
Dott. Augusto Accordi •
La Perdita di un dente, per un trama o per una carie trascurata, oggi non è più un evento drammatico. L’implantologia ci permette di tornare a sorridere senza compromessi.
Quando inserire un impianto
La perdita dei denti naturali è sempre stato un evento invalidante, sia per la funzione che per l’estetica della bocca. Il ripristino era reso possibile solo per mezzo di protesi fissate ai denti contigui a quelli mancanti; questo è un intervento demolitivo che ne prevede la limatura di denti sani, per accogliere le corone che avrebbero sorretto il dente mancante. Nei casi in cui il numero e la qualità dei denti naturali non è favorevole alla costruzione di protesi fisse, la sostituzione dei denti mancanti prevedeva, invece, l’applicazione di protesi mobili parziali o totali.
Tali apparecchi oggi vanno scomparendo soprattutto per merito dell’implantologia.
Cos’è l’implantologia
L’implantologia dentale consiste nell’inserimento nell’osso mascellare o mandibolare (privo del dente naturale) di pilastri, che, una volta integrati nell’osso stesso, potranno supportare un dente artificiale idoneo a svolgere la sua funzione. Tali pilastri sono per lo più cilindrici, di varia lunghezza e diametro per potersi adattare meglio alle diverse configurazioni nel segmento d’osso disponibile al loro inserimento. Sono costruiti in titanio, metallo di larghissimo uso in chirurgia per la sua neutralità biologica che ne assicura l’accettazione dell’organismo. Il rigetto non esiste, non essendoci alcuna possibilità di reazione immunologica sfavorevole come succede nei trapianti eterologi (da donatori). Dopo l’inserimento endosseo, occorre aspettare un tempo variabile e comunque non superiore a quattro mesi per procedere alla protesizzazione, ovvero al carico impiantare con un dente artificiale in metallo- ceramica, in resina oppure in vetro polimero, tutti materiali di elevato valore estetico.
Le tecniche implantologiche
Un'ulteriore buona notizia e che l’inserimento di un impianto con le nuove tecniche implantologiche, avviene, ormai, in maniera veloce e indolore.
Infatti, negli ultimi anni, si sta facendo largo una tecnica minimamente invasiva detta transmucosa (o flap-less).
Nella tecnica implantologica tradizionale, si è costretti a tagliare di netto la gengiva e a scollarla letteralmente dall’osso, il tutto con utilizzo, ovviamente, di grosse quantità di anestetico. Con questo nuovo protocollo, invece, si inseriscono gli impianti da piccolissimi fori effettuati con delle frese calibrate senza alcun utilizzo del bisturi con evidenti vantaggi:
Come scegliere il chirurgo odontoiatra
Il rovescio della medaglia di questa nuova tecnica è che la visione della struttura ossea da parte dell'operatore, non operando a “cielo aperto”, è notevolmente ridotta, con maggiori rischi di false strade.
Appare quindi di fondamentale importanza la scelta di un chirurgo-odontoiatra dove l’unione di esperienza e abilità (dote il più delle volte innata) fa la differenza.
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