
di Annapia Visco •
Il marsupio è un accessorio comodissimo che consente la massima libertà di movimento e favorisce un contatto che gratifica bebè e genitori.
Fin dai tempi antichi, il marsupio è una sorta di sostegno in tessuto. Fissato sul petto oppure alla schiena di mamma o papà diventa un mezzo di trasporto per il più piccoli. Per le pratiche neomamme, è tornato alla ribalta da qualche anno, viene utilizzato sempre più spesso in sostituzione della carrozzina per il suo minimo ingombro, ed è comodissimo in quanto consente una maggior libertà di movimento lasciando libere braccia e mani per altre attività. Ma comodità a parte, l’uso del marsupio è particolarmente indicato nel primo anno di vita per il contatto diretto tra madre e figlio, facendo percepire al bambino il calore della mamma, l’udire da vicino la sua voce, il farsi cullare dai movimenti naturali del camminare della mamma, riproduce condizioni simili al soggiorno nel pancione, trasmettendo al bimbo una profonda sensazione di calma e sicurezza. Il modello più comune è una specie di imbragatura sagomata, imbottita munita di aperture laterali dove fuoriescono gambette e braccini del neonato. Il suo utilizzo è indicato soprattutto dai 2 – 3 mesi (fase in cui il bebè comincia a sostenere la testolina), fino ai 7 – 8 mesi di età, quando il peso del bambino non è ancora tale da poter causare alla schiena dei genitori tensioni muscolari. Dai 2 ai 4 mesi il bambino va posizionato nel marsupio con il viso verso rivolto verso l’interno, in questa posizione, la nuca viene sorretta da un lato dal corpo dell’adulto, dall’altro dal poggia testa. Dopo i 4 mesi, quando il bebè è in grado di reggere la testa con disinvoltura, è meglio girarlo verso l’esterno per appagare la sua curiosità verso l’ambiente e per tutte le cose che lo circondano.