Maghi, astrologi e cartomanti: 155.000 in tutta Italia

di Daniela Romano •

Crisi economica. Queste le parole che risuonano in tutti i settori dell'economia nazionale e internazionale. In una società, come la nostra, dove a crescere ogni giorno di più non è il Pil ma bensì il tasso disoccupazione correlato a quello di povertà relativa, esiste un settore che resta in piedi? Si. Nonostante la crisi, c'è chi non risente del deficit economico. Escludendo i veri ricchi, che restano tali a prescindere dalla crisi, di chi si sta parlando? Di maghi, astrologi, cartomanti, e santoni. Sono questi “operatori” ad avere sempre il portafoglio pieno, a scapito di circa 33.000 persone che ogni giorno si rivolgono a consulti 'magici' per un totale di 11 milioni l'anno, pari al 18% della popolazione. Nel 2009, nell'era post moderna, della comunicazione, della tecnologia, in sintesi della scienza intesa a 360 gradi, la cultura della magia non è ancora del tutto tramontata. I dati rilevati dal Telefono Antiplagio fondato da Giovanni Panunzio registrano tra le province con il più alto numero di maghi e astrologi Milano, Roma, Napoli, Palermo e Torino. Sono circa 155.000 e la fanno da padrone su tutto il territorio: il 41% risiede al Nord, il 28% al Centro, il 18% al Sud e il 13% nelle Isole. Chi svolge questo lavoro è spesso e volentieri definito dall'opinione pubblica come un “ciarlatano”, ma per il Fisco sono normali lavoratori autonomi, a cui lo Stato concede anche la possibilità di mettersi in regola. Molti gli evasori fiscali ma a dispetto di tutto, questi operatori delle bio-discipline naturali, della naturopatia, della pranoterapia e dell'estetologia sono anche protetti dal sindacato di categoria. Ma chi sono questi maghi? Hanno in media 43 anni, con un titolo di studio di licenza media superiore per il 44%, scuola medie inferiore per il 37%, licenza media per 13%, il 6% per la laurea. Il motivo di perché molta gente si rivolge a questi operatori è stato analizzato dal Cesap
(centro studi abusi psicologici). Si certifica che il 51% sono donne che hanno perso il coniuge e che cercano di comunicare con il defunto. Altri vogliono conoscere il futuro, prevedere il destino lavorativo oppure la propria salute. Resta il fatto che nonostante molti casi di truffa siano stati più volte denunciati anche dai media, la percentuale di persone “credenti”  è ancora molto alta. E mentre una parte di persone si arricchisce, l’altra entra ancor più nel baratro della crisi economica. Ma perché succede tutto questo? In realtà la tendenza a chiedere aiuto a poteri “sovrannaturali” sembra aumentare proprio in relazioni ad innumerevoli problemi sociali. Sono proprio le fasce più deboli, quelle che ogni giorno combattono contro una società che non li tutela a rivolgersi alla magia. La disoccupazione, la mancanza di punti di riferimento, il sentimento di abbandono da parte delle istituzioni, uniti a problemi di salute, inducono molti a chiedere il sostegno a maghi, piuttosto che a santoni o astrologi. Laddove cresce la mancanza di fiducia in ciò che dovrebbe garantire la società, c’è una persona in più che sceglie una seduta, oppure una telefonata a chi “apparentemente” sa dare delle risposte. Ecco che proprio in momenti di disagio personali, come l’elaborazione di un lutto, o  la perdita di un lavoro, che molti cercano conferme in altre realtà. Dunque parlando di deficit economico, la gente quanto più vive questa condizione, tanto più spende i suoi risparmi da maghi e santoni. Le soluzioni per abbattere la crescita di casi plagio, di manipolazione psicologica, del ricorso a “mezzi alternativi” sembra dunque essere strettamente correlata alla capacità della società di metabolizzare problematiche sociali, offrendo al singolo quante più possibilità nella gestione di ogni tipo di difficoltà. Solo la garanzia di una società più attenta alle esigenze del cittadino può interrompere il flusso “emigrante”verso realtà parallele, e poteri sovrannaturali. L’impegno è comunque soprattutto  della singola persona, che non solo deve riassorbire nuovi riferimenti sociali, ma deve rafforzare una sua identità che lo allontani dal fascino di questo settore. I dati che mostrano la poca incidenza della crisi economica su questo bizzarro business, è senza ombra di dubbio, una forte tentazione per chiunque voglia ottenere soldi facili. Ma  guadagnare su l’ingenuità e la debolezza dell’altro, non  è forse qualcosa che impoverisce il singolo ancor  di più della crisi economica? In tal senso a farne da padrone resta coscienza di ognuno di noi.

 

18 Maggio 2009

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