
Dott.ssa Lucia Filippucci •
Conoscere il problema è già un passo avanti per limitare le conseguenze. I meccanismi attraverso i quali gli estro-progestinici aumentano la pressione arteriosa sono molteplici. Anche le più recenti formulazioni a basso dosaggio di estrogeni non hanno ridotto il rischio di sviluppo dell’ipertensione.
L'Ipertensione è l'aumento dei valori della pressione arteriosa rispetto al target di normalità. Valori ottimali sono quelli inferiori a 120/80 mmHg, ma la pressione arteriosa è normale fino a 130/85 mmHg.
Conoscere il problema è già un passo avanti per limitare le sue conseguenze. Infatti l'ipertensione arteriosa è un patologia subdola, agisce spesso in sordina non dando sintomi anche per anni ma danneggiando il cuore e gli altri organi bersaglio: occhio, rene, cervello ed arterie in genere. Spesso, ma non sempre il sesso femminile è colpito dopo la menopausa. Infatti, negli anni fertili l’organismo femminile è protetto dall’azione benefica degli ormoni estrogeni. Ma dopo i 50 anni, con l’arrivo della menopausa, la situazione si rovescia: niente più ormoni, niente più difese. Il corpo femminile resta senza scudi e, parallelamente, la pressione del sangue inizia a salire. A questo punto, il rischio di ipertensione nelle donne eguaglia e può addirittura superare quello dei loro coetanei.
Contraccettivi contro l’ipertensione arteriosa
I meccanismi attraverso i quali gli estro-progestinici aumentano la pressione arteriosa sono molteplici ed anche le più recenti formulazioni a più basso dosaggio di estrogeni non hanno ridotto il rischio di sviluppo dell’ipertensione. Molti studi hanno dimostrato che nelle donne che assumono contraccettivi orali vi è un maggior rischio di sviluppare ipertensione (41.5 casi su 10.000 donne/anno); tuttavia alla sospensione dell’assunzione del farmaco la pressione torna ai valori iniziali entro tre mesi.
Altri studi hanno messo in evidenza un aumento del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari (infarto cardiovascolare ed ictus) nelle donne ipertese in terapia con estro-progestinici così determinato: 134 casi/1.000.000 donne/nella fascia di età trai 20 e 24 anni e 1213 casi su 1.000.000 di donne/all’anno nella fascia di età trai 40 e 44 anni.
Pertanto in linea generale la presenza di ipertensione arteriosa è considerata fra le controindicazioni relative alla prescrizione di estro-progestinici. Per quanto riguarda l’utilizzo dell’anello vaginale sembra effettivamente che in questo sistema l’esposizione degli estrogeni sia del 50% in meno e che quindi in definitiva possa essere vantaggioso tuttavia non mi risulta che vi siano stati studi specifici.
Discorso a parte per i sistemi transdermici in cui non vi sembra esserci un’effettiva diminuzione del tasso di estrogeni.
Fatto questa premessa un medico si trova però a confrontarsi non sui numeri, ma su singoli casi.
Ci si domanda può una donna ipertesa fare uso di contraccettivi orali?
I numeri ci dicono di essere cauti, ma recentemente L’American College of Obstetrician and Gynecologist (ACOG) si è pronunciata dicendo che in donne di 35 anni o più giovani che presentino ipertensione non complicata, ben controllata dalla terapia, in assenza di malattie vascolari e di abitudine al fumo è possibile avviare la terapia sotto controllo medico.
E’ comunque importante sottolineare che il contraccettivo orale ha cambiato il mondo, ma è sempre un farmaco quindi è bene sottoporsi a periodici controlli ed escludere prima del loro utilizzo la presenza di anomalie della coagulazione.
Fasce di gravità dell’ipertensione
Al di sopra dei valori di normalità ci sono diverse fasce di gravità: 130-139/85-89 (normale alta), 140-149/90-94 mmHg (border-line), 140-159/ 90-99 mmHg (ipertensione lieve o di gradi I), 160-179/100-109 mmHg (ipertensione moderata o di grado II), oltre i 180/110 mmHg (ipertensione severa o di grado III).