Il flusso dei pensieri attraverso lo Zen

di Maria Sabina Perfetto

“Se apriamo le mani, possiamo ricevere ogni cosa.
Se siamo vuoti, possiamo contenere l'universo".
Vuoto è la condizione dello spirito che non si attacca a nessuna cosa.
Sekito, celebre maestro cinese, ha scritto:
"Anche se il luogo di meditazione è stretto, racchiude l'universo. Anche se il nostro spirito è piccolo, contiene l'illimitato..........".
Questa è una delle massime citazioni del pensiero Zen.
Lo zen è una forma particolare di Buddhismo ma non è una religione, né una filosofia e neppure una scienza piuttosto  un sistema di vita che in India e in Cina è conosciuto come “Via di liberazione”.  Lo zen è meditazione (infatti deriva al cinese ch'an o shan, a sua volta trascrizione del sanscrito dhyana, appunto meditazione),  e l’essenza del suo messaggio ha un significato universale.
 Ebbe origine in Cina al principio del 6° sec. d. C. e da questa si diffuse poi in Giappone (grazie al monaco Eisai) verso il 1190. Qui lo zen ebbe grande fioritura e sviluppò numerose correnti molte delle quali ancora attive. Lo zen non conosce dèi, non ricerca l'immortalità, non ammette concetti come peccato o anima, insegna a vivere il presente. E’ quello stato in cui la mente cessa ogni attività: tutte le ansie, le preoccupazioni, ma anche i sogni si dissolvono. E’ quel particolare stato spirituale dove è possibile osservare il flusso dei pensieri senza identificarsi con essi. È la qualità dell'esperienza presente  e non la precisione della ragione, che assume la massima importanza per il seguace dello zen. La pratica fondamentale dello zen è lo za zen (za significa sedersi, e zen meditazione, concentrazione), che è intrapresa al fine di ottenere le condizioni ottimali per vedere direttamente in se stessi e scoprire nella purezza della propria esistenza la vera natura dell'essere.  Lo zen non può essere racchiuso in un concetto, né reso attraverso il pensiero, chiede di essere praticato è essenzialmente un'esperienza. L'intelligenza non è sottovalutata, ma si ricerca una dimensione alta della coscienza non statica,  una visione unilaterale degli esseri e delle cose. Il soggetto è nell'oggetto, e il soggetto contiene l'oggetto. Si tratta di realizzare, attraverso la pratica, il superamento di tutte le contraddizioni, di tutte le forme di pensiero.  Lo zen crede che la persona comune sia presa in un groviglio d'idee, teorie, riflessioni, pregiudizi, sentimenti ed emozioni tali che non le permettono di cogliere la verità e la realtà, ma solo frammenti di essa. Lo scopo dello zazen è dunque quello di liberare l'individuo e di consentirgli di entrare in modo pieno e diretto nella realtà. Vi sono tre mete che lo zazen si propone. La prima consiste nell'aumentare i poteri di concentrazione eliminando tutti i fattori di distrazione e tutti i dualismi (soggetto e oggetto, realtà e apparenza, bene e male ecc.). La seconda mira al conseguimento del satori, ossia di una sorta d' illuminazione (essa presuppone un intenso allenamento: per ottenere il satori, vengono in aiuto i koan, stratagemmi usati dal maestro per far ottenere l'illuminazione al discepolo). La terza infine consiste nel vivere l'illuminazione nella vita di tutti i giorni. In questo modo ogni azione e ogni attimo sono vissuti nella pienezza e nella profondità della verità. Esistono diversi tipi di meditazione e ognuna ha effetti diversi sulla mente; tra queste, la meditazione seduta (zazen in giapponese) è il metodo principale praticato nello zen. Lasciando andare il pressante dialogo interiore e coltivando il samadhi (dal sanscrito: perfetta immobilità della mente), la mente diventa chiara, è come guardare il fondale di un laghetto, se la superficie è mossa è difficile capire la realtà del fondo, ma quando l'acqua è calma, tutto ci appare chiaramente così com'è. Lo stato meditativo non si basa sulla “concentrazione”, ma sulla consapevolezza di tutto ciò che accade intorno senza separazione tra se stessi e il tutto.  Lo zen educa gradualmente a cogliere la realtà senza mediazioni intellettuali ma vivendola nella pienezza del momento.
Aspetto rilevante della meditazione è  la postura del Buddha, attraverso la quale egli ottenne la completa liberazione, la suprema saggezza e la vera libertà . Bisogna sedere al centro di grandi cuscini a gambe incrociate nella posizione del loto, con le ginocchia radicate al suolo. Le mani abbandonate in grembo, a contatto con l’addome, la sinistra sulla destra con le palme verso l’alto e i pollici che si toccano con una lieve pressione. La schiena eretta e il bacino inclinato in avanti. Il mento rientrato, la nuca tesa, e le spalle cadono naturalmente. La bocca è socchiusa, l’estremità della lingua è contro il palato. Gli occhi sono semichiusi e lo sguardo si posa un metro davanti a sé. La respirazione deve essere calma, lunga e profonda, l’espirazione deve essere energica e prendere impulso dalla massa addominale anziché dal petto, l’ispirazione avviene spontaneamente, il ventre deve essere disteso e in espansione.
La particolare postura e il ritmo lento del respiro interrompono il fluire dei pensieri e donano serenità e quiete interiore.  
La nozione chiave dello zen è Qui e Ora, l'importante è il presente. La maggior parte di noi ha la tendenza a pensare ansiosamente al passato o all'avvenire, invece di essere completamente attenti ai nostri atti, parole e pensieri del momento. Conviene essere completamente presente in ogni gesto: concentrarsi qui e ora. Cosi sono le lezioni dello zen.  
Per noi occidentali la meditazione zen sembra una disciplina troppo lontana e incompatibile con il nostro stile di vita. Ma se solo ci soffermassimo ad ascoltare e a provare a eseguire i precetti degli antichi maestri forse riusciremo a percorrere un cammino diverso nel nostro vivere quotidiano.

foto Aidy Stella Peluso
Redazione
Aidy Stella Peluso
Direttore
foto Marina Stoppani
Redazione
Marina Stoppani
Vice Direttore
foto Arturo Di Mezza
Diritto
Arturo Di Mezza
Esperto di Diritto
foto Lucia Filippucci
Salute
Lucia Filippucci
Cardiologa
foto Sara Macone
Psicologia
Sara Macone
Psicologa
foto Marco Prestipino
Salute
Marco Prestipino
Chirurgo Pediatra
foto Daniele Araco
Sesso
Daniele Araco
Sessuologo
foto Leonardo Alunni Carrozza
Gravidanza
Leonardo Alunni Carrozza
Ginecologo
foto Silvia Napoleone
Benessere
Silvia Napoleone
Gemmologia  Cristalloterapia
foto Roberto D'Ilario
Benessere
Roberto D'Ilario
Gemmologia Cristalloterapia
foto Marco Rustichelli
Sport
Marco Rustichelli
Preparatore Atletico
foto Luca Modestini
Cucina
Luca Modestini
Chef
foto Alessandro Cucciarelli
Casa
Alessandro Cucciarelli
Architetto
foto Debora Ruffa
Casa
Debora Ruffa
Architetto d'Interni
foto Carlo Ponè
Bellezza
Carlo Ponè
Hair Stylist
foto Mirko Schioppa
Bellezza
Mirko Schioppa
Hair Stylist