Voglio partire… in barca da sola. Grazie Ti amo per non morire…
….voglio che il vento gonfi le mie vele.
….voglio sentire il rumoreggiare del mare.
….voglio vedere la mia barca scivolare sulle onde.
….voglio che l’emozione sia forte.
….voglio tirare le cime fino a farle spezzare.
….voglio godere del vento fino a sentirne dolore.
….voglio urlare, maledire e benedire.
….voglio che il sole scotti tanto da bruciarmi.
….voglio piangere e ridere forte….
….voglio vivere ….forte.
….voglio la vita…
.…la vita che mi ha dato Renatino…che mi ha ridato la vita!!!
Noi maschietti, fin dall’età della ragione, siamo sempre alla ricerca di una donna perfetta, disegnata nei meandri del cervello esattamente come ce la siamo immaginata, sognata, desiderata. Questo percorso virtuale e poco virtuoso di solito va avanti fino alla fine dell’adolescenza o giù di lì, fin quando, cioè, la virtù si perde e si comincia a pensare alle cose più concrete.
Poi, soddisfatta la curiosità di scoprire l’altro sesso, riprende la corsa alla donna perfetta, che di solito somiglia ad una attrice, una cantante o comunque a qualcuna che sta in copertina.
Le eccezioni, che come sempre confermano la regola, si contano sulle dita di una mano.
Quando ero impegnato in questa caccia, identikit in testa ne avevo uno solo, al massimo due. E non erano quelli di Laura Antonelli, Agostina Belli, Edwige Fenec Barbara Bouchet o Gloria Guida che in quei tempi impegnavano le giornate di molti di noi.
No, essendo un atleta, un mezzofondista (scarso, qualcosa meno di 5’ sui 1500…), nel mio immaginario di donna c’era Gabriella Dorio, pure lei mezzofondista, vicentina, per la quale stravedevo. Non era esattamente bella e conturbante come parecchie delle attrici di cui sopra, ma aveva un gran fisico. Come del resto Marisa Masullo, più piccola, capelli corvini, un razzo sui 100.
Già, un requisito fondamentale per uno che ha sempre fatto sport. Così come, entrando in casa, per me era fondamentale trovare una persona ordinata, precisa, puntuale, rigorosa.
Beh, erano tutte balle. Tutte fantasie. Tutte regole di comportamento sorpassate da quella complicità che spesso nasce e si cementa tra un uomo e una donna e che finisce per cancellare il resto.
Volete un esempio? Sono stato innamorato perso di una maratoneta ma la mia compagna ha orrore per il sudore. La mia scrivania è così ordinata da far schifo, passo la vernicetta sulle scarpe prima di uscire, non posso vedere piatti e pentole nel lavabo, neppure per cinque minuti, eppure l’ultima sbandata pre-simil-matrimonio l’ho presa per una che appena rientrava in casa si metteva a cucinare senza togliersi il cappotto, quando si spogliava creava cataste di vestiti sulla poltrona di camera, salvo brontolare, una volta alla settimana, quando doveva per forza metterli a posto; guidava parlando al cellulare e quando suonavano al portone, invece di rispondere al citofono, si affacciava alla finestra urlando “chi èèèèèèèèèè?”. Ma le ho voluto bene.
di Silvia Napoleone Premetto che sono credente, oggi, molto poco praticante ma con un curriculum di tutto rispetto: catechismo a uffa, “militanza” negli scout, pellegrinaggi a Loreto e company.
Voi vi starete chiedendo: “Embè?”
Eccovi serviti! Da due anni convivo con un meraviglioso uomo…separato.
Oggi, che il problema mi tocca da vicino, sono ben informata sulla posizione della Chiesa nei confronti dei separati-divorziati-compagne dei succitati-seconde mogli dei succitati.
La mia speranza è che gli uomini, proprio in quanto tali, del “potere” religioso smettano di mettersi sul pulpito col dito puntato a giudicarci.
Ma la strada è lunga e tortuosa visto che il Papa, nel suo Angelus di oggi, ci ammonisce ancora con frasi del tipo: “Fratelli, non vi lasciate, non dividete ciò che Dio ha unito, non vi separate…” ecc.
Ma analizziamo la faccenda nel particolare, senza filosofeggiare troppo perché già c’è chi lo fa meglio di me. Andiamo nel pratico.
Mia sorella si è sposata circa sei mesi fa, ha chiesto a me ed al mio compagno di farle da testimoni. Figuratevi c’è venuto da ridere. Ma lei insiste affermando che il suo prete è moderno e all’avanguardia. Ed è effettivamente così ma davanti a questa proposta anche lui ha le mani legate e ci propone un compromesso: possiamo stare entrambi sull’altare, seduti vicini, ma lui non può né firmare come testimone né tanto meno prendere la comunione. Inoltre sottintende che è già una fortuna che posso farlo io, visto che “giaccio” con un uomo separato. Fino a quando è solo convivenza si può chiudere un occhio ma quando sarà secondo matrimonio non potrò prendere la comunione neanche più io, battezzare i nipoti che Dio vorrà donare a mia sorella, prendere la cresima che non ho ancora fatto, oltre, non per ultimo, essere considerata una peccatrice come purtroppo lo è il mio compagno avendo egli rotto un sacramento.
I sacramenti sono cosa fondamentale per la Chiesa, ma io mi chiedo allora: “E i comandamenti non lo sono altrettanto?” I 10 Comandamenti sono stati dati a Mosè direttamente da Dio, così narra la Bibbia. Dunque mi chiedo ancora: “Perché se infrangendo uno di questi si può comunque prendere il Corpo di Cristo?”
1) Io non ho mai avuto altro Dio all’infuori di Lui.
2) Non ho mai bestemmiato.
3) Non sarò andata tutte le domeniche a messa, ma le feste sono sacre a casa mia.
4) Ho sempre onorato mio padre e mia madre.
5) Non ho mai ucciso nessuno in vita mia (eccezione fatta per le zanzare, esseri fastidiosi che turbano i miei sonni estivi).
6) Chiarire per favore: “Atti impuri”. Se con questo termine si vuole identificare l’incontro dei sensi con la persona che ami di più al mondo e che reputi l’uomo della tua vita perché sa renderti felice, allora ho infranto questo comandamento. Se al contrario, come l’ho sempre inteso io, con questo termine ci si riferisce a squallidi atti sessuali perpetrati nei confronti di bambini innocenti, donne non consenzienti e così discorrendo, allora sono innocente.
7) Non ho mai rubato neanche una caramella.
8) Qualche bugia a fin di bene le ho dette ma mai sotto giuramento.
9) La donna d’altri non l’ho mai desiderata ma forse l’uomo si. Comunque l’importante è che non me lo sono mai preso.
10) La roba degli altri forse l’ho desiderata, ma mi è servito da sprono per cercare di guadagnarmela con le mie forze.
Tutto questo bel discorso non è per pavoneggiarmi, d’altra parte come canta qualcuno “Sono una donna, non sono una santa”…
Ma per terminare il mio discorso, “è giusto dunque che un separato e di conseguenza la nuova campagna siano trattati non alla stregua bensì peggio di coloro i quali i 10 Comandamenti li infrangono tutti in un giorno solo”?
Per tutto questo DISSENTO.
Paola Pg
Scrivo per uno sfogo scusatemi…
Sono separata da tantissimi anni, e in tanti anni di separazione ho deciso di avere solo una storia e un piccolo approccio…
STORIA
Ho incontrato l’amico di mio fratello rivisto dopo 20 anni in un negozio di fiori (sposato con prole) mi ha detto che sembravo Monica Bellucci. Siamo usciti la prima volta, siamo andati a Foligno camminavamo in centro dove lui pensava di nascondersi a soli 20 km dal paesello… che dire… ABBIAMO INCONTRATO TUTTI I PAESANI. Nella nostra lunga passeggiata ho fatto un volo d’angelo, rimanendo impigliata con il tacco in un Sampietrino, sono caduta a bocca in avanti, e da li dovevo capire che se il buon giorno si vede dal mattino…
La seconda volta al telefono mi diceva ti prego vediamoci oggi, ho voglia di vederti…
Organizziamo il secondo incontro, mi faccio prestare l’appartamento di una mia amica, dove di fronte abita la sorella, anche lei mia amica. Io che abitualmente sono abbastanza rustica mi ero preparata con un completino tutto rosa super sexi, le mie amiche avevano acceso candele e candeline, che me sembrava Lurdes, all’improvviso, lui mi chiama al cellulare e mi dice: affacciati mi vedi? Ed io no… Non potete crederci, era arrivato con una jippina, tutto vestito in mimetica (per intenderci da cacciatore)… Entra in casa, e così tra baci e bacini, lui fa una mega cilecca. Le mie amiche mi vedono uscire da casa dopo soli 15 minuti, ovviamente per questo abbiamo riso per una settimana. Ma eccolo che mi richiama, spinta dalle mie amiche mi convinco a rivederlo. Ci rivediamo ma questa volta stiamo in macchina (una station), buttiamo giù i ribaltabili, io ero praticamente sottosopra. Ma all’improvviso non so per quale forza, la macchina va giù nella rupe. A questo punto scendiamo dalla macchina e lui ,mi diceva “vai d’avanti e saltaci sopra”, ed io, “cocco è vero che so grossa (alta intendiamoci), ma mica posso spostà na macchina”… Non riuscendo a tirare fuori la macchina lui fù costretto a chiamare un suo amico, che arrivò con un TRATTORE per tirare fuori la macchina… Ovviamente per qunto riguarda le pratiche amorose, non è successo nulla.
La terza volta sempre spinta dalle mie amiche, decido di nuovo di uscirci. Ancora una volta fissiamo l’incontro, e lui arriva di nuovo con la jippina e la mimetica. Ci fermiamo in un enorme parcheggio deserto, cominciamo ad abbracciarci e al primo bacio lui raggiunge l’orgasmo. Che dire davvero speedy, ma in concomitanza con il grande evento vissuto unicamente da lui arrivano i carabinieri, che ci fanno scendere dalla macchina ed immaginate le sue condizioni.
APPROCCIO E MANCO…
Tanti anni fa ho avuto una storia con un ragazzo a distanza di 5 anni vado a Riccione e chi rivedo? Lui, ero lì con una mia amica, le dico della storia con lui e lei mi consiglia di chiamarlo. Io restia, le dico di provare a chiamarlo con il suo numero. Chiama io riconosco la sua voce e lei dice che ha sbagliato numero. Fin qui parliamo di persone normali, ma lui insiste per sapere chi era quella donna, giustificando il fatto con il furto del suo cullulare. Ovviamente lei impreparata all’insistenza, ha risposto che cercava un suo amico fornendo nome e cognome. Finita la telefonata, la mia amica era visibilmente preoccupata per aver fatto il nome di un suo amico. Ritorniamo a Perugia e al fatto non ci pensiamo più, ma dopo qualche giorno, la mia amica arriva agitatissima a casa mia perché il mio ex fidanzato aveva denunciato per furto del cellulare il suo amico. La polizia postale è andata a prelevarlo e portato in questura. Io sono andata da lui uscendo di casa in vestaglia dall’agitazione per spiegargli tutto, lui, il mio ex fidanzato ha ritirato la denuncia, ma la polizia non gli ha creduto. La mia amica che risultava aver chiamato dai tabulati telefonici è stata interrogata come se avesse rapinato bulgari a Mi. Io sono stata costretta sotto consiglio del mio avvocato a fare una deposizione spontanea alla polizia postale di Pg, per scagionare la mia amica ed il suo amico, dicendo che era colpa mia. Il commissario mi ha detto “Signora posso farle una domanda personale? Ma che se fa la tinta? Ovviamente, si riferiva al mio ex… Poi ha aggiunto, signora ma una donna come lei come ha fatto a fidanzarsi con uno come quello”… Mi hanno fatto promettere solennemente che non sarei mai più uscita, con uno come quello. Un noto professionista che al ritiro della denuncia aveva un cellulare riaccomodato con lo scotch...
Cosa non si fa per un cellulare da 30 €…
Quindi ho deciso di rinunciare…