglia avvinare a questo sport ricordiamo i benefici più importanti che si ottengono nel praticarlo:
• Aumento della resistenza cardiovascolare.
• Aumento della potenza muscolare in tutto il corpo.
• Agilità e velocità dei movimenti.
Ma ricordiamo anche fra i vantaggi:
• Miglioramento dell’interazione sociale.
• Maggior autocontrollo.
E’ chiaro che di un simile sport devono essere indicati i traumi che si possono avere durante il gioco, primi fra tutti le distorsioni alle ginocchia, alle caviglie e alle spalle. I rischi possono essere ridotti con un buon riscaldamento e proteggendosi bene con attrezzature idonee.