
di Baby Bang •
La Musica a Milano non è più di casa, soprattutto se indipendente, autorganizzata e di base. E non fa differenza se viene promossa da un circolo Arci, da un locale pubblico o da un centro sociale.
Cascina Monluè, Plastic, Atomic, Black Hole, Set, Scimmie, Sottomarino Giallo, Arci Bitte, Rolling Stone, Rainbow, Arci La Casa 139 sono solo gli ultimi locali e spazi chiusi a Milano, senza considerare l'imminente smantellamento del Palasharp ad Aprile, senza che sia stata prevista un'alternativa.
Insomma un'Amministrazione allergica alla Musica dal vivo, un'Amministrazione che sta intristendo Milano. Provvedimenti che di fatto penalizzano un pezzo importante della nostra città, soprattutto le giovani generazioni, sulle quali non solo non si investe più, ma alle quali vengono tolti spazi di aggregazione, di promozione culturale, incontro, divertimento ed anche di possibile crescita professionale. Si attacca l'impresa sociale no-profit, così come l'intera filiera della produzione musicale profit. I nostri circoli e i locali pubblici sostengono, con le loro attività, il diritto d'autore (attraverso il pagamento della Siae), la promozione dei concerti e tutto il lavoro di agenzia ad esso collegato, la discografia attraverso il pagamento del SCF (i diritti collegati alla produzione di supporti discografici) e contribuiscono a rendere più vivibile e sicura la nostra città. Sono luci che spesso sole combattono il degrado delle nostre vie, sempre più buie e prive di attività, sono un presidio sociale a tutela di tutti i cittadini. Non vogliamo una città senza la musica, che costringa chi vuole farla o ascoltarla ad andarsene altrove. Per primi abbiamo in mente l'importanza della coesione sociale, del rispetto della quiete pubblica, ma anche del diritto al divertimento, alla fruizione culturale e alla felicità.
Conosciamo le regole e siamo disposti a confrontarci con esse come abbiamo sempre fatto, ma vogliamo che anche i controllori facciano il loro dovere senza pregiudizio, con equità ed equilibrio. Noi questo non lo vediamo. Anzi! Per questo invitiamo tutti i nostri soci, i cittadini milanesi, i musicisti e gli artisti, i circoli Arci, tutte le altre associazioni, gli imprenditori del settore, ad aderire e partecipare Sabato 19 alle ore 15 (in una piazza del centro, che vi comunicheremo presto) ad un presidio creativo e musicale per liberare la musica e la cultura a Milano.
