
Md. Antonio Saggese •
La pedofilia, grazie all’ampia diffusione della rete internet, ha trovato un nuovo canale di espressione che è attualmente in fase di incremento ed oramai si affianca alle forme classiche di abuso sui minori.
Le numerose indagini di polizia postale in questo campo hanno evidenziato, nella maggior parte dei casi, il coinvolgimento dei pedofili denunziati in situazioni di abuso sui minori realmente concretizzatesi e, talvolta, la gestione di veri e propri traffici di prostituzione minorile. Di conseguenza va affermato che scoprire un soggetto dedito alla pedo-pornografia on-line vuol dire poter prevenire abusi concreti in ambito familiare ed extrafamiliare.
Dall’analisi di numerosi studi effettuati al riguardo nel panorama scientifico internazionale, si è potuto tracciare un profilo del cosiddetto pedofilo on-line: è quasi sempre di sesso maschile, collocato in una fascia di età giovane (25-35 anni), non convive con un partner stabile e non presenta precedenti penali di rilievo. Vive in centri abitati di tutte le dimensioni e il livello culturale dell’individuo non costituisce una variabile significativa del fenomeno in esame.
Nel 15% dei casi l’utilizzo telematico della pornografia è parallelo al compimento di atti più gravi (molestie, tentativi di adescamento, violenza sessuale) rispetto al semplice scambio di materiale fotografico.
La pedofilia on-line è un fenomeno che si presenta in tutte le fasce della popolazione sul piano sociologico, abbracciando soggetti di vario livello economico, culturale e di scolarizzazione. La sua diffusione è ampia e supera ogni localizzazione geografica nonché le caratteristiche del centro abitato dove il soggetto pedofilo solitamente risiede.
La pedopornografia viene cercata solitamente negli orari pomeridiani e serali, presumibilmente perché il luogo di lavoro (e quindi l’orario di ufficio) non costituisce una condizione sufficientemente idonea e riservata per questi scopi. La presenza di colleghi di lavoro, la possibilità che la postazione di rete internet possa essere utilizzata da altri soggetti, costituiscono evidentemente dei freni per i pedofili on-line che invece si dedicano allo scambio di fotografie dall’interno della loro abitazione.
Lo studio delle dichiarazioni rilasciate da tali individui nella fase investigativa alla Polizia e durante l’attività processuale alla Magistratura è caratterizzata da difficoltà oggettive legate alla particolare condizione psicologica di questi indagati.
È chiaro che questi individui, una volta che è partita la denuncia di pedofilia, sono da collocarsi in un’area sociale molto soggetta a stigmatizzazione sociale.
Molte operazioni condotte dalla Polizia postale e delle comunicazioni che hanno permesso di scoprire dei veri e propri “network” composti da centinaia di pedofili costuiscono un elemento unico e fondamentale per poter da un lato identificare questi individui dall’altro - dal punto di vista scientifico - offrire elementi di conoscenza su una forma criminale particolarmente mascherata.