
di Daniela Romano •
Quando la libertà e la permissività dei genitori comincia a fare danni. Questo sta accadendo in molte famiglie italiane dove l’emancipazione dei giovani comincia a causare effetti collaterali. Sono finiti gli anni dell’anarchia familiare, dove il papà comanda su tutto, e dove i figli si attengono a rigide regole. I giovani, figli della società moderna sono il netto contrario dei giovani degli anni passati. E non stiamo parlando in termini di approccio alla società, in generale, ma quanto in relazione al ruolo sociale del nucleo familiare. Dopo l’allarme dell’abuso di alcool tra i giovani che ha visto l’attuazione di norme severe soprattutto quest’estate, il focus di attenzione si sposta sulla prostituzione di ragazzi e ragazze. A lanciare l'allerta è l'assessore alla salute del Comune di Milano, Gianpaolo Landi di Chiavenna, sulla base dei dati forniti dallo staff di psicologi sessuologi che collaborano con Palazzo Marino. Il numero di ragazze che pratica attività sessuale a pagamento, nei bagni di scuole o attraverso web cam, sembra toccare cifre davvero imbarazzanti. È preoccupante - dice l'assessore Landi - apprendere non solo che nei bagni delle scuole i ragazzi fanno sesso, ma soprattutto che in queste prestazioni sessuali anche di tipo orale non si ricerca solo il piacere ma vengono accordate dalle ragazzine per arrotondare la paghetta, un fenomeno diffuso anche in rete con le numerose ragazze che si spogliano on line su webcam erotiche. Come assessorato non prenderemo nessun provvedimento proibizionista, piuttosto intendiamo affrontare il problema come già annunciato con la distribuzione di una lettera aperta che possa aiutare i genitori nel compito educativo». A muovere questo giro di “ sporchi” affari del mondo giovanile, il bisogno di racimolare soldi per vestire firmati, e per non farsi mancare niente in termini di moda. Ma sembra assurdo come ragioni economiche possono muovere giovani ragazze ad atti che vanno contro ogni moralità, e stima per la propria persona. Questo soprattutto perché non parliamo di donne che vivono una realtà sociale davvero complessa, con figli, magari costretta da qualcuno a prostituirsi, extracomunitarie che non trovano lavoro. Queste sono fanciulle in ètà giovanile, che dovrebbero ancora credere nei sogni e nelle proprie ambizioni. Allora cosa succede? Cosa e come vivono queste ragazze? Quali sono i propri punti di riferimento? Sarebbe assurdo trovare risposte universali a queste domande che somigliano sempre più dilemmi. Ma sembra chiaro che a delegittimazione del potere familiare ha inciso notevolmente. Madri che sono sempre meno madri, impegnate a rincorrere le proprie fantasie senza insegnare alle proprie figlie a credere nei sogni. Padri sempre lontani, immersi nel lavoro, o alla ricerca di assurde realizzazioni. E i figli dove sono? Beh, non a casa, o meglio non nella casa reale ma in quella virtuale. Immersi nel mondo internet, senza controllo e senza tutela, senza qualcuno che ti faccia capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Ma allora come è possibile che questi genitori non si accorgono di come vivono i propri figli. Se si torna a casa con un cellulare nuovo, ( ricevuto in cambio di un prestazione sessuale), come fa un genitore a non chiedere la provenienza? Come fa una madre a non accorgersene del modo di approcciare della propria figlia al sesso? Troppi interrogativi senza risposte che riconfermano quanto sia stato fatto un unico errore, ma non da parte dei giovani ma delle famiglie. Molti genitori hanno forse frainteso: essere un buon genitore non significa regalare libertà assoluta ai figli. E bisogna smetterla con la scusante “ è cambiata la società, le esigenze sono diverse”. Bisogna capire che gli adolescenti hanno delle esigenze che poi non si distinguono tanto da quelle delle vecchie generazioni; sarà cambiato il parametro di riferimento, ma l’approccio è comunque simile. Essere permissivi non significa essere assenti, ma tutelare e salvaguardare sempre e comunque. La famiglia, come prima istituzione sociale deve obbligatoriamente assumersi la responsabilità dei propri errori senza più nascondersi dietro l’inefficienza e l’inefficacia delle istituzioni. Bisogna ricordare che la famiglia infatti è la prima istituzione sociale intesa come “quel complesso di valori, di norme istituzionalizzate e di consuetudini che, con varia efficacia, definiscono i rapporti sociali e i comportamenti reciproci di un determinato gruppo di individui la cui attività è volta a conseguire quei fini socialmente rilevanti o ai quali si attribuisce un interesse essenziale e strategico per la struttura sociale”. Intanto governo locale e nazionale lavorano per promuovere un’acuta campagna di sensibilizzazione e formazione sull’educazione sessuale, che sarà portata nei prossimi mesi in tutti gli istituti scolastici del Paese. Un monito questo che possa servire ai giovani ma soprattutto agli adulti.
04 Settembre 2009