Libertà di stampa, libertà di tutti

di Maria Sabina Perfetto •
 
La libertà di stampa è una delle garanzie che un governo democratico dovrebbe assicurare ai cittadini e alle loro associazioni, per tutelare l'esistenza di una stampa libera, ed è sancita dall’art.21 della Costituzione che cita testualmente: “tutti hanno il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.
L’Italia ha vissuto e subito profondamente la gabbia dell’informazione: la censura. La libertà di stampa nella Repubblica Italiana è stata progressivamente ripristinata dopo la caduta del regime fascista di Benito Mussolini, nel 1943, anche se per tutta la durata della seconda guerra mondiale e nell'immediato dopoguerra fu sottoposta a vari limiti e condizioni, in parte derivati dalla legislazione che regolava la libertà di stampa nel Regno d'Italia.
Da allora molte lotte sono state fatte per giungere ad essere un paese democratico. Pensavamo che le battaglie delle vecchie generazioni si fossero consolidate nella nostra cultura. Ci siamo sbagliati. Il controllo della comunicazione è tornato, e seppur navigando da tempo nel sottofondo, è salito a galla negli ultimi mesi con una gran velocità. L’attacco alla libertà individuale, quella che permette di poter esprimere il proprio pensiero è partito dal basso, dalla volgarità della diffamazione che stravolge la vita privata e professionale di chi, credendo di esercitare un suo sacrosanto diritto, esprime il suo punto di vista pubblicandolo.
Il dilemma principale dell’Italia è il nostro premier-imperatore. Il suo ritorno al Governo ha risvegliato i timori sulla concentrazione di mezzi di comunicazione pubblici e privati sotto una sola guida. Timori che si sono concretizzati con gli avvenimenti degli ultimi mesi. Berlusconi, proprietario delle tre reti televisive private, grazie al ruolo istituzionale da lui coperto è in grado di controllare anche la televisione di Stato. Considerato che in Italia la televisione rimane il principale organo d’informazione (circa l’80% delle persone apprende le notizie esclusivamente dalla TV), questo fa dell’Italia un paese molto anomalo sotto il profilo della comunicazione.
Se poi aggiungiamo a questa irregolarità anche le limitazioni poste alla libertà di parola, limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità, la preoccupazione diventa allarmante. Verità e potere non sono mai andati d’accordo perché il potere teme la verità. Ma la libertà di stampa, come diceva Jean-Jacques Rousseau, è la libertà di tutti. E tutti hanno il diritto di sapere.
Al momento l’Italia è l’unico Paese europeo a essere retrocesso nell’ultimo anno dalla categoria dei «Paesi con stampa libera» a quella dei Paesi dove la libertà di stampa è «parziale». Lo afferma in un rapporto Freedom House, un'organizzazione non-profit e indipendente fondata negli Stati Uniti nel 1941 per la difesa della democrazia e la libertà nel mondo. Un declino che dimostra come anche democrazie consolidate e con media tradizionalmente aperti non sono immuni da restrizioni alla libertà.
Ma tutti sappiamo che non esiste libertà di espressione senza libertà di pensiero: queste due si creano, si rafforzano e si sostengono reciprocamente. La libertà di stampa e di pensiero sono le fondamenta di una democrazia.
Non si possono vanificare in questo modo anni di lotte popolari. La libertà d’informazione non è un masso da lanciare o manovrare da parte di chi dovrebbe istituzionalmente fare gli interessi del paese e della sua gente. E una Nazione non si può definire democratica se non c’è il contraddittorio, se non ci sono più e diverse voci nel dibattito. La libertà di stampa non deve avere un colore politico, non è nera né rossa, non deve avere fede e dottrine, la libertà di pensiero è la sicurezza per ciascuno di sentirsi liberi e senza paura.
Ma in Italia probabilmente questa limitazione non viene considerata abbastanza, forse perchè non ci siamo accorti davvero dove si è insidiato il pericolo.

foto Aidy Stella Peluso
Redazione
Aidy Stella Peluso
Direttore
foto Marina Stoppani
Redazione
Marina Stoppani
Vice Direttore
foto Arturo Di Mezza
Diritto
Arturo Di Mezza
Esperto di Diritto
foto Lucia Filippucci
Salute
Lucia Filippucci
Cardiologa
foto Sara Macone
Psicologia
Sara Macone
Psicologa
foto Marco Prestipino
Salute
Marco Prestipino
Chirurgo Pediatra
foto Daniele Araco
Sesso
Daniele Araco
Sessuologo
foto Leonardo Alunni Carrozza
Gravidanza
Leonardo Alunni Carrozza
Ginecologo
foto Silvia Napoleone
Benessere
Silvia Napoleone
Gemmologia  Cristalloterapia
foto Roberto D'Ilario
Benessere
Roberto D'Ilario
Gemmologia Cristalloterapia
foto Marco Rustichelli
Sport
Marco Rustichelli
Preparatore Atletico
foto Luca Modestini
Cucina
Luca Modestini
Chef
foto Alessandro Cucciarelli
Casa
Alessandro Cucciarelli
Architetto
foto Debora Ruffa
Casa
Debora Ruffa
Architetto d'Interni
foto Carlo Ponè
Bellezza
Carlo Ponè
Hair Stylist
foto Mirko Schioppa
Bellezza
Mirko Schioppa
Hair Stylist