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Nessuna complicazione tossicologica nella morte di Eluana Englaro: a stabilirlo l'autopsia disposta dalla Procura di Udine sulle cause del decesso della donna, avvenuto il 9 febbraio scorso, dopo 17 anni di stato vegetativo persistente. I risultati completi dell'autopsia saranno divulgati domani, quando il medico legale Carlo Moreschi, che ha coordinato gli esami sul corpo di Eluana, consegnerà le relazioni finali al Procuratore di Udine, Antonio Biancardi. Gli esami tossicologici, e gli accertamenti autoptici non avrebbero rilevato dubbi sul rispetto del protocollo attuato nella casa di riposo "La Quiete" di Udine per la sospensione dell'alimentazione e dell'idratazione di Eluana. Domani, con l'ufficializzazione dei risultati dell'autopsia, arriveranno anche le risposte ai quesiti posti dal pm a Moreschi e alla sua equipe Riguardano le cause della morte di Eluana, i mezzi con cui è avvenuta e le possibili concause che potrebbero averla determinata, a cominciare dall'ipotesi che alcuni farmaci possano aver accelerato il decesso. Quello che al momento è certo è che il decesso è avvenuto per arresto cardiocircolatorio dopo una crisi di natura elettrolitica conseguente a disidratazione. A stabilirlo sono stati gli esami eseguiti subito dopo la morte di Eluana. I periti del pm Zanette e Facco hanno poi stabilito che Eluana "si è spenta in modo silenzioso e senza apparenti segni di sofferenza" e che "la somministrazione di farmaci e sedativi non può essere ritenuta causa o concausa dell'incapacità di alimentazione naturale di Eluana".