
di Daniela Romano •
Giornata conclusiva per il G8. Dopo gli accordi di ieri sul clima e la dichiarazione congiunta di G8, G5, e Egitto, oggi è la volta dell'Africa. In sole poche ore dall'inizio dei lavori, è stato già approvato un documento con cui gli Otto ed i Paesi del Continenete Nero "si impegnano a istituire una partnership più forte per accrescere e l'accesso all'acqua e ai servizi sanitari di base a partire dai principi di responsabilità e trasparenza reciproche". E' la prima volta che viene condiviso un testo comune tra il G8 e Africa su un argomento così controverso come quello dell'acqua, hanno riferito fonti del summit.Approvata anche la proposta italiana relativa a un impegno di 15 miliardi di dollari in tre anni per combattere l’insicurezza alimentare nei paesi poveri. È uno dei risultati più importanti a cui punta l'il nostro paese all’Aquila dai lavori del G8. “È il tema più importante del G8, è un elemento cruciale per il futuro - ha spiegato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel suo intervento durante il quale ha invitato i presenti “a puntare sull'agricoltura. Dobbiamo - ha spiegato Berlusconi - aumentare le capacità di produzione di derrate alimentare. È su questo problema che vogliamo portare l'attenzione del mondo, da qui la dichiarazione del G8 sul ‘food security’”. A questo proposito, il premier ha aggiunto che “Barack Obama è stato il primo ad esprimersi in questa direzione con un contributo generoso da parte degli Stati Uniti”. Si parla di una cifra compresa dai tre ai quattro miliardi di dollari. Intanto all'Aquila arrivano anche i no-global, che con striscioni e slogan sono pronti a sensibilizzare l'opinione pubblica .Il corteo, autorizzato dalla Questura, si snoderà lungo un percorso di otto chilometri che toccherà quattro tendopoli - quella di Paganica, le due di Bazzano e quella di Sant'Elia - i cui occupanti saranno invitati dai manifestanti a unirsi a loro. Gli organizzatori della marcia assicurano che «nonostante ciò che si dice in questi giorni, non è in programma alcuna azione ai cantieri di Bazzano. Significherebbe andare contro lo spirito di una manifestazione che vuole sensibilizzare l'opinione pubblica sul grave problema delle persone che ancora oggi vivono nelle tendopoli. Nessuno vuole creare alibi per scontri che rovinerebbero l'intento dell'iniziativa».
Se i Capi di Stato discutono per sostenere l'economia dei paesi africani, per le First Lady la giornata assune un carattere esclusivamente umanitario. Dopo la visita all'Aquila di ieri, le "Grandi Donne" ad eccezione di Michelle Obama e Carla Bruni Sarkozy partecipano all'evento ''Donne in prima linea per salvare vite umane'', organizzato dal Pam, ( Programma alimentare Mondiale)
Fao e Ifad, in collaborazione col White Ribbon Alliance for Safe Motherhood, di cui la first lady britannica, Sarah Brown, e' sostenitrice. Dopo la presentazione del lavoro umanitario del Pam assisteranno ad una simulazione di intervento in area di crisi. Ancora una volta l'assenza della Bruni, che anche ieri, non aveva fatto parte della truppa di lady che ha visitato le zone terremotato. Continua a far clamore il suo atteggiamento solitario, e in questo G8 di nesuna lady si è tanto parlato come della consorte di Sarkozy. Ed è propri o lui, che ieri durante una conferenza l'ha difesa.
"Come sapete lei è italiana, conosce molto bene Roma, quindi forse una visita di Roma non le era poi tanto utile". Del resto Carla "ha la doppia cittadinanza, è un fatto che non possiamo cambiare". Comunque, Carlà sarà prima di tutto all'ospedale Santo Spirito all'Aquila, dove dovrebbe incontrare una squadra dei medici che intervennero nei primi giorni dopo il sisma. Poi visiterà la chiesa di Santa Maria del Suffragio, il cui restauro è in parte finanziato da fondi francesi, e dovrebbe incontrare alcuni abitanti dell'Aquila portando un contributo finanziario personale. Sta dunque per concludersi il G8 più chiacchierato è più teso degli ultimi anni. Per l'Italia un banco di prova importante, e per Berlusconi una sfida da vincere. Scoop, scandali e vicende private avevano per giorni offuscato l'immagine del Premier, ma nonostante tutto, la diplomazia, il sabeu far che da sempre lo contraddistinguono,lo hanno salvato da possibili gaffe. Il bilancio dunque sembra esser al quanto positivo.L'Italia è riuscita a difendere la sua dignnità, rafforzando tradizione e valori civili. Ma come sempre, è soltanto alla fine dello spettacolo, quando le luci si spengono, e gli attori vanno via, che si è pronti davvero a fare oggettive e soggetive valutazione. Tra polemiche, e critiche resta il fatto, che a poche ore dalla fine ( visti anche gli accordi raggiunti) possa valere il detto " comunque vada sarà un successo".
10 Luglio 2009