di Nicole Picard •
Chi non ha mai fatto un gesto scaramantico nella sua vita o si è munito di corni o amuleti per scongiurare una circostanza negativa o propiziarsi un beneficio in occasione di alcuni eventi o necessità? Ma sarà proprio vero che rompere uno specchio porta male o che munirsi di un bel corno porta invece bene? Partiamo col dire che la scaramanzia è un fenomeno molto diffuso, simpatico e a tratti divertente, seppur limitante in certi casi. E’ una credenza di natura irrazionale, a volte influisce sulla condotta di vita delle persone che la fanno propria, ha confini incerti e vaghi e sicuramente non è amica della razionalità. Ciò che per una persona è una sciocca superstizione può essere qualcosa di ben definito in un’altra. Alla scaramanzia si attribuisce il potere occulto e misterioso di favorire un evento positivo o impedirne uno negativo. Ognuno di noi ha un diverso atteggiamento verso la superstizione, tante sono le credenze diffuse dall'antichità arrivate sino ai giorni nostri, diventando parte integrante delle culture locali. Colpisce chiunque, non conosce istruzioni, razze, classi sociali o professionali. Ma a ben pensarci quante disgrazie ci sono capitate dopo essere passati sotto una scala? Oppure quanta influenza ha avuto una toccata di ferro o un amuleto nei nostri eventi futuri? Magari sarà capitato una volta o due e queste saranno state scambiate come prove dell’esistenza di una relazione tra causa ed effetto. Il rito scaramantico diviene dunque un tentativo di controllare ciò che si ritiene non dipendente da noi stessi, ciò che d'irrazionale avviene nella nostra vita, a cui comunemente si da il nome di sorte. Tuttavia se facciamo un passo indietro nel tempo, scopriamo che il tredici a tavola porterebbe male perché nell'ultima cena il tredicesimo era Cristo che finì crocefisso. Un venerdì 17 dell’anno Trecento Filippo il Bello diede disposizione di uccidere in Francia tutti i Templari, Ordine di origine sacro-cavalleresco trasformatosi poi in una sorta di banca (per potersi appropriare dei loro beni ed estinguere drasticamente i debiti dello stato verso quest'Ordine). Il gatto nero nel medioevo era compagno delle streghe e quindi di cattivo auspicio. Oppure nel Settecento gli specchi erano oggetti rari e molto costosi e quando si rompevano ci volevano sette anni di lavoro per inciderli e molarli. Sono tante le credenze che hanno una logica nel tempo ma che oggi continuano a essere seguite senza sapere neanche il perché. Spesso queste non sono del tutto innocue. Il pericolo è rimanere intrappolati in abitudini che superano la soglia delle piccole manie inoffensive diventando prigionieri di vere e proprie ossessioni. Bisognerebbe prenderle con la dovuta leggerezza, la fantasia ha un ruolo importante nella nostra vita almeno quanto l’uso della ragione.
Baruch Spinoza (filosofo olandese del XVII secolo), ha detto che “il timore è la causa che genera, mantiene e alimenta la superstizione. Falso è il vanto di chi pretende di possedere, all’infuori della ragione, un altro spirito che gli dia la certezza della verità”. Intanto, nel dubbio meglio evitare di far cadere il sale a tavola. Non si sa mai!