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Spesso guardiamo immagini, in tv o su internet, di sconosciuti che praticano imprese impossibili, sono in molti a definirli matti, ma a tanti piacerebbe provare l’emozione adrenalinica che solo una vittoria contro un elemento di sfida come la natura può dare.
Arrampicate senza corda, Bmx estremo, surf acrobatico, paracadutismo o kitesnow, corse folli in moto o sui pattini: tutto questo sembra fuori della nostra portata eppure a qualcuno piacerebbe essere al posto di quel matto che in pochi minuti è sopraffatto dall'adrenalina e dal piacere di una vittoria che in molti definiscono idiozia.
Se lo sport “classico – normale” richiede qualche accorgimento (come la visita medica all'iscrizione in palestra per sapere se si è adatti a praticare), gli sport estremi richiedono salute di ferro, testa sulle spalle, capacità di concentrazione, una forte volontà e grande spirito di sacrificio. Negli sport off limits l'agonismo passa in secondo piano, il fine è una vittoria personale contro l'elemento che si sfida, un campionato sempre in evoluzione, gli avversari sono spettacolari scenografie da conquistare, lo scudetto è il raggiungimento della propria perfezione, l’ acquisizione della capacità di gestire e diventare padroni di elementi scenici straordinari. Pensare di poter praticare uno sport border line con facilità dopo 10 anni di atletica o 5 di palestra, è molto sbagliato.
Rispetto agli altri sport gli allenamenti sono costanti e pesantissimi, perchè anche per un banale errore l’atleta potrebbe rischiare la vita.
Sono tanti i nomi di grandi atleti che si sono spenti nel mezzo di un’impresa, Patrick De Gayardon De Fenoyl, un atleta francese, specializzato in lanci col paracadute su tavole da snowboard.
Un mix eccezionale che lo rese famoso in tutto il mondo, spingendolo ad una ricerca sull’uomo e sulle sue possibilità di sfidare l'aria, addirittura progettò una particolare tuta per restare più tempo in volo.
Il giovane atleta nemmeno trentenne morì durante un test alle Hawaii.
Sono uomini e donne gli atleti morti nel nome di un sogno estremo, portato avanti in modo individuale, una sfida faccia a faccia contro la natura o forse una ricerca di origini che si sono perse, come diceva De Gayardon che sosteneva con accanimento il fatto che l’uomo è nato per volare, ma ne ha perso le capacità.
Tristi parentesi che in ogni modo non alterano il successo e la popolarità che gli sport estremi conoscono ogni giorno, un successo che porta in ogni parte del mondo ad inventare nuovi modi per spezzare i limiti umani.
Il Climbing: La pratica di scalare elementi naturali. Questo sport si è evoluto racchiudendo in sè diverse discipline che gli atleti hanno adattato alle proprie esigenze.
Rock Climbing: Scalare formazioni rocciose con o senza il supporto di corde di sicurezza.
Buildering: Scalare edifici urbani di dimensioni enormi.
Parkour: Sfida l'arredo urbano con acrobazie senza l'ausilio di elementi di supporto e sicurezza.
Ice Climbing: Gli atleti sfidano montagne innevate o nei casi estremi veri e propri iceberg, magari utilizzando tavole da snow.
Base Jumping: E’ stato dichiarato illegale in molti Stati, è uno sport estremo particolarmente pericoloso che consiste nel lanciarsi da superfici elevate con un paracadute. Può trattarsi di montagne, ponti, tetti di grattacieli. Fu inventato da Frederick Law agli inizi del Novecento, quando si lanciò in uno spettacolare volo dalla Statua della Libertà.
Biketrial: Consiste nel compiere in bici un percorso ad ostacoli naturali senza poggiare mai piedi e mani a terra eseguendo precise figure tecniche. Alla base di tutto c'è quindi l'equilibrio che sfida rocce, corsi d'acqua e muretti.
Bodyboard: E’ un'evoluzione del surf e per le sue caratteristiche non troppo "pesanti" è uno sport adattissimo alle donne, infatti, dalle Hawaii al Brasile, dal Giappone all’Italia stessa, si sfidano ogni anno in spettacolari competizioni. Lo scopo di questa pratica, a differenza del surf più classico, non è cavalcare le onde ma tagliarle, sfidarle una per una sdraiati sulla tavola o al massimo in ginocchio.
Sembrerebbe uno sport fin troppo statico, ma in realtà esistono anche qui figure tecniche spettacolari che si basano più sull’energia del bboarder che su quella delle onde. Infatti, per questo sport non servono le grandi onde dell’oceano, anche quelle del Mediterraneo sono più che adatte.
Bungee Jumping: E’ ormai un classico degli sport no limits, assicurati i piedi ad un elastico, ci si lancia a testa in giù da ponti, gru, edifici, scogliere o montagne, cadendo ad una velocità pazzesca verso il suolo per poi tornare su spinti dalla resistenza dell’elastico. E' sicuramente uno sport molto adrenalinico, ma anche tra quelli più discussi a causa di numerosi incidenti.
Purtroppo la popolarità del bungee jumping, ed il fatto che in molti pensano sia una giostra, spinge spesso incauti e improvvisati atleti (e non) a tuffarsi nel vuoto, troppo spesso senza le dovute preparazioni e sicurezze.
Rafting: L’Italia ha una propria Federazione Sportiva, questa disciplina sfida invece le turbolenze dell'acqua.
Su un corso fluviale, infatti, squadre di atleti dotate di giubbotti, pagaie e tute in neoprene, cercano di resistere su uno speciale gommone ai vortici e alle insidie della corrente, schizzando a tutta velocità su curve e piccole rapidi.
Questi sono solo alcuni esempi di sport estremi che possono essere praticati anche nel nostro Paese, ovviamente dopo una buona e accurata preparazione fisica di base.
Siete curiosi di conoscere e magari scegliere uno sport che potrebbe piacervi?
Allora iniziate a documentarvi anche su Kitewurf, Diving, Paracadutismo, Skysurf, Snowboard estremo, Trekking, Wakeboard, Sleddog. Supermotard, Quad...
Buon divertimento, e mi raccomando usate la testa…