Anche gli animali si drogano! Ma in che mondo viviamo...

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Incredibile ma vero! Pecore, galline, topi, elefanti, gatti, orsi e insetti, si drogano mangiando piante allucinogene o frutti ricchi di alcol. Gli studiosi giurano che l'attitudine a consumare queste droghe naturali non è stata indotta o influenzata dall'uomo, ma si tratta di un utilizzo sperimentale che gli animali usano fare intenzionalmente. Essi ovviamente, assumono droghe vegetali, che si procurano negli ambienti naturali dove vivono. Quinidi, su di giri con funghi, radici, semi, nettare, foglie, frutti fermentati e licheni che provocano effetti inebrianti, narcotici, sedativi o allucinogeni. Questo comportamento naturale non deve sorprenderci perchè conosciamo molte specie di animali che usano determinate piante come medicine, come i gatti, che usano masticare foglie giovani di certe graminacee per spurgare il loro apparato digerente; mentre gli scimpanzé della Tanzania masticano foglie di Aspilia, come potente agente antibatterico, antimicotico e antielmintico.

 

Ma perché gli animali si drogano?
E' un modo per depurarsi, per curare le infezioni e liberarsi dai parassiti, lo sballo gli studiosi affermano che sarebbe un effetto collaterale.
E' difficile comprendere cosa provino gli animali quando si drogano. In certi casi, sembra chiaro che essi sperimentano uno stato di ebbrezza o di allucinazione sensoriale, ma ciò non basta per dare una piena comprensione a questo comportamento. Ma dai dati raccolti, sembra che la ricerca di una condizione di alterazione attraverso il consumo di droghe sia un impulso naturale e diffuso nel regno animale da non poterla  considerare un abitudine deviante.

Le droghe dei gatti  
Un tempo i gatti domestici non erano confinati entro le quattro mura di casa, ma vagavano per le campagne dove in primavera ricercavano le foglie di un'erba comune, la Nepeta cataria. Questa pianta della famiglia delle Labiate contiene alcuni composti, tra cui l'acido nepetalico e i nepetalattoni, che hanno sui felini un effetto inebriante e fortemente afrodisiaco (sull'uomo, l'effetto è di lievissima entità). Un'altra erba che un tempo attirava i gatti in vagabondaggio era la valeriana (Valeriana officinalis), una pianta medicinale che l'uomo usa da secoli come blando sedativo. Oggi i gatti che vivono in città non si drogano più: l'erba gatta venduta anche nei supermercati è un'innocua graminacea che, inducendo il vomito, aiuta a pulire l'apparato digerente del micio.

 

Elefanti ubriaconi
Gli elefanti africani cercano avidamente i frutti degli alberi di diverse specie di palme (doum, marula, mgongo, palmira). Questi frutti, quando sono maturi, tendono a fermentare velocemente e il processo di fermentazione produce alcol etilico in concentrazione del 7% circa. Gli elefanti sono capaci di percorrere anche 30 km al giorno pur di scovare questi frutti alcolici e inebrianti che inghiottono in quantità tali da ubriacarsi. Gli studiosi se ne sono accorti osservandone il comportamento: i pachidermi si eccitano oltre misura, sobbalzano di fronte a stimoli intensi, si spaventano con maggiore facilità e in certi casi diventano molto aggressivi; non a caso, un branco di elefanti ubriachi è considerato in Africa un serio pericolo per uomini e villaggi. Anche gli elefanti asiatici alzano il gomito: sono ghiotti del frutto maturo del durian (Durio zibethinus) di cui s'ingozzano a punto tale da cadere per terra in uno stato letargico.

Il giaguaro alla ricerca delle foglie psicoattive
Il giaguaro adora masticare le foglie di yaje che contengono alcaloidi dall'effetto psicoattivo sull'uomo e sugli animali.
In Perù, Ecuador e Colombia, gli indios utilizzavano le foglie di yaje insieme ad altri ingredienti, per ottenere la tradizionale bevanda allucinogena detta Ayahuasca.

Le renne ghiotte di funghi alucinogeni
Le renne siberiane mordono con avidità un noto fungo alluginogeno, l'Amanita Muscaria. Gli etologi hanno notato che dopo il consumo di questo fungo dalle proprietà psico attive, gli animali presentano un palese stato di ebbrezza, corrono senza uno scopo specifico, muovono la testa e rumoreggiano.

Topi che amano lo sballo
Il Kava è un arbusto da cui gli indigeni ricavano una bevanda inebriante. Alcuni topi ne rosicchiano le radici (devastando intere piantagioni), alla ricerca di quella particolare condizione di ebrezza che esse inducono.

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