
di Nicole P. •
Il Flamenco. Espressione artistica e poetica dei gitani, popolo di ballerini e musicisti, proveniente dalla Grecia e trapiantato in Catalogna all’incirca nel 1425. Una comunità fortemente discriminata e contrastata da mezzo mondo, relegata a vivere ai margini della società. Per decenni la Monarchia Spagnola concesse a questa popolazione solo ed esclusivamente il lavoro nei campi, ma la loro vocazione era il ballo e il canto e li esercitarono sempre, spesso in clandestinità, diventando con il tempo i migliori interpreti del folklore locale, grazie anche alla solidarietà loro dimostrata dai ceti meno agiati con i quali vennero a contatto. Fino all'avvento del re Carlo III di Borbone che salì al trono nel 1759, i gitani furono trattati malissimo dalle autorità; pertanto, come già detto, il flamenco era prettamente una manifestazione artistica semiclandestina, con le particolarità di un pianto solitario, di uno sfogo familiare e privato. I loro versi erano soprattutto la durezza del lavoro, le difficoltà della vita, il destino avverso, l'amore complicato e la morte. Sempre mettendo in ogni danza il massimo di passione, di trasporto, di emotività . Carlo III si dimostrò un sovrano illuminato e di grande umanità, favorendo, tra l’altro, lo sviluppo di tutti i fenomeni artistici e culturali. Pertanto nel 1784 concesse ai gitani la libertà di movimento ma soprattutto, la libertà di esercitare apertamente la musica e la danza. Da questo momento in poi la cultura flamenca prese il sopravvento su altre forme parallele di espressioni artistiche, fino ad avere il boom definitivo con l’avvento della cultura romantica, che faceva coincidere la vera arte con la purezza espressiva del popolo. Il flamenco è un ballo individuale. La tecnica è strettamente correlata alla filosofia di tale ballo, che si basa sul principio dei ruoli distinti. In questa danza, che può essere ballata indifferentemente dall'uomo e dalla donna, i movimenti sono diversificati in base al sesso e presentano differenze estetiche e contenuti di rilievo. Per capire la tecnica del flamenco si deve partire dai valori di cui sono portatori il ballerino e la ballerina. Si devono cioè sapere interpretare i messaggi che essi mandano attraverso il movimento, i gesti, lo sguardo. Le regole scritte di questo ballo sono poche: ciò che lo rende particolare e affascinante è l’interpretazione personale. La difficoltà di esecuzione consiste proprio nell'acquisire la padronanza del linguaggio del corpo, fatto di pochi segni prestabiliti e di molta capacità individuale di trasmettere emozioni.
Le figure hanno la loro importanza, come in tutte le danze; ma i movimenti del corpo, proprio in quanto liberamente concepiti, hanno un peso decisivo sull'effetto complessivo della performance e sul suo livello qualitativo e artistico. E’ un ballo di coppia ma allo stesso tempo individuale. Nel flamenco parla la donna, parla l’uomo, e, al contempo la coppia, intesa come somma di concetti individuali. Perchè nel flamenco si parla spesso d'amore, e l'amore coinvolge sempre due persone. Nella donna prevalgono i movimenti erotici delle anche, le figurazioni delle mani e delle braccia, l'esibizione spavalda della parte superiore del corpo, la spinta verso l'alto che sembra preludere al volo. Nell'uomo si colgono la forza, la sicurezza, la determinazione.. L'esecuzione del ballo equivale, più che al racconto di una storia, all'interpretazione di uno o più stati d'animo che possono succedersi nel corso di un'unica esibizione. Lo sguardo del danzatore o della danzatrice deve essere in linea con il tipo di sentimento che si vuole rappresentare; le contrazioni del volto, i gesti, le stesse smorfie devono avere il tempo della musica ed essere in sintonia con l'evolversi degli umori. Nel flamenco c’è un rapporto particolare fra la parte cantata, la musica e la danza. In pratica, si creano come tre momenti di rappresentazione artistica. Il momento musicale, in cui la chitarra diventa protagonista: il ballo si raffredda, il canto tace. Il momento cantato, in cui assume rilevanza il significato profondo della poesia flamenca, fatta di gioia e di dolore, d'amore e di passione. L'esplosione del ballo, nei ruoli distinti dell'uomo e della donna che spesso si parlano a distanza e che comunicano al pubblico. La sequenza di questi tre momenti è variabile, ma comunque sempre tale da assicurare la scena e il primo piano a ciascun protagonista, secondo il tempo necessario. Per quanto riguarda l'esecuzione della danza, la tradizione ha consolidato alcune figure particolarmente indicative e suggestive; ma la sua caratteristica è la libertà coreografica e la personalizzazione interpretativa. I danzatori di flamenco sono innanzi tutto attori: prima ancora che saper ballare, devono saper rappresentare stati d'animo e sentimenti, devono saper recitare in maniera credibile sia la gioia di vivere sia i drammi della vita stessa. Il flamenco nasce dall'emarginazione e dal bisogno: è un ballo di povera gente, che però ha nel sangue il calore dell'amore e l'amore per la vita, nonostante il senso innato della fatalità. Fino a quando resta un ballo individuale, questo è il flamenco: specchio e strumento di un momento emotivo. Quando diventa spettacolo teatrale, e la danza è eseguita da più ballerini, si pone l'esigenza di una trama e di una storia che diventano il filo conduttore delle coreografie e delle musiche.
Parlare tuttavia di Flamenco solo come danza significa ridurlo notevolmente. Il flamenco è uno stile di vita che a tutt’oggi fa parte della cultura e della tradizione musicale della Spagna intera.