
di Marina Stoppani •
La connessione aerea c’è... sicuramente sono felici i compagni indiscindibili di Pc e cellulari, perché, dopo il successo targato USA, anche l’Europa comincia il cammino verso chiamate che attraversano la barriera delle nuvole e il viaggio verso l'accesso web dalla cabina di un velivolo. E’ una realtà affermata negli Stati Uniti dove, circa 60 su 70 compagnie operanti nei cieli a stelle e strisce permettono i tanto desiderati collegamenti alla rete. Ma anche in Europa alcune compagnie internazionali si stanno armando per offrire ai clienti la compagnia di social network e motori di ricerca. La RyanAir, a febbraio ha lanciato il servizio su 20 dei suoi aerei, e punta a convertire l’intera flotta entro un anno e mezzo.
Ma come è possibile collegarsi a internet tra le nuvole? Dov’è finito il temutissimo pericolo delle “interferenze elettromagnetiche” che per anni ha accompagnato tutti i viaggiatori del mondo: bandendo cellulari per tutto il viaggio, computer e i lettori mp3 durante le fasi di decollo e atterraggio? La sicurezza sugli aerei è garantita da numerosi controlli e tecnologie pensate apposta per l’occasione. La connessione è di tipo wifi, cioè senza fili, ed è fornita da un router interno alla cabina. Collegandosi alla rete riconosciuta da portatili, iPhone e periferiche varie si accede a una pagina di ingresso simile a quelle degli hot spot presenti anche a terra. Accedere alla rete richiede quindi username e password forniti dai vettori. Dal punto di vista tecnico, la connessione è resa possibile da una piccola antenna posta sul dorso dell’aeroplano (nel caso degli Isp satellitari come OnAir) o sulla pancia per le connessioni che si appoggiano ad antenne terrestri. Ma ecco il rovescio della medaglia, preparatevi a sborsare cifre non da poco. Sempre per restare in casa Ryan, ogni megabyte di traffico costa circa 10-15 euro. Prezzo a parte, un’altro fattore negativo che i grandi vettori non prevedevano, è la fruizione dei contenuti sul veivolo. Le principali compagnie non hanno barriere che filtrano i dati inviati e ricevuti, il risultato? Il sindacato degli assistenti di linea dell’American Airlines ha chiesto di intervenire per impedire che i clienti accedessero ai vari cloni di YouTube per guardare film porno. Dopo treni e metro, i fastidiosi ticchettii delle tastiere, le odiose suonerie, e l’ascolto forzato di inutili conversazioni purtroppo sono arrivati anche in cielo…