
Dott.ssa Lucia Filippucci •
Circa quindici milioni di italiani soffrono di mal di schiena in modo più o meno grave e, statisticamente, questa è la prima causa di assenteismo dal lavoro e la seconda di invalidità permanente.
Chi n’è colpito purtroppo, molte volte affronta un itinerario diagnostico e terapeutico molto variegato, in una sorta di "ping-pong" specialistico che va dall’ortopedico al fisiatra, al neurologo.
Ciò che permette in modo determinante di mantenere la stazione eretta, è la colonna vertebrale, o spina dorsale, costituita da 33 vertebre che si articolano una sull’altra: dall’alto in basso 7 sono le cervicali, 12 le toraciche (o dorsali), 5 le lombari, 5 le sacrali e 4 le coccigee. Mentre le ultime 9 nell’adulto sono in genere fuse tra loro, le altre 24 sono mobili e "ammortizzate" una con l’altra grazie a particolari formazioni cartilaginee chiamate dischi intervertebrali. Tutte le vertebre possiedono un loro foro, chiamato intervertebrale, dove passa il midollo spinale, cioè l’insieme dei nervi che collegano ogni parte del corpo al cervello permettendo così a questo di ricevere informazioni e di dare loro conseguenti "risposte". Intorno alle vertebre vi sono robusti legamenti con forti e grandi masse muscolari tanto da formare un’ampia superficie che, dal collo al sacro, è chiamata "schiena". Importanti sono anche le cosiddette "curve" fisiologiche della spina dorsale, cioè la lordosi cervicale, la cifosi dorsale, la lordosi lombare, la cifosi sacrale, ben visibili con una radiografia dell’intera colonna.Queste quattro curve alternate sono le principali responsabili dell’elasticità e della solidità della colonna, infatti, recenti studi di ingegneria applicata hanno dimostrato che se la colonna vertebrale fosse dritta sarebbe circa diciassette volte meno robusta e meno mobile del normale.
Le funzioni della colonna vertebrale: vanno dalla stabilità dell’intero corpo, al sostegno della testa (pesante in media otto chili), alla protezione del midollo spinale, alla capacità di assorbire carichi e forze esterne.
I sintomi del mal di schiena
Chi soffre di mal di schiena può presentarlo a vari livelli.
Dolore cervicale
Questo dolore (cervicalgia), può presentarsi in modo acuto oppure lento e via via ingravescente. Nel primo caso la persona lamenta un dolore improvviso e violento in una ristretta zona della nuca (torcicollo) che impedisce in genere la rotazione del corpo o verso destra o verso sinistra accompagnato a volte da forte nausea oppure, più raro, da vertigine, ronzio auricolare, agitazione e lieve confusione mentale. Nel secondo caso, quando è ad insorgenza lenta, il dolore riferito è sordo e localizzato in un tratto cervicale della colonna e provoca dolore, per esempio, guardare in alto o indietro (come nelle manovre di retromarcia in auto). Talvolta ogni movimento del collo fa male ed il dolore può scomparire e ricomparire a brevi intervalli senza un riferimento preciso, oppure essere silente per molto tempo per poi riacutizzarsi improvvisamente.
In genere quest’ultima cervicalgia (detta anche cronica) è destinata, se non curata, a manifestarsi in modo continuo intervallandosi a volte con episodi acuti, spesso accompagnati da forti mal di testa invalidanti. Una variazione del dolore cervicale è la cervico brachialgia (o nevralgia cervico brachiale), con cui s’intende un dolore irradiato all’arto superiore fino alla mano. Questo può essere: a destra, a sinistra o bilaterale; intenso o lieve; persistente o presente solo durante alcuni movimenti; aggravato nella posizione supina e attenuato in altre (per esempio, ponendo le mani dietro la nuca).
Dolore dorsale
Il dolore dorsale rappresenta il 10% dei mal di schiena, in genere si manifesta in modo acuto, molte volte localizzato e s’irradia lungo le arcate costali (non raramente fino allo sterno). Quando è particolarmente forte influenza negativamente la respirazione (la persona lamenta di non respirare bene). Se la zona più colpita è quella fra le scapole, il dolore è evocato, quando si allargano le braccia oppure quando si stringono (come nel movimento dell’abbracciare) o ancora quando si portano le braccia in alto per prendere qualche oggetto. Se il dolore invece è sotto le scapole, si presenta soprattutto nelle rotazioni e nelle flessioni del tronco e la respirazione profonda (cioè quella parte della respirazione che implica il massimo sforzo del muscolo diaframma) è limitata.
Dolore lombare
Insieme al dolore cervicale la lombalgia è il mal di schiena più frequente (90% dei casi). Può presentarsi in forma acuta o cronica e comparire bruscamente. Nella forma acuta il dolore consegue all’improvviso movimento di estensione del tronco, per esempio nell’atto di sollevare un peso da terra. Chi n’è colpito (si parla di "colpo della strega") riferisce la sensazione di uno "strappo" o di un "bruciore" tanto violento da impedire qualsiasi tentativo di "rimettersi dritti" (la persona spesso si presenta al medico piegata in avanti).
Nella forma cronica invece il dolore è di vecchia data, magari intervallato da più o meno frequenti episodi di "colpo della strega". Di solito la persona indica delle posizioni del corpo che esacerbano (o diminuiscono) il dolore. Pressoché unanimamente la posizione che si assume in automobile, soprattutto durante lunghi viaggi, è quella più deleteria. Un altro sintomo che accompagna la lombalgia cronica è quello sì "essere storti", cioè, guardandosi allo specchio (ma anche come sensazione) la persona riferisce di "pendere" da un lato (destro o sinistro). La ragione di tutto ciò è data da una reazione naturale di difesa della muscolatura della schiena che tende a proteggere la parte dolente contraendosi intorno, nel tentativo di tenere fermo il tratto della colonna colpito non permettendogli così altre sollecitazioni.