La lunga storia dei dodici apostoli

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Dopo una notte trascorsa in preghiera Gesù radunò i suoi discepoli e scelse dodici uomini. Li chiamò apostoli (dal greco che significa inviati).
Il numero dodici invece è un chiaro riferimento alle tribù di Israele, l'uso che ne fece Gesù svela l'intenzione di creare un nuovo Israele, il nuovo popolo di Dio istituito come Chiesa. La lista dei prescelti è riportata nei vangeli, con qualche lieve differenza: Giacomo figlio di Zebedeo e suo fratello Giovanni, Simone, soprannominato Pietro (roccia), suo fratello Andrea, Tommaso, Matteo, Filippo, Bartolomeo, Giacomo il Minore, Giuda Taddeo, Simone il Cananeo (detto lo Zelote) e infine Giuda Iscariota, l'apostolo che poi tradì Gesù. «Ne fece dodici perché stessero con lui, per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demoni», chiarisce l'evangelista Marco. Gli Apostoli per seguire il maestro lasceranno le famiglie (alcuni come Pietro erano sposati). Gesù li invierà a due a due per le strade della Galilea per annunciare il vangelo e guarire i malati. Vi erano alcune regole da seguire: nel viaggio gli Apostoli non potranno portarsi niente, né denaro né cibo, neanche due tuniche. La missione è pericolosa, ma ci sarà una ricompensa alla fine dei tempi: «Siederete su dodici troni a giudicare le dodici tribù di Israele».
Che cosa è successo davvero a questi dodici uomini? Alcune notizie le troviamo negli Atti degli apostoli, il testo di San Luca, altre tracce sono state lasciate dai Padri della Chiesa nei loro scritti. Di sicuro gli apostoli sono finiti quasi tutti uccisi. L'unico che sembra essere scampato al martirio è Giovanni, il discepolo amato, quello che all'ultima cena poggiava la testa sulla spalla del maestro e che lo ha accompagnato fin sotto la croce. Gli altri hanno reso cara la pelle sotto le persecuzioni anticristiane. I Dodici, come gruppo, non rimarranno insieme a lungo. Sappiamo che abitavano al piano superiore di una casa di Gerusalemme, dove avevano ricevuto lo Spirito Santo nel giorno di Pentecoste dopo aver pregato insieme a Maria, la madre di Gesù. Poi hanno preso strade diverse, per predicare di villaggio in villaggio. Solo i tre discepoli più importanti (Pietro, Giacomo il Minore e Giovanni) resteranno a Gerusalemme, finché Giacomo nell'anno 62 sarà decapitato per ordine di Erode Agrippa I e Pietro dovrà fuggire ad Antiochia, per morire poi crocifisso a Roma nel 64 sotto l'imperatore Nerone.

Giovanni
Il preferito di Gesù, fratello di Giacomo il Maggiore, è forse l'unico degli apostoli che non muore subendo il martirio. Dopo la crocifissione, ha accolto in casa Maria, la madre di Cristo. Gli Atti degli Apostoli ce lo mostrano accanto a Pietro in occasione della guarigione dello storpio al Tempio di Gerusalemme e poi nel discorso al Sinedrio, dopo il quale viene catturato insieme a Pietro, ma riesce a evadere. Sempre con Pietro si reca in Samaria, per imporre le mani sui battezzati infondendo lo Spirito Santo. Nel 53 Giovanni si trova ancora a Gerusalemme: Paolo lo definisce una delle colonne della prima comunità cristiana. Verso il 57 si trasferisce a Efeso in Turchia, dove scrive il suo Vangelo. Un'antica tradizione narra di un suo viaggio a Roma e della condanna a morte in una giara colma di olio bollente, dalla quale però esce illeso per miracolo. Intorno al 95 viene deportato per ordine dell'imperatore Domiziano sull'isola greca di Patmos, dove «preso in estasi" scrive l'Apocalisse. Dopo la morte di Domiziano nel 96, l'apostolo torna a Efeso. E qui muore forse nel 104 e viene sepolto.

Pietro

Avvertito dalla Maddalena della scomparsa del corpo di Gesù, Pietro corre al sepolcro insieme a Giovanni, e lo trova vuoto. Deluso torna a fare il pescatore, ma Gesù gli appare esortandolo a prendersi cura delle anime e gli profetizza il martirio. Pietro è a capo della prima comunità cristiana. È il primo a battezzare un pagano, il centurione Cornelio. Finisce gli ultimi giorni a Roma. Nel 64, durante le persecuzioni di Nerone, viene crocifisso a testa in giù per suo volere, perché non si riteneva degno di morire come il suo Signore.

Giacomo il Maggiore
Di carattere impetuoso, lui e suo fratello Giovanni sono chiamati da Gesù boanergéw (figli del tuono). Fu il primo apostolo a subire il martirio per decapitazione tra il 42 e il 44; la notizia è riferita da Luca negli Atti degli apostoli: “In quel tempo il re Erode cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa, e fece uccidere di spada Giacomo fratello di Giovanni". Non si hanno notizie dell'attività missionaria di Giacomo, che probabilmente si svolse tra Giudea e Samaria", ricostruisce Lorenzo Bianchi nel saggio Ne scelse dodici (Trenta giorni), anche se una tradizione parta di un suo viaggio in Spagna, dove Maria gli sarebbe apparsa ancora in vita per incoraggiarlo nella missione. I resti mortali di Giacomo sarebbero stati portati in nave da Gerusalemme a Compostella, nel nord della Spagna, luogo divenuto presto meta di un pellegrinaggio ancora oggi molto in voga.

Filippo
La tradizione gli attribuisce l'evangelizzazione della Frigia, una regione dell'attuale Turchia, dove visse gli ultimi anni della sua vita. La sua morte avvenne per martirio, al tempo dell'imperatore Domiziano (81-96), mediante la stessa pena alla quale era stato condannato molti anni prima Pietro, e cioè la crocifissione a testa in giù, in età sicuramente molto avanzata, che fonti più tarde fissano a ottantasette anni. A Roma nella Basilica dei Santi XII Apostoli è conservato un piede, non esposto ai fedeli.

Simone
Definito nel Vangelo zelota o cananeo (in entrambi i casi il significato è ardente di zelo), non apparteneva necessariamente alla setta antiromana degli Zeloti come il nome ha fatto pensare. Forse era un parente di Gesù. Egesippo, vissuto nel II secolo, racconta che Simone morì a 120 anni crocifisso dopo essere stato torturato per giorni. Altre tradizioni lo vogliono martire in Armenia o nel Caucaso. Nel Medioevo si diffuse invece l'idea che Simone fosse stato segato in due come il profeta Isaia.

Giacomo il Miniore
Citato come "fratello del Signore", per la Chiesa è un cugino di Gesù. Ha un ruolo importante nella prima comunità. Dal 44 prende il posto di Pietro a capo della chiesa di Gerusalemme fino al martirio avvenuto nel 62: lo storico Flavio Giuseppe nelle Antichità giudaiche racconta che l'apostolo venne gettato dal pinnacolo del Tempio e, poiché non morì, venne lapidato; mentre pregava per quelli che lo stavano lapidando, uno di loro lo colpì in testa con un legno, uccidendolo.

Giuda Iscariota

Tra i Dodici Gesù aveva scelto anche lui, quello che lo avrebbe tradito per trenta monete. La sua fine la descrive Luca negli Atti degli apostoli per bocca di Pietro: “Costui si comprò un campo con il prezzo dell'ingiustizia e precipitando si spaccò in mezzo e si sparsero tutte le sue viscere”. Dopo aver pregato, gli apostoli riuniti in assemblea sorteggiano un sostituto di Giuda tra coloro che avevano seguito Gesù ed erano stati testimoni della-resurrezione. La sorte cadde su Mattia.

Giuda Taddeo
Avrebbe svolto la sua missione in Palestina e dintorni, ma una tradizione siriana colloca il suo martirio ad Arado, presso Beirut in Turchia. Avrebbe scritto la Lettera di Giuda dove si presenta come fratello di Giacomo il Minore; se fosse vero, era figlio di Maria di Cleofa e di Alfeo, che probabilmente era fratello di Giuseppe: poteva quindi essere un cugino di Gesù,

San Paolo
Pur non facendo parte dei Dodici, Saulo - è il suo vero nome – sarebbe stato chiamato da Gesù risorto sulla via di Damasco dove si stava dirigendo per organizzare la persecuzione contro i cristiani. Predica in Asia Minore e viene arrestato nel 58. Due anni dopo è deportato a Roma per essere sottoposto al giudizio di Nerone al quale si è appellato in quanto cittadino romano. Nel 66 o nel 67 subisce il processo e il martirio per decapitazione.

 


Cosa fecero i 12 Apostoli dopo la morte di Gesù?


Dopo la morte di Gesù, i 12 apostoli presero a coppie strade diverse.

MATTEO
L'ex esattore delle tasse avrebbe percorso Macedonia, Siria, Etiopia. Il corpo oggi giace nella cattedrale di Salerno in Italia.

GIOVANNI
La sua tomba si trova in Turchia sulla collina di Ayasuluk, non lontano dall'antica Efeso.

TOMMASO
Evangelizzò Siria e Persia forse l'India, dove avrebbe subito il martirio nell'attuale Chennai-Madras. Oggi le reliquie sono conservate a Ortona in Abruzzo.

GIACOMO
Dopo aver svolto la sua missione in Galilea e Samaria, predicò nella penisola iberica. Morì decapitato a Gerusa1emme. I suoi resti sarebbero conservati a Santiago di Compostela in Spagna.

GIUDA TADDEO
Predicò in Palestina e in Mesopotamia. Le reliquie sono conservate insieme a quelle di Simone, in San Pietro in Vaticano.

BARTOLOMEO
Identificato con Natanaele di Cana, avrebbe predicato in India. Oggi alcune sue reliquie sono venerate a Roma nella chiesa a lui dedicata sull'Isola Tiberina.

SIMONE
Dopo aver predicato in Mesopotamia, sarebbe morto nel Caucaso. Sue presunte reliquie sono conservate in San Pietro in Vaticano.

GIUDA ISCARIOTA
Si suicidò dopo aver tradito Gesù. Venne sostituito da Mattia, i cui resti sarebbero custoditi a Treviri in Germania.

GIACOMO IL MINORE
Parente di Gesù, il cranio si troverebbe nel Duomo di Ancona.

ANDREA
Fratello di Pietro, ha predicato in Grecia: la testa è conservata a Patrasso, il corpo ad Amalfi, in Italia.

PIETRO
Il "principe degli apostoli" si rifugiò in Anatolia e morì a Roma dove è seppellito sotto la Basilica di San Pietro.

FILIPPO
Predicò in Frigia, attuale Turchia. I resti sono nella Chiesa Santi XII Apostoli a Roma.

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