
di Matilde Florio •
Quando il bambino cresce, cessa il rapporto di nutrizione diretto assicurato dal cordone ombelicale. D’ora in avanti dovrà alimentarsi volontariamente per assumere i nutrienti che devono soddisfare i suoi precisi fabbisogni di energia.
L’alimentazione del neonato influisce non solo sul suo sviluppo fisico, ma anche sulla sua futura salute, e questo avviene subito, fin dalle prime poppate. Oggi sappiamo che attraverso l’alimentazione e possibile prevenire alcune malattie dell’apparato digerente oltre che "condizionare” l’organismo a mantenere a lungo uno stato di buona salute.
Nei primi mesi di vita il latte materno offre 1a risposta ottimale e più semplice a una nutrizione adeguata ed equilibrata in tutte le sue componenti. Si adatta perfettamente sia alla fisiologia del bambino (per digeribilità, apporto nutritivo, garanzie igieniche), sia ai suoi bisogni relazionali. Il latte materno, inoltre, non e solo un alimento ma un vero e proprio sistema biologico, poiché è in grado di adattarsi alla velocità di crescita del lattante, alle variazioni dei suoi fabbisogni nutritivi e alle sue capacità digestive e metaboliche. Il latte che si forma nel seno materno modifica infatti la sua composizione con il passare del tempo, in perfetta correlazione con le esigenze nutrizionali del bambino che cresce.
Il latte materno inoltre fornisce molti altri vantaggi.
• Difese immunitarie: nel latte si trovano importanti anticorpi (immunoglobuline A 0 IgA), in grado di proteggere il bambino dalle infezioni nel periodo in cui il suo sistema immunitario non e ancora completamente sviluppato.
• Prevenzione delle allergie: l’allattamento esclusivo al seno rappresenta il mezzo migliore per prevenire le allergie verso componenti (antigeni) alimentari.
• Prevenzione dell’anemia: la quantità di ferro presente nel latte umano (0,3-0,5 mg/ L) ha un assorbimento e un’utilizzazione cosi elevati da coprire adeguatamente il fabbisogno del bambino che cresce.
• Prevenzione della carie: i bambini allattati al seno sono meno soggetti alla carie dentaria.
Quando l’allattamento al seno non è possibile o non è desiderato, il bambino deve essere nutrito con appositi latti detti "artificiali” o “adattati", ottenuti da latte vaccino modificato per renderlo quanto più possibile simile al latte materno (alcuni componenti sono aggiunti, altri sottratti). Spesso l’allattamento artificiale e di tipo "misto", l’alimentazione del bambino comprende cioè sia il latte materno sia quello adattato.
Vi sono vari tipi di latte artificiale in commercio. I principali sono:
• il latte adattato (commercializzato come numero 1), è il più usato e la sua composizione e la più vicina a quella del latte materno, sul piano sia qualitativo sia quantitativo.
• il latte di proseguimento (commercializzato come numero 2), che sostituisce il latte adattato dal quinto/sesto mese di vita.
• il latte di soia, è un derivato della soia, quindi di origine vegetale, si usa nei casi di intolleranza al latte vaccino.
Nei primi sei mesi di vita le calorie introdotte con l’alimentazione vengono così utilizzate: