Fascino transessuale

di Aidy Stella Peluso •


In Italia due tradimenti coniugali su dieci si consumano con un amante transessuale, uomini che preferiscono uomini con labbra e seni rifatti. Ma cosa accade? E’ un gioco fascinoso vecchio come il mondo, oppure è cambiato l’equilibrio tra uomo e donna come qualcuno accenna? La parola chiave, sembra sia… “ambiguità”. Uomini, compagni di uomini, in prossimità del grande passo che dona finalmente un corpo completo da donna, o quasi, chiedono di evitare il drastico cambiamento conseguente all’operazione, proprio per conservare il fascino del segreto dell’ambiguità omosessuale. Anche nel mondo della prostituzione esiste lo stesso meccanismo, i clienti vogliono “il pene”, tanto è vero che i trans operati (quindi diventati donne), perdono mercato. Ma allora, se i clienti dei trans vogliono il pene, come mai un uomo che va con un transessuale è un “uomo” eccentrico e non un gay?      
Come mai nel caso Marrazzo (uno dei tanti), per il presidente della Regione Lazio non si è mai usato il termine omosessuale? Queste figure da molti definite ambigue sono ricercate molto più delle prostitute nate donne, infatti i clienti dei trans superano di gran numero i clienti delle prostitute. Attenzione… si parla di sensibilità, secondo alcuni psicologi, gli uomini preferirebbero alla freddezza del mestiere vecchio come il mondo esercitato dal gentil sesso, la sensibilità dei trans data proprio dalla temporaneità della loro condizione costruendo così un rapporto di confidenza e amicizia.

L’antichità transessuale
Oggi riempiono le strade e il loro aspetto si è trasformato, pagine di giornali a parte, la storia parla, e racconta che il fascino transessuale esiste da sempre. In tutte le figure più affascinanti dell’antichità c’era dell’ambiguità se non della vera transessualità. In passato erano Dei e sacerdoti, infatti, i preti dell’antica divinità frigia Attis, erano soliti a dar vita a feste sfrenate durante le quali si recidevano i genitali come segno di orgoglio bisessuale. La pratica del travestitismo nei secoli ha avuto molteplici variazioni, nel V secolo a Cipro i sacerdoti vestivano come le donne in onore dell’Afrodite barbuta. Le divinità indiane Dyaus e Parusa erano bisex. L’imperatore romano Eliogabalo (203-222 d.C.), si travestiva da donna e si mostrò disposto a cedere metà del suo Impero ad un medico capace di trasformarlo in fanciulla. Enrico III di Francia (1551 – 1589), amava organizzare balletti comici per poter godere della visione degli efebi travestiti, adorava particolarmente indossare scarpe alte e collane di perle. L’abate Francois Timolèon de Choisy (1644 – 1724), usava abitualmente vestirsi da donna e lo fece per tutta la sua esistenza. Il Cavaliere D’Eon, ambasciatore di Luigi XVI, era un noto travestito.      

La prima vaginoplastica nel 1953.
Danimarca 1953: Christine Jorgensen fece scalpore diventando il primo transessuale operato della storia. In Italia la prima operazione risale alla fine degli anni sessanta. La prima trans fu Romina Cecconi (nata Romano), cambiando sesso fu emarginata e spedita al confine come un vero e proprio mafioso. Jacques Charles Deufresnoy nel 1958 (a Casablanca in Marocco), dopo un’operazione chirurgica di vaginoplastica divenne allo stato civile Jacqueline Charlotte Dufresnoy (in arte Coccinelle), simbolo dell’identità trans negli anni 60 in Francia.

 


 

La norma che legalizza il cambio di sesso e la successiva variazione di identità arriva nel 1982. La legge 164 prevede un lungo periodo di riflessione prima dell’operazione, seguita da un’assistenza psicologica e una serie di terapie ormonali mutabili.

 


 

Nel Medioevo molte donne, grazie a speciali pozioni ricche di ormoni maschili, finirono per assumere un aspetto maschile. Questa fu la motivazione della condanna per moltissime streghe.

 


 

Furono moltissimi i ciarlatani che spopolarono facendo credere di essere in possesso di droghe miracolose capaci di mutare il sesso. Il più famoso in Europa fu un certo Becarelli.

 



30.000 i transessuali in Italia. Di questi 30.000, 5000 sono stranieri, e il 40% (12.000), si prostituisce.

 


Strane usanze
Nelle popolazioni degli Indiani d’America i berlaches gli uomini vestivano panni femminili venendo poi impiegati nelle faccende da donna.
Gli Indiani Mohave facevano un rito davvero molto singolare, i ragazzi che desideravano diventare donna potevano vestirsi come tali, ma dovevano simulare una masturbazione ferendosi all’interno delle cosce. In Africa invece, gli Zulù vestivano i ragazzi da donna come rito beneaugurante.   

L’arte transex
Ermafrodita, la statua di epoca romana (II secolo), rappresenta un essere dormiente dalla sessualità indefinita. Potete ammirarla a Roma nella Galleria Borghese.
Bacco il dio romano del vino (Dionisio per i greci), viene dipinto da Caravaggio con il fascino ambiguo e languido di un adolescente che non ha ancora trovato la sua identità sessuale.  

Anche Andy Warhol ha impresso l’ambiguità su tela. Un’opera chiamata Ladies & Gentle.

Condanne per sodomia
Sul finire della Roma Repubblicana con la Lex Scantinia arrivarono le prime condanne per abusi maschili. Nel 538 l’imperatore Giustiniano introdusse la condanna per sodomia. Complice la cristianizzazione dell’occidente. I reati venivano puniti con la castrazione, il carcere duro o il rogo.

 

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