
Dr. Flavio Villani •
Unità di Monitoraggio dell’Epilessia e del Sonno
Fondazione Istituto Neurologico
L’insonnia costituisce un rilevante problema socio-sanitario che interessa circa 12 milioni di italiani e che assume andamento cronico in quasi la metà dei casi. Prevalenze ancora più elevate possono essere riscontrate in popolazioni di pazienti selezionate, mediamente di età più elevata e/o affette da patologie croniche, quale, per esempio, quella che normalmente afferisce agli ambulatori dei medici di medicina generale: secondo lo studio Morfeo 1, effettuato dall’Associazione Italiana di Medicina del Sonno (AIMS), in tale ambito la prevalenza di insonnia è del 66% . Lo stesso studio ha evidenziato come solo il 16% degli insonni segue una terapia, ma che tale terapia è spesso protratta per anni senza mai effettuare controlli clinici sull’evoluzione della malattia.
Il quadro è peggiorato da una forte tendenza all’automedicazione e dallo sviluppo di cattive abitudini di sonno.
L’insonnia non solo può determinare rilevanti disturbi diurni quali difficoltà di concentrazione e memoria, sonnolenza, irritabilità (aumentando il rischio di incidenti stradali o sul lavoro), ma, a lungo termine, può condizionare negativamente importanti patologie quali l’ipertensione, l’obesità, la depressione, l’invecchiamento precoce. Per questo, e per evitare la sua possibile cronicizzazione, l’insonnia dovrebbe essere sempre riportata al medico di medicina generale e precocemente curata con attenzione, anche attraverso l’applicazione rigorosa di corrette regole di igiene del sonno.