
di Marina Stoppani •
Un bravo attore cinematografico, che da la scalata alla presidenza della superpotenza americana, lasciando nella storia la sua impronta incancellabile.
L’avventura umana e politica di Ronald Wilson Reagan incarna come non mai il sogno americano. Un uomo dal grande temperamento, la sua l’ha vita vissuta sotto il segno dell’impegno e della tenacia per questo vincitore di molte battaglie.
Ronald Reagan nasce a Tapico nello stato dell’Illinois il 6 febbraio del 1911, le sue origini sono molto modeste, il padre è un venditore ambulante di scarpe.
Nel DNA del giovane Ronald c’è la vittoria, il fare bene, infatti, durante gli studi affianca l’attività di guardaspiagge, ed in pochi anni salva da annegamento ben 77 persone. Si laurea nel 1932 in scienze sociali all’Eureka college, un’università conservatrice protestante. Inizia a lavorare come annunciatore e commentatore sportivo alla radio, ed anche nell’ambito dello sport riesce a spiccare grazie alla sua prestanza fisica che gli permise di essere un discreto giocatore di football nel circuito universitario.
Dalla radio saltò al grande schermo, Hollywood ed il cinema, sino allo scoppio della seconda guerra mondiale Reagan prese parte a circa 50 film.
Allo scoppio del conflitto va in guerra, ricoprendo il ruolo di capitano dell’Air force.
Il suo avvicinamento alla politica lo vede dapprima vicino alla posizione dei democratici la sua svolta verso il conservatorismo arriva negli Anni '50, quando s’iscrive al Partito repubblicano. Il passaggio avviene perché Reagan si sente deluso dalla burocrazia governativa.
33° Governatore dello Stato della California
Reagan inizia ad occuparsi di politica nel 1954 senza ancora esserne coinvolto a tempo pieno, solo dopo dieci anni compie il passo definitivo scegliendo la politica quale mestiere. Partecipa quindi alla campagna presidenziale a sostegno della candidatura del repubblicano Barry Goldwater; nel 1966 è candidato a Governatore della California vincendo in maniera schiacciante, riconfermato a pieni voti nel 1970.
40° Presidente degli Stati Uniti
Nel 1968 e nel 1976 tenta la scalata alla presidenza, senza risultato, sino alle elezioni del 1980, quando i repubblicani puntarono sul suo nome per sconfiggere il presidente uscente il democratico Jimmy Carter, la vittoria che Reagan riportò fu schiacciante, le elezioni si svolsero durante il periodo di cattura degli ostaggi all'ambasciata USA a Teheran. Cinquantadue ostaggi liberati dopo 444 giorni, il 16 gennaio 1981, pochi giorni prima del giuramento del nuovo presidente (in un fallito blitz il 25 aprile 1980 morirono otto marines: fu il disastro per la Casa bianca di Jimmy Carter) il 20 gennaio 1981, nel suo discorso d’insediamento pronunciando questa frase “Lo stato non è la soluzione dei problemi, lo stato è il problema” così Regan lancia la sua azione politica innovativa e decennale.
In molti affermano che gli effetti delle sue riforme liberali dell’economia continuarono a manifestarsi anche più tardi, sotto la presidenza del democratico Clinton.
Ronald Reagan con i suoi 70 anni è il più anziano dei presidenti americani saliti in carica, a chi gli faceva notare l’età, ribatteva con il suo spiccato senso ironico che: “Thomas Jefferson diceva che un Presidente va giudicato per i suoi risultati, non per la sua età. Ma lo disse, mi pare, nel 1802…”.
Il 30 marzo 1981 il neo presidente rimase vittima di un attentato, malvivente un certo John Hinckley, matto psicopatico, tentò di assassinarlo perché convinto di attirare così l'attenzione della sua amata, l'attrice Oscar Jodie Foster, il colpo di pistola inferto al presidente da distanza ravvicinata non colpì il cuore, ma provocò una pericolosa emorragia al polmone, anche in questa occasione lo spirito sarcastico di Regan si manifestò anche ai dottori che stavano per operarlo d’urgenza, ai quali sussurrò: “Vi prego, ditemi che siete repubblicani”.
Ad affiancare Reagan alla vicepresidenza è Gorge Bush, che lo sostituirà alla scadenza del secondo mandato alla sala ovale. Regan, rivoluziona le strategie di marketing politico, proponendosi come uomo nuovo, cittadino tra i cittadini, vicino alla gente. L’azione politica che attua a capo della superpotenza americana, è un’attività di svolta liberale assoluta, liberale com’era lui, un uomo patrocinatore accesissimo della libertà dell’individuo, come bene prezioso, non barattabile.
SUPPLY-SIDE ECONOMICS
Le linee guida della politica economica che vaglia nel febbraio del 1981 si concentrano su quattro principali direttrici: detassazione sui redditi personali e delle imprese, riduzione dei tassi d’interesse, tagli al bilancio federale e riduzione del deficit pubblico, eliminazione della regolamentazione delle attività economiche (deregulation), una politica monetaria di freno alla crescita dell'offerta di denaro per abbattere l'inflazione.
Dopo una recessione nel biennio tra il 1981 e il 1982, l'economia statunitense iniziò una rapida ripresa nel 1983. Regan fu rieletto in maniera trionfale nel 1984, vincendo in 49 stati. In altri argomenti di politica interna, non riuscì a cambiare in maniera significativa le politiche riguardanti, l’assistenza pubblica e l'aborto. Spostò comunque a destra l'asse del sistema giudiziario federale, nominando giudici conservatori alla Corte Suprema e alle corti inferiori.
L’obiettivo era lo spostamento dell'equilibrio dei poteri dal governo federale alla società, invertendo una tendenza all'interventismo economico e sociale affermatasi nella politica americana dagli anni sessanta.
Sedici milioni i posti di lavoro creati sotto la sua presidenza, tra la grave crisi dell’81-82 e il crollo della Borsa dell’87. In molti affermano che gli effetti delle sue riforme liberali dell’economia continuarono a manifestarsi anche più tardi, sotto la presidenza del democratico Clinton.
L’America: barriera a difesa del mondo.
Reagan perseguì fortemente l’impegno a rilanciare l’immagine di un’America forte e intransigente, barriera a difesa del mondo dall’’impero del male, così egli definì L’Unione Sovietica.
Grande appoggio arriva da Margareth Thatcher che a guida della Gran Bretagna perseguì la stessa politica liberista dell’amico Ronnie.
Nel 1983 intervenne in America Latina, con la spedizione contro il regime marxisteggiante di Grenada, appoggiò le forze in lotta contro il regime comunista in Nicaragua (i Contras), nell’aprile del 1986, bombardò installazioni militari in Libia, inviò navi nel golfo nel 1987, nel corso della guerra tra Iran e Iraq, concesse aiuti ai mujaheddin in Afghanistan per contrastare l’invasione sovietica, tenne una linea fortemente filoisraeliana in Medio Oriente, fu durissimo nei confronti del terrorismo mediorientale.
SCACCO MATTO AL RISCHIO
Nel 1983 Reagan lanciò il progetto SID (Strategic Initiative defense) comunemente chiamato “guerre stellari” diretto in maniera chirurgica per dare agli Stati Uniti una sorta d’invulnerabilità, una mossa molto contestata la sua, che, però pose le due superpotenze e il mondo di fronte all’alternativa: o un’ulteriore fase di riarmo, oppure la ripresa del processo democratico.
Prevalse la seconda posizione, Reagan capì che la strategia di giocare al rialzo avrebbe costretto il colosso sovietico a scendere a compromessi, data l’impossibilità di tener dietro ad un così grosso sforzo economico.
La nuova stagione di distensione si aprì nel novembre del 1985, quando Reagan incontrò il nuovo leader sovietico Michail Gorbaciov.
Reagan e Gorbaciov, tra il 1985 e il 1988 s’incontrarono a Reykjavik, Ginevra, Washington e Mosca: il risultato fu una forte riduzione dei missili nucleari specialmente in Europa.
Non soltanto la volontà di pace spinse i due presidenti ad iniziare un parziale disarmo, ma anche interessi economici e politici concreti. L'opinione pubblica europea protestava con molta decisione contro i nuovi missili americani installati in Belgio, Olanda, Inghilterra e Germania Occidentale e Reagan non voleva creare difficoltà agli alleati europei. Gorbaciov da parte sua, mediante il disarmo, tendeva a due risultati importanti: dare sollievo alla dissestata economia sovietica e ottenere l'appoggio dei paesi occidentali alle sue riforme. Più di 2500 missili nucleari furono eliminati dall'Europa. All’accordo sui missili europei seguirono altre proposte per la distruzione delle armi chimiche e dei missili intercontinentali.
In un incontro del giugno 1987 in Berlino, Ronald Reagan in un discorso dinnanzi la porta di brandeburgo pronunciò la sua frase simbolo riferendosi a Gorbaciov disse "Mr. Gorbachev, open this gate! Mr. Gorbachev, tear down this wall!"
(Signor Gorbaciov apra questa porta! Signor Gorbaciov, butti giù questo muro!”) parole che hanno segnato un’epoca.
Verso il termine del secondo mandato, la politica di Reagan cominciò a subire i primi contraccolpi: s’iniziarono a valutare i guasti della deregulation e del pesante deficit di bilancio, accompagnati dal crollo di Borsa del 1987. Tra il 1986 e il 1987 vennero alla luce documenti su vendite d’armi Usa all'Iran per finanziare i Contras. Lo scandalo investì la Casa Bianca, ma Reagan ne uscì indenne. Si ritirò in California,
dopo aver sofferto per molti anni di Alzheimer, è morto il 5 giugno del 2004.
Con Margaret Thatcher è sicuramente il più grande politico conservatore degli anni '80,
Molti gli attribuiscono il merito di aver risollevato il morale ad un paese che aveva iniziato il decennio in un clima pessimista.
“PRESIDENTE AL TEFLON”
Per la sua abilità di passare attraverso momenti economici negativi, crisi internazionali e scandali conservando sempre un alto indice d’approvazione lo definirono il "Presidente al Teflon…"
Mentre con il suo stile oratorio persuasivo si guadagnò il soprannome di "Grande comunicatore".
CURIOSITA’
Il bisnonno paterno, Michael Reagan, era immigrato negli Stati Uniti da Ballyporeen, nella Contea di Tipperary, durante gli anni '60 del XIX secolo. Quando visitò Ballyporeen nel 1984, fu presentato al presidente un albero genealogico da cui risultò una lontanissima parentela sia con John F. Kennedy sia con la regina Elisabetta II.
UN UOMO D’ALTRITEMPI…
Regan nel suo privato era un uomo eccezionale, l’ideale che poteva sognare ogni ragazza. Credeva fermamente nell’unione matrimoniale, infatti, nonostante che nel 1949 divorziava dalla prima moglie Jane Wyman, attrice dalla quale ha avuto la primogenita Maureen (deceduta nel 2001) e con cui aveva adottato Michael.
Nel 1952 si risposa con la giovane attrice conservatrice Nancy Davis, con la quale vive una storia d’amore lunga ben 52 anni.