
di Fabrizia Fusco •
Finalmente è stato provato che le canne sono potenzialmente cancerogene. Lo dimostra uno studio dei ricercatori dell'Università di Leicester (Gran Bretagna), la ricerca dimostra che il fumo da cannabis, altera il Dna aumentando il rischio di sviluppare forme di cancro.
Attraverso la cromotografia e la spettrometria di massa, i ricercatori hanno evidenziato come il fumo di cannabis provoca alterazioni al Dna umano. Lo studio lancia l'allarme, considerando un numero sempre maggior soprattutto di giovani che fa uso di cannabis (marijuana o ganja in forma di sigarette). Nella classifica del consumo di cannabis, l'Italia detiene il record europeo, è prima con Spagna, con l'11,2% della popolazione in un età compresa tra i 15 e i 64 anni.
Con questo studio, arriva ora una delle prime prove, del danno che questa droga provoca all'organismo, sono stati effettuati molti studi sulla tossicità del tabacco, ma gli effetti della cannabis erano finora poco chiari. Con questo studio è emerso che la cannabis contiene il 50% in più di sostanze cancerogene, come il benzopirene, rispetto al tabacco, mentre è noto che nel fumo di tabacco sono contenuti 4.000 elementi chimici dei quali 60 sono classificati come cancerogeni.
Gli specialisti affermano che fumare 3 o 4 spinelli al giorno, provoca lo stesso danno ai bronchi di quello determinato da 20 o più sigarette di tabacco fumate in un giorno, considerando che chi fuma marijuana inspira il fumo in maniera più profonda rispetto ai fumatori di tabacco per questo aumenta anche il danno al sistema respiratorio. I ricercatori concludono affermando che le canne creano un potenziale danno sul Dna pericoloso per la salute poiché potrebbe sviluppare tumori.