di Daniela Romano •
Lo aveva annunciato lo scorso luglio nel corso del G8 in Abruzzo. E così Mara Carfagna, Ministro delle pari Opportunità, inaugura oggi, quello che è stato definito il G8 delle donne. Presso la sede della Farnesina stamattina si è aperta la conferenza internazionale contro la Violenza delle donne, organizzata da dipartimento delle Pari Opportunità in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri. In un momento in cui in Italia gli episodi di intolleranza verso omosessuali e verso le donne sembrano registrare un forte aumento, donne del Governo italiano, e non solo anche molte vittime, si incontrano per una due giorni, (9 e 10 settembre) di dibattito e confronto sulle problematiche femminili. “ Non siamo qui per lamentare la condizione femminile. Né solamente per denunciare o piangere. Siamo qui per la lotta e per la vittoria". Queste le battute iniziali del discorso della Carfagna che ha ribadito come "l'affermazione dei diritti delle donne e l'eliminazione delle forme di violenza di cui sono vittime sono priorità del governo italiano sia sul piano interno che internazionale” e questo soprattutto perché “I numeri - ha osservato il ministro - confermano l'urgenza e la necessità dell'azione. Secondo l' Organizzazione mondiale della sanità, almeno una donna su cinque nel mondo è stata vittima di abusi fisici o sessuali nel corso della sua vita. Statistiche della Banca Mondiale segnalano che, per le donne tra i 15 e 44 anni, il rischio di subire violenze domestiche o stupri è maggiore del rischio di cancro, incidenti o malaria. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha invece ricordato come il riconoscimento dei diritti umani sia condizione di convivenza civile, libera e democratica". "In qualsiasi contesto il pieno riconoscimento la concreta affermazione dei diritti umani - ha rilevato - costituisce una innegabile pietra di paragone della condizione effettiva delle popolazioni e delle persone del grado di avanzamento materiale e spirituale di un Paese". Alla conferenza inaugurale l’intervento anche di Isoke Aikpitanyi, che ha raccontato la sua storia attraverso la penna di Anna Maragnani nel libro “Le ragazze di Benin City”: per la prima volta, la voce di una delle vittime della moderna tratta delle schiave arriverà agli alti livelli della comunità internazionale. Presente anche una delegazione di donne afgane. Il congresso si chiuderà domani, con l’elaborazione di un documento che sarà discusso al G8 dei ministri degli Esteri di New York a fine mese: l’obiettivo è equiparare la violenza sulle donne alla violazione dei diritti umani. Il mondo politico, istituzionale ma soprattutto la società civile partecipa attivamente a questa che è stata definita la giornata dalle Donne. Tante le manifestazioni in corso, e le iniziative promosse. Già nei giorni scorsi le tv italiane avevano invitato le donne a vestirsi di bianco, e oggi sul network facebook si è formato un gruppo che già vede un numero consistente di partecipanti, mentre nelle città italiane si vedono davvero donne che indossano il bianco. Secondo i dati del Telefono rosa : nel 2008 sono state ricevute le richieste di aiuto di 1.744 donne (1.457 italiane e 287 straniere) contro le 1.492 del 2007. L’autore della violenza fisica è, nel 52% dei casi, il marito o il partner. Se questo sembra dimostrare maggiore consapevolezza e forza da parte delle donne, evidenza anche l’aumento azioni vergognose contro le esistere. Noi di Femmemag non potevamo non aderire a questa giornata e così riportando i numeri che possono servire alla lotta alla violenza femminile, ci auguriamo che l’incontro di oggi e di domani possano essere un monito per tutti quelli che non sanno rispettare le donne. 1522, ovvero il numero verde che fa capo al ministero delle Pari opportunità fornisce assistenza informativa, collegato con stazioni di carabinieri e polizia per eventuali e immediati interventi. A questi si aggiunge il telefono Rosa 06-37518261/62 - E-mail: telefonorosa@alice.it e tutte i numeri di sportello assistenza psicologica di cui sono forniti i singoli Comuni. Femmemag è convinta che il supporto, il dialogo, e il confronto possa servire ad ogni singola donna per vincere la più grande battaglia dell’essere umano: difendere la propria dignità.
09 Settembre 2009