
Dott.ssa Lucia Filippucci •
Generalmente le cause si classificano in due grandi gruppi: quelle derivanti dalla struttura ossea e quelle derivanti dalla parte muscolare della colonna vertebrale. Questa divisione non corrisponde in realtà ad una vera differenza perché a problemi ossei conseguono problemi muscolari (spesso questi ultimi più importanti dei primi) e, viceversa, disequilibri con dolori muscolari possono a lungo andare creare complicazioni ossee.
Cause ossee
La principale è l’artrosi, patologia spesso erroneamente riferita all’invecchiamento del corpo ma che in realtà può colpire pressoché in tutte le età. E’ questa una degenerazione delle articolazioni caratterizzata da usura, diminuzione del liquido posto tra i capi articolari, contratture muscolari intorno ai tratti interessati conseguenti al dolore, blocco dei movimenti. I tratti della colonna più colpiti sono quelli cervicale e lombare e tipico è il dolore acuto di mattina, quando ci si mette in movimento e che poi recede con l’attività per ripresentarsi la sera.
Altra causa di questo gruppo è l’ernia al disco. Come detto, le vertebre sono separate una dall’altra dai dischi intervertebrali, formazioni di consistenza acquosa - gelatinosa che funzionano da ammortizzatori dei grandi pesi che la spina dorsale deve sopportare camminando, stando in posizione eretta o facendo dei movimenti. Poiché il disco tende a scivolare in tutte le direzioni in funzione degli spostamenti vertebrali, la natura ha provveduto a mantenerlo nella sua sede anatomica grazie a strutture legamentose e ha garantito robustezza all’insieme di una vertebra con l’altra e di tutta l’intera colonna. Per cause non ancora chiarite può accadere che i legamenti subiscano dei cedimenti tali quindi non riescono a svolgere al meglio la loro funzione di contenimento permettendo così ai dischi di scivolare fuori del loro posto (ernia) talvolta anche sotto l’impulso di sollecitazioni di solito considerate lievi (alzarsi da una poltrona, sollevare una valigia).L’ernia si definisce "contenuta" nell’iniziale cedimento dei legamenti. Si considera "protrusa" quando, pur essendo riuscita a far breccia sui legamenti, non si allontana dalla sua sede. E’ "espulsa, quando il disco è fuoriuscito e si distacca dallo spazio tra le due vertebre. L'ernia discale è più frequente a livello lombare (ultime vertebre, mentre è rara a livello dorsale e cervicale. Inoltre rappresenta la causa più comune di lombosciatalgia e di nevralgia cervico - brachiale, cioè dolore a livello lombare e cervicale con irradiazione lungo i nervi che fuoriescono dalle vertebre in quelle sedi (lo sciatico per le gambe, il brachiale per gli arti superiori).
Cause muscolari
Parlando della colonna vertebrale occorre nominare il complesso muscolare che va dal capo al bacino comprendendo anche spalle, torace e fianchi. Per chiarire meglio, si può paragonare il dorso del corpo ad una barca a vela vista da dietro in cui la colonna è "l’albero" inserito nella "chiglia" (il bacino), con i "tiranti" (sartie) rappresentati dai muscoli a sostegno delle "vele" date dall’intera superficie della schiena. La rigidità è garantita dai tiranti muscolari, simmetrici a destra e a sinistra, che, come le sartie della nave, hanno il compito di ancorare la colonna al bacino. L’elasticità dipende dal fatto che i muscoli possono, oltre a "contrarsi" anche rilasciarsi, insieme alla particolare struttura di tutta la spina dorsale fatta, come abbiamo visto, di parti ossee mobili una sull’altra. L’equilibrio descritto tra rigidità ed elasticità permette alla colonna vertebrale, come all’albero della nave, di piegarsi molto senza spezzarsi mai.
Quando c’è mal di schiena allora, escluse le cause ossee principali come artrosi ed ernia del disco, occorre considerare l’insieme muscolare per individuare il disequilibrio che ha causato il dolore. Il mal di schiena, nella maggioranza dei casi, è provocato dall’abitudine ad assumere le posture scorrette che sono colpevoli di queste disarmonie. Quest’ultimo lavoro, che i muscoli "tiranti" fanno di continuo nelle variazioni delle posizioni corporee quotidiane, diventa dispendioso e faticoso quando una postura errata è mantenuta troppo nel tempo o, peggio, quando certe attività, lavorative e no, sono eseguite in modo scorretto.
Il dolore è un segnale di allarme, la schiena svolge con fatica il proprio lavoro.
Stiratrici, dattilografe, operatori al computer, centralinisti, dentisti, commesse, camionisti, traslocatori sono alcuni esempi di lavoratori a rischio di mal di schiena di tipo muscolare. Senza necessariamente cambiar lavoro, si può prevenire e curare questo disturbo a volte invalidante. Vi sono tuttavia altre situazioni che predispongono al mal di schiena come:
Scoliosi
E’ un problema di tipo osseo. La colonna vertebrale resta elastica a scapito, però della parte muscolare che determina dolore.
Dismetrie arti inferiori (diversa lunghezza dei due arti)
Per ragioni non ancora chiarite durante la crescita corporea un arto inferiore può svilupparsi in lunghezza meno dell’altro. Questa situazione, diventata stabile in età adulta, può restare nei limiti del fisiologico, quando la differenza è sotto i tre millimetri. Quando però questa misura è superata possono esistere dei problemi di tipo compensatorio a livello della schiena, anche qui sovraffaticata da lavoro supplementare.
Traumi
Cadute a terra durante sport o attività lavorative (con gli sci o dalle scale per esempio) oppure i colpi di frusta causati da incidenti automobilistici, sono le cause più comuni di mal di schiena. Dopo tali traumi accade che la muscolatura vertebrale si irrigidisca come per meglio proteggere il tratto di colonna che ha subìto "l’insulto". Se questo è stato particolarmente violento e non è stato curato adeguatamente, le contratture muscolari permangono cronicamente per lungo tempo e la conseguenza può essere il mal di schiena. Il dolore è in genere localizzato oppure si manifesta in altre zone lontane perché i collegamenti dei muscoli del dorso sono tali da far attuare compensi non fisiologici in parti anche distanti dalla zona colpita.
Attenzione ad alcuni segnali d’allarme!
- Quando alzandosi dalla sedia o dal divano, entrando o uscendo dall’auto si avverte dolore alla parte lombare della schiena.
- Quando, facendo retromarcia in automobile si avverte una fitta dolorosa al collo, soprattutto poi se il dolore s’irradia (anche come "scossa") lungo un braccio.
- Quando, mentre si guarda in alto (alzando la testa per prendere qualcosa), compare dolore nucale complicato magari da vertigini e sensazioni di nausea.
- Quando si ha spesso mal di testa con la sensazione di peso sul collo e sulle spalle.
- Quando durante starnuti e colpi di tosse si avverte una fitta dolorosa tra le scapole o alla parte lombare della colonna vertebrale.
- Quando è presente un dolore dorsale, anche lieve, che impedisce la respirazione profonda.
- Quando, portando dei pesi o raccogliendo qualcosa da terra si avverte "fatica" nella zona lombare oppure si sente dolore che regredisce in breve tempo.
- Quando al mattino lavandosi i denti o il viso si avverte rigidità della schiena nel tornare eretti.
- Quando si ha un dolore alle articolazioni della bocca, oppure si avverte di masticare male e solo da una parte, non rimandare una visita odontoiatrica perché numerose sono le situazioni in cui il mal di schiena e malocclusione dentale sono collegate.
- Se si avverte di camminare male, oppure si nota un diverso consumo delle suole delle scarpe tra destra e sinistra, e ancora, quando si fa l’orlo dei pantaloni e si nota una differenza tra un lato e l’altro, occorre fare una visita fisiatrica per prevenire il mal di schiena da "dismetria" degli arti inferiori o da cattivo appoggio dei piedi a terra (piedi piatti, valghi, ecc.).
- Dopo incidenti o cadute a terra, anche se non si avvertono dolori, controllare la funzionalità e l’elasticità della schiena (una visita specialistica ogni due mesi per almeno tre volte).