
di Aidy Stella Peluso •
I cinesi che qualche tempo fa regalarono al famoso Gunter Von Hagens il corpo di qualche giustiziato a morte che il Dottor Morte prontamente trasformò in un perfetto e asettico modello poliesterizzato, oggi hanno superato e soprattutto “FALSIFICATO” il loro maestro. I carissimi orientali, esperti in sparizioni e moltiplicazioni moleste, hanno velocemente organizzato un mercato parallelo con lo smercio di sezioni umane trattate, da vendere ai musei taroccati Body Worlds.
A Dalian, una città costiera della Cina, nascosta nel retro della zona manifatturiera c'è una delle tante fabbriche di mummificazione moderna. Pareti grigie, tetti alti e temperature che ricordano l'Alaska, un luogo disagevole per l'io, un luogo senza energia, uno spazio che minaccia il benessere psicofisico di chi è affetto da potenti virus debilitanti per l'anima come la povertà e la potenza del denaro. All'improvviso un dirigente della struttura dice alla sua squadra di operai “tirate fuori il corpo”, così si sente lo stridio compatto dello strisciare di un grosso e pesante contenitore d'acciaio contenente formalina (un conservante chimico) e il corpo senza vita di un uomo.

“Mostrate il volto”, urla il dirigente, così solo allora un operaio sollevando una coperta che copriva il viso dell'uomo esamine, mostra il volto del cadavere. Agghiacciante! Un uomo di circa 35 anni moro dai lineamenti delicati, colorito bianco plastica che almeno dal viso non mostra visibili segni di violenza o di malattie disabilitanti, un uomo dalla dignità strappata, un uomo senza nome che noi da questo momento chiameremo Y. Y, sarà presto scuoiato, trattato, multisezionato e spedito chissà in quale museo di mummie alla moda. E' impressionante vedere decine di lavoratori cinesi, molti seduti in formazione “catena di montaggio”, divisi tra pulizia, taglio, dissezione e conservazione del cadavere. Alla richiesta d'identità di Y c'è silenzio, poca memoria e il “cosiddetto scarica barile”. Ma questo nella nostra indagine era già accaduto, nei musei delle spoglie mortali plastificate, dove i dirigenti cinesi alla domanda d'identità, hanno risposto scuotendo il capo in segno di “dimenticanza”; sconfortante e vergognoso anche il risultato ottenuto con i funzionari di polizia, loro invece hanno cambiato più volte le storie dei corpi giacenti, e tra furbizia e omertà anche le università hanno avvalorato quanto torbido vi è dietro tutto ciò, infatti, i docenti hanno confermato e negato poco dopo sull'esistenza di laboratori in sede operanti per la conservazione dei cadaveri e il processo di mummificazione moderna. Ma l'insistenza della nostra ricerca ci porta a canali ancor meno ufficiali, così il terribile sospetto che Y sia un giustiziato a morte, un clochard o una ammalato senza parenti che possano rivendicarne la salma, diventa certezza quando un trafficante di cadaveri cinese ammette di vendere a 200, 300 dollari l’uno i resti dei prigionieri giustiziati e non solo. Quindi, il paese dei balocchi della produzione, ha avuto una rapida espansione proprio per la facilità del recupero dei corpi, considerando l'inesistente sorveglianza del governo, l'abbondanza di manodopera a basso costo, il facile accesso ai cadaveri “figli di nessuno” per gli organi di sorveglianza e le scuole mediche. La Cina condanna a morte più prigionieri di ogni altro stato al mondo e nessuno conosce con esattezza né il numero dei condannati né il destino dei loro corpi. Per questa situazione così visibilmente “senza regole”, il governo cinese preoccupato dei troppi attacchi a riguardo, si è falsamente tutelato creando “la scappatoia” alla nuova macabra industria, emanando nuove norme che moderano l'acquisto o la vendita di corpi umani limitando l'importazione e l'esportazione di campioni umani, se non utilizzati per la ricerca, ma ovviamente non è chiaro come la normativa interesserà le fabbriche. Infatti il dottor Von Hagens ha dichiarato di aver accolto la nuova normativa, sottolineando che non gli avrebbe impedito di fare affari. A smentire le distanze del governo è l'accordo concluso con una grande società americana, quotata in borsa (purtroppo non possiamo rivelare il nome), che nonostante i nuovi rischi connessi all'attività e nonostante le pseudo difficoltà con gli organismi di approvvigionamento dei cadaveri scuoiati e l'eventuale prospettiva di una saturazione del mercato, ha recentemente accettato di pagare 25 milioni di euro (potete immaginare a chi) per assicurarsi una costante fornitura di corpi mummificati dalla Cina. Questo stabilisce che la nuove norme emanate dal governo cinese a riguardo sono l'ennesima bufala per bloccare un tetro micro mercato al quale gli orientali non sono più interessati, gli innumerevoli ometti gialli hanno imparato e canalizzare le loro energie, ormai la seconda potenza economica mondiale viaggia sull'ideologia “poco sforzo, massimo risultato, se poi c'è qualche cadavere di mezzo che importa”... Bravi i cinesi... Hanno tutte le carte in regola per rimanere eternamente sul podio...