
Dott.ssa Lucia Filippucci •
Come impostare diagnosi e cura dei vostri dolori secondo le regole farmacologiche dettate dalla medicina "ufficiale". Esistono poi l’agopuntura, la chiropratica, la medicina psicosomatica e l’omeopatia. Che non vanno considerate come terapie alternative a quella ufficiale, bensì integrative alle cure tradizionali.
I principali specialisti che si occupano di mal di schiena, sono due il fisiatra e l’ortopedico. Il primo è specializzato in terapia fisica e riabilitazione ed è un internista che si occupa sia di diagnosi dei problemi muscolo - scheletrici, sia di rieducazione funzionale, il secondo è essenzialmente un chirurgo che si dedica alla cura però delle alterazioni ossee anche attraverso terapie non chirurgiche prescrivendo, ad esempio, l’uso di speciali apparecchi come corsetti, trazioni eccetera, atti a "mettere a riposo" o a modificare i rapporti tra le articolazioni.
Per capire la causa del mal di schiena occorre indagare sullo "stile di vita" della persona sofferente: quale lavoro svolge, quale attività fisica pratica e così via. Questo per comprendere bene quali possono essere stati i movimenti, le posture, i traumi che hanno provocato il dolore. Esami strumentali utili ai fini della diagnosi sono la radiografia della colonna in ortostasi (cioè in piedi) per visionare le curve della spina dorsale, i rapporti tra le vertebre, le deviazioni, i disequilibri del bacino, la presenza di eventuale artrosi; la tomografia assiale computerizzata (TAC) esame in cui si utilizzano i raggi X fatti passare perpendicolarmente alla schiena in modo da "fotografare" porzioni anche millimetriche di ogni vertebra; la risonanza magnetica nucleare, più precisa, meno dannosa ma anche più costosa della TAC, effettuata attraverso campi sonori (ultrasuoni) e magnetici analizzati da un computer, con cui si vedono vertebre, dischi, muscoli, vasi, legamenti eccetera, con estrema chiarezza; l’elettromiografia, indagine che serve per valutare attraverso "elettrodi ad ago" inseriti nella pelle di mani o piedi, la funzionalità e l’integrità dei nervi che escono dal midollo spinale vertebrale.
Le terapie tradizionali
Affrontiamo ora il problema della cura: parliamo di problema perché sono numerosi gli specialisti della medicina ufficiale e non coinvolti nella terapia del mal di schiena. Primo obiettivo della terapia è combattere il dolore, ma per giungere a quest’obiettivo occorre capire qual è la causa e modificarla anche per impedire le recidive e per permettere alla persona di condurre una vita il più normale possibile.
L’arma in assoluto più utilizzata dal medico contro il dolore è la terapia farmacologica. Esistono numerosi farmaci antidolorifici e antiinfiammatori, tutti più o meno efficaci, ma, purtroppo non screvri da effetti collaterali e da interazioni negative con altri farmaci assunti per diverse patologie. Dunque la loro prescrizione deve essere cauta e personalizzata. Ci sono poi i "miorilassanti", cioè farmaci che rilasciano la muscolatura e in tal senso molto efficaci sul mal di schiena di tipo muscolare (che possono dare sonnolenza).
Esistono contro il dolore apparecchi che utilizzano i mezzi fisici. I più noti sono: il laser a raggi infrarossi, utile sui dolori vertebrali, e nelle sciatalgie; la marconiterapia, efficace nelle forme artrosiche, nelle lombalgie in genere e come preparazione a sedute di fisioterapia; la radarterapia utilizzante onde elettromagnetiche e indicata nel mal di schiena soprattutto muscolare; i TENS (transcutaneous electrical nerve stimulation) apparecchi eroganti correnti alternate, applicate con elettrodi nei punti di maggior dolore sia locali sia distanti la zona della schiena interessata.
Fondamentale è poi la fisioterapia.
Occorre precisare che oggi di fronte ad un’ernia discale l’atteggiamento medico attuale è più "conservativo" che "chirurgico".