Il Natale tra magia e tradizione. La fastosità dell'Albero e i simboli del Presepe

di Daniela Romano •

Tutto si riveste di colori, per strade si accendono le mille luci. Un’atmosfera nuova si sente nell’aria: è la magia del Natale che entra nelle nostra quotidianità. E se alcuni cominciano a pensare al Natale già da metà novembre, è sicuramente la Festa dell’Immacolata, ad inaugurare formalmente l’inizio del periodo natalizio. Per molti, grandi e piccoli rappresenta è il giorno da dedicare alle decorazioni.  É infatti in questo giorno, che come tradizione, nelle case degli Italiani e non solo, si addobba l’albero di Natale e si ritocca il presepe.  Tra palline, fiocchetti e pacchetti, c’è spazio per ogni tipo di fantasia. Ogni anno si arricchisce di novità, e se per l’albero si punta sull’originalità dei colori, come il viola,colore dell’anno, per i presepi  sono personaggi come Marrazzo o Obama a dominare le scene. Ma in quanti scelgono la tradizione pagana dell’albero, o quella cristiana del presepe? Tra storia e tradizione una cosa è certa sia l’uno che l’altro sono i veri simboli del Natale.  In una società consumistica come la nostra, dove le festività natalizie sono soprattutto un’occasione di incremento economico,c’è ancora spazio per i veri significati dell’Albero e del Presepe? Probabilmente si.

L’immagine dell’albero, che rappresenta il rinnovarsi della vita, è  presente nel mondo antico che in quello medioevale e, probabilmente,solo in seguito assimilato dal Cristianesimo. La derivazione dell'uso moderno da queste tradizioni, tuttavia, non è stato provato con certezza. Sicuramente esso risale almeno alla Germania del XVI secolo. Secondo Ingeborg Weber-Keller studioso tedesco l’ albero veniva decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta. La città di Riga è fra quelle che si proclamano sedi del primo albero di Natale della storia vi si trova una targa scritta in otto lingue, secondo cui il "primo albero di capodanno" fu addobbato nella città nel 1510. Per molto tempo, la tradizione dell'albero di Natale rimase tipica delle regioni a nord del Reno. I cattolici la consideravano un uso protestante. Furono gli ufficiali prussiani, dopo il Congresso di Vienna, a contribuire alla sua diffusione negli anni successivi. A Vienna l'albero di Natale apparve nel 1816, per volere della principessa Henrietta von Nassau-Weilburg, ed in Francia nel 1840, introdotto dalla duchessa di Orleans. A tutt'oggi, la tradizione dell'albero di Natale, così come molte altre tradizioni natalizie correlate, è sentita in modo particolare nell'Europa di lingua tedesca. È proprio in queste città che il Natale sembra sentirsi ancor più,divenendo mete turistiche soprattutto per la presenza dei famosi mercatini di Natale. Sebbene sia ormai universalmente accettata anche nel mondo cattolico che spesso lo affianca al tradizionale presepe,oggi è entrato a far parte anche della cultura cattolica. A riprova di questo sta anche la tradizione, introdotta durante il pontificato di Giovanni Paolo II, di allestire un grande albero di Natale nel luogo cuore del cattolicesimo mondiale, piazza San Pietro a Roma.

Il Papa nel 1982 ricevette in dono da un contadino del suo paese Natale,la Polonia, un’abete altissimo, che decise di posizionare al centro proprio di Piazza San Pietro. Da allora, la tradizione dell’Albero dinanzi alla santa sede, è una vera istituzione. Questo a testimonianza di quanto anche la Chiesa abbia dato un’eccezione simbolica. D'altronde un'interpretazione allegorica fornita dai cattolici spiega l'uso di addobbare l'albero come una celebrazione del legno (bois, in francese è sia inteso come "albero" sia come "legno") in ricordo della Croce che ha redento il mondo.  Nel dopoguerra il fenomeno, ha acquisito una dimensione commerciale e consumistica senza precedenti, che ha fatto dell'albero di Natale un potenziale status symbol e ha dato luogo, insieme alle tradizioni correlate, alla nascita di una vera e propria industria dell'addobbo natalizio.Oggi, enormi alberi di Natale, sono addobbati in tutte le piazze delle più grandi città di tutto il mondo. Ad avere una connotazione puramente cattolica, è sicuramente, invece l’usanza del Presepe. Una tradizione, tutta italiana,che risale all'epoca di San Francesco d'Assisi che nel 1223 realizzò a Greccio la prima rappresentazione vivente della Natività. Sebbene esistessero anche precedentemente immagini e rappresentazioni della nascita del Cristo, queste non erano altro che "sacre rappresentazioni" delle varie liturgie celebrate nel periodo medievale. Il primo presepe scolpito a tutto tondo di cui si ha notizia è quello realizzato da Arnolfo di Cambio fra il 1290 e il 1292. Il  Presepe è in realtà una rappresentazione ricca di simboli. Alcuni di questi provengono direttamente dal racconto evangelico. Sono riconducibili al racconto di Luca la mangiatoia, l'adorazione dei pastori e la presenza di angeli nel cielo. Altri elementi appartengono ad una iconografia propria dell'arte sacra: Maria ha un manto azzurro che simboleggia il cielo, San Giuseppe ha in genere un manto dai toni dimessi a rappresentare l'umiltà. L’introduzione dei Re Magi deriva invece dal Vangelo dell'infanzia armeno. In particolare, questo vangelo colma le lacune che invece Matteo non risolve, ovvero il numero e il nome di questi sapienti orientali: il vangelo in questione fa i nomi di tre sacerdoti persiani: Melkon, Gaspar e Balthasar, anche se non manca chi vede in essi un persiano (recante in dono oro), un arabo meridionale (recante l'incenso) e un etiope (recante la mirra).Così i re magi entrarono nel presepe, sia incarnando le ambientazioni esotiche sia come simbolo delle tre popolazioni del mondo allora conosciuto, ovvero Europa, Asia e Africa. Ma è il nostro bel Paese ad aggiungere l’originalità al presepe. Il presepe napoletano, per esempio, inserisce sulla scena molti personaggi popolari, osterie, commercianti e case tipiche dei borghi agricoli, tutti elementi palesemente anacronistici. Questa è comunque una caratteristica di tutta l'arte sacra, che, almeno fino al XX secolo, ha sempre rappresentato gli episodi della vita di Cristo con costumi ed ambientazioni contemporanee all'epoca di realizzazione dell'opera. Anche questi personaggi sono spesso funzionali alla simbologia. Ad esempio il male è rappresentato nell'osteria e nei suoi avventori, mentre il personaggio di Ciccibacco, che porta il vino in un carretto con le botti, impersona il Diavolo. Nel presepe bolognese, invece, vengono aggiunti alcuni personaggi tipici, la Meraviglia, il Dormiglione e, di recente, la Curiosa. Tuttavia se in passato erano le osterie e il vino a rappresentare la nostra quotidianità, oggi personaggi politici, televisivi entrano nei nostri Presepi. Per le vie di San Gregorio Armeno, il vicolo di Napoli, considerato capitale mondiale del “presepio”, tanti i personaggi che sovrastano le scene. E così non c’è solo tradizione, ma originalità, costume ea  volte anche mal costume. Mentre Gesù dorme, fuori dalla grotta, c’è Berlusconi, ma anche Noemi Letizia che a dovuta distanza si guarda con Veronica Lairo, e poi c’è Marrazzo, ma anche Michael Jackson, e Mike Bongiorno., e soprattutto Obama e la sua Michelle. C’è spazio per la politica, per il gossip e per il calcio. Ma tra ironia, e imitazione, è sempre la tradizione a vincere su tutto.  E così se da un lato la statuetta di Maria con la mascherina, che si protegge dall’H1N1, può faci sorridere, gli italiani preferiscono la tradizionale natività,anche se da sempre il presepe rappresenta una fotografia non solo del passato ma anche del presente. Tant’è che quando nel 1930 Eduardo de Filippo scrisse la famosa commedia “Natale in casa Cupiello” volle utilizzare proprio il presepe per rappresentare la tradizione popolare più profonda. Ma  gli italiani preferiscono il presepe o l’albero? Secondo gli ultimi sondaggi, quest’anno il 46% gli italiani faranno sia il presepe che l'albero. Oltre a chi farà il presepe perché lo considera depositario del vero significato del Natale (25%) o perché è credente (21%), c'è anche un 46% che lo fa perché "è una tradizione", perché "piace ai bambini" o perché "fa atmosfera natalizia". Resta di fatto che sia il presepe che l’albero regalano a tutti quella magia natalizia che mette tutti di buon umore.

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