di Aidy Stella Peluso •
E’ strano oggi poter parlare di una ragazza nata nel lontano 1860, come una vera icona da seguire. Pensiamo sempre che chi ha vissuto prima, sa meno di noi, e ed è stato meno di noi. Questo accade, soprattutto nelle persone molto giovani come gli adolescenti. Maria Goretti, invece, può essere un figura importante per le donne, e soprattutto le donne del nuovo millennio, era in cui nel mondo, ci sono migliaia di stupri ogni minuto. L’emancipazione, ha portato purtroppo, anche a considerare lo stupro un gesto di normale quotidianità, della serie, “ringrazia di essere ancora viva”. Molte donne, per paura o per poco fiducia nella giustizia, non denunciano l’assalto fisico e psicologico. Per questo vorrei semplicemente ricordarvi, che Maria Goretti è morta tra le sofferenze più atroci, per opporsi con tutte le sue forze ad una violenza sessuale, subita all’età di dodici anni dal suo amico fraterno vicino di casa, di appena 18 anni, Alessandro Serenelli. Poco più di cento anni fa, deduco che vi era una maggiore considerazione della donna, vagliando la pena attribuita al Serenelli “30 anni di carcere”, tutti scontati, perché giustizia è stata fatta. Oggi nel nuovo millennio epoca di emancipazione culturale, sociale e tanti etc., per uno stupro, due mesi effettivi di gatta buia sono grasso che cola.
La mia perplessità è questa: ma allora, le donne di oggi, godono attraverso l’emancipazione e la civilizzazione di maggiore rispetto, riguardo e protezione, oppure no?…