
Intervista al biologo molecolare Giovanni Parisi
di Daniela Romano •
È stata definita la pandemia del 21°secolo. E’ aprile 2009, quando il virus dell’influenza A/H1 N1 viene registrato in Messico. Da quel momento il virus genera una vera e propria epidemia, molti i casi accertati, e molti i paesi colpiti. A ritmi veloci il virus giunge anche nel Nord dell’America, in Canada e successivamente in Australia. Bastano solo pochi mesi, e tra luglio e agosto i primi casi anche in Europa. L’epidemia sviluppatasi in Messico aveva ormai assunto i caratteri di una vera e propria pandemia. In Italia i primi casi registrati nello scorso settembre, secondo molti con ben due mesi di anticipo. Dopo le decine di vittime, nel nostro Paese scatta l’allarme. Gli italiani sono spaventati si recano in ospedale alla prima linea di febbre e affollano le farmacie per l’acquisto di rimedi precauzionali, dalla vitamina C,a disinfettanti , al test fai da te per sapere se si è affetti dall’influenza suina. Il Ministero della Salute nel frattempo lavora costantemente per assicurare agli italiani le dose di vaccino. Ma l’aria è davvero tesa, e gli italiani sono confusi. E purtroppo non basta la campagna informativa per tranquillizzare tutti. Scattano le polemiche sulle quantità di dosi di vaccino acquistate dal Ministero, mentre la casa farmaceutica Novartis, produttrice del vaccino Novartis fa sapere che vista l’evoluzione del virus, la distribuzione di tutte le dosi sarà completata soltanto a fine marzo; quando probabilmente sarà tutto inutile. Ma tante le perplessità anche su questo tema. Quanto è giusto vaccinarsi? Quanto bisogna aver paura di questa influenza? Tra i vari dibattiti e confronti organizzati nella nostre città, durante una conferenza su “Un nuovo virus influenzale di origine suina A (H1-N1) la prima pandemia del XXI secolo", tenutasi a Napoli abbiamo rivolto qualche domande al Prof. Giovanni Parisi, biologo molecolare, all’Università Federico II di Napoli.
- Dott. Parisi può spiegarsi in parole semplici cosa si vuole intendere quando si afferma che questa influenza H1N1 è la pandemia del nuovo millennio?
Con il termine pandemia influenzale si vuole intendere un'epidemia di virus influenzale che si espande su scala mondiale e infetta una grande porzione della popolazione umana. A differenza delle regolari epidemie stagionali le pandemie compaiono a molti anni di distanza tra loro. L’ultima volta che si è parlato di probabile pandemia era il 2003 con la SARS, ma in realtà il virus rimase circoscritto in Asia. L’ultima vera Pandemia dunque risale al 1919 con “La Spagnola” che uccise 25 milioni di persone in sei mesi. Era, come oggi il virus dell’influenza A sottotipo H1N1. Oggi quindi si può parlare di pandemia in quanto le vittime sono registrate in tutto il mondo. Bisogna solo sparare che il virus A H1N1 , composta da 10 geni non muti.
- In merito alla vaccinazione, lei la consiglia a tutti?
Personalmente credo che la vaccinazione sia necessaria solo per le categorie a rischio, per gli altri consiglio di prendere le doverose precauzioni come da influenza stagionale.
- In molte farmacie si vendono i test che attraverso la mucosa nasale permette di capire se si è affetti dal l’influenza H1N1, cosa ne pensa?
Credo che test di fluoscenza non sono assolutamente attendibili. Ci permettono di capire solo se abbiamo contagiato un’influenza stagionale, ma la certezza se sia o meno di tipo H1N1 si ha soltanto attraverso un’analisi molecolare. In questi casi bisogna stare attenti al malcostume e al business.
- Quindi dice No al test fai da te?
No assolutamente.
- Gli italiani possono stare tranquilli o no?
L’OMS, l’organizzazione Mondiale della Sanità, ha dichiarato la pandemia, perché i numeri hanno parlato chiaro. Gli italiani non appartenenti alle fasce ad alto rischio, devono solo tutelarsi come tutti gli anni. Ripeto la speranza è soprattutto che il virus non muti.
12 Novembre 2009