Colori e tessuti nell'antichità

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La moda nell’antichità, aveva le sue precise esigenze cromatiche: la scelta dei colori era sempre guidata da considerazioni gerarchiche. Il più apprezzato era il rosso di cui si sapevano creare infinite sfumature con coloranti vegetali o animali. Le successive preferenze andavano al bianco e al verde, mentre il grigio e il marrone venivano usati perlopiù per gli abiti del popolo. Nel medioevo, si giudicava il pregio del tessuto in base al grado di luminosità. I tessuti che emanavano più luce erano i più apprezzati, mentre si scartavano quelli che, per carenza di conoscenze non si riusciva a rendere luminosi. Naturalmente i nobili erano coloro che potevano sfoggiare gli abiti più sfarzosi e preziosi, ed è proprio contro questo abuso di lusso che a Bologna nel 1401 lo Statuto suntuario impose precise limitazioni al lusso degli abiti e prescrisse di far bollare le vesti, precedentemente confezionate, che esulassero dalle nuove norme statuarie.

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