
il sondaggio effettuato da Astra ricerche per Osservatorio Cera di Cupra
Nell’ambito della comunicazione, nonché dei rapporti interpersonali, la bellezza ha di certo un valore importante. Le donne in questo settore spesso e volentieri sono molto sottovalutate, o quanto meno il ruolo ad esempio nei media viene soprattutto legato ad un concetto di immagine. Un sondaggio realizzato da Astra Ricerche per Osservatorio Cera di Cupra ha messo a confronto l’opinione delle Italiane e quella dei ‘comunicatori’ sul tema dell’Immagine della donna nella società dell’immagine’. Come commenta Enrico Finzi di Astra: ‘L’Osservatorio Cera di Cupra ha messo in luce quest’anno un aspetto rilevante: l’autostima e la dignità delle donne, la loro pacata affermazione, il conseguimento di livelli più elevati di civiltà in Italia richiedono una profonda modifica dei modi con cui l’universo femminile viene raccontato’. Dal sondaggio si rivelano dati davvero significativi. In primis ascoltando le opinione delle italiane si comprende che non sono soddisfatte dell’immagine che i mass media riflettono dell’universo femminile perché vorrebbero che fossero rappresentate caratteristiche che le identifichino maggiormente, in primis intelligenza e capacità di ragionare (indicata dal 77,1% del campione femminile) e impegno nella gestione di più ruoli (caratteristica indicata dal 70,7% delle donne). Vorrebbero vedere, in sostanza, immagini di donne più vicine alle donne reali, a loro stesse. La posizione dei giornalisti e dei comunicatori commerciali mostra che, seppur con talune eccezioni di rilievo, sia gli uni sia gli altri condividono il giudizio critico delle italiane rivolto soprattutto a pubblicità e entertainment televisivo, mentre viene concessa una ‘possibilità di riscatto’ all’immagine delle donne nei film e nell’informazione giornalistica. Donne finte, sensuali e troppo idealizzate quelle dipinte dalla pubblicità’, secondo l’opinione concorde dei tre gruppi sociali delle donne, dei giornalisti e dei comunicatori commerciali. I professionisti, soprattutto i pubblicitari, difendono alcuni aspetti positivi, ad esempio l’essere ottime madri (45% dei pubblicitari versus il 18% delle donne), e stemperano i giudizi del pubblico femminile sulla stupidità e sulla volgarità imperante nella rappresentazione delle donne nelle ‘reclame’ (sono sciocche e stupide per il 22% dei pubblicitari versus il 42% delle donne; esagerate e volgari rispettivamente per il 16% e il 39% ).
E l’intelligenza? Paradossalmente la riscontrano di più le donne (seppur con un risicatissimo 12%) rispetto ai professionisti (5% dei giornalisti e 8% dei pubblicitari).
Condivisa come più positiva la percezione rispetto all’immagine della donna nei FILM: dalle molte sfaccettature e comunque seduttiva, moderna (percentuali dal 37 al 35%), impegnata (dal 36 al 31%), autonoma (dal 39% al 34%), intelligente (dal 34 al 32%), ma con una connotazione ben evidente di ansia e nevrosi (39% delle donne, 57% dei giornalisti, 48% dei pubblicitari). Sono donne reali per i professionisti, anche brutte ma di valore (41% per i giornalisti, 36% per i pubblicitari), sempre troppo idealizzate invece per le donne.
Il giudizio sull’immagine della donna nella TELEVISIONE è netto e contrastante: da una parte quello relativo ai contenitori di informazione giornalistica in televisione (come tg e dibattiti) che riconosce comunque a parere dei tre campioni una certa capacità del mezzo di rendere conto di alcune caratteristiche positive delle donne, tra cui variegatezza, impegno, modernità e autonomia, sicurezza, realtà, veridicità (seppur solo per il 14% delle donne versus il 23% di giornalisti e 34% dei pubblicitari) e intelligenza (meno dalle donne con il 23%, più dai professionisti con il 35% e il 45%).Dall’altra parte, il giudizio su tutto ciò che in tv non è informazione, definibile come ENTERTAINMENT TELEVISIVO è oggetto di un’aspra e severa critica collettiva, senza nessun tentativo di difesa da parte dei professionisti che invece, buttano benzina sul fuoco.
Immagini di donne sciocche e stupide, volgari (45% delle donne, 70% dei giornalisti e 67% dei pubblicitari), incompetenti e incapaci (53% dei giornalisti e 46% dei pubblicitari contro il 24% delle donne), in cui minime sono le tracce rilevate di intelligenza, impegno e valore. Ma tutti pensano, in fondo, che non siano immagini di donne reali ( 8%delle donne, 1% dei giornalisti, 3% dei pubblicitari).Tornando nell’ambito dell’informazione giornalistica riferita ai contenitori di QUOTIDIANI e PERIODICI, i comunicatori riabilitano l’immagine della donna allineandosi al pensiero femminile che la percepisce in primis come attiva, impegnata, moderna, indipendente sicura di sé e intelligente. Salta all’occhio come i giornalisti minimizzino rispetto alle donne, forse a debole difesa della propria professione, i giudizi sugli item più negativi: false, volgari (10% dei giornalisti contro il 29% delle donne) e sciocche, sostenendo la tesi che le donne d’informazione dimostrino, al di là delle loro caratteristiche estetiche, il loro valore (40% dei giornalisti versus il 21% delle donne) e la loro realtà (40% giornalisti contro 14% donne). I dati di questo originale sondaggio sono stati presentati alcuni giorni fa in occasione della premiazione delle studentesse che nell’ambito del progetto Osservatorio Cera di Cupra hanno interpretato in modo originale il tema assai attuale ‘l’immagine della donna nella società dell’immagine’ attraverso “gli strumenti del loro futuro mestiere”: un articolo, uno scatto fotografico, un video (della durata di 3 minuti).