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Aung San Suu Kyi la leader dell'opposizione birmana è stata rilasciata intorno alle 17.15 di oggi (le 11.45 in Italia) dopo sette anni consecutivi di arresti domiciliari. Il premio Nobel per la Pace ha tenuto un brevissimo comizio all'esterno della sua villa-prigione di University Avenue, a Rangoon, in un'atmosfera di euforia collettiva. "Dobbiamo lavorare insieme, all'unisono, per raggiungere il nostro obiettivo", sono le prime parole pronunciate da Suu Kyi. Ad ascoltarla una folla di sostenitori rumorosa ed eccitata, tanto che per diversi minuti Suu Kyi non è riuscita a parlare. La donna ha invitato i suoi sostenitori a tornare ad ascoltarla alla sede del suo partito domani a mezzogiorno, "C'è un tempo per il silenzio e un tempo per parlare" ha detto, poi è rientrata in casa. All'esterno della sua casa proseguono cori in suo onore, e la gente continua ad affluire nell'area. Dopo un'attesa durata oltre 24 ore, tanto che molti cominciavano a temere possibili complicazioni in merito alle condizioni del rilascio di una donna nota per non accettare compromessi con il regime, alcuni funzionari sono entrati nella residenza per leggere a Sans Suu Kyi l'ordine con cui la giunta militare ha disposto la liberazione, proprio nel giorno in cui scadeva l'ultima estensione di 18 mesi dei suoi arresti, per aver dato breve ospitalità nel maggio 2009 a un intruso americano.
Suu Kyi, 65 anni, ha trascorso 15 degli ultimi 21 anni in detenzione. Sul suo rilascio non è ancora giunto nessun commento ufficiale dalla giunta militare, né dal suo partito Lega nazionale per la democrazia (Nld).
