Pirateria, il tesoro della malavita organizzata

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La pirateria si accanisce prevalentemente sui prodotti presenti nelle classifiche,
per questo è un’azienda di successo, rischia poco e ricava moltissimo. I supporti pirata, vengono duplicati in grandi laboratori di proprietà di organizzazioni malavitose, che prevalentemente sono collocati nell’area napoletana. I supporti appena stampati vengono delocalizzati dalla stamperia e trasportati in magazzini per terminare la lavorazione, ossia assemblare il supporto con bustina e copertina. Il prodotto finito, può essere ritirato da altre organizzazioni malavitose, che a loro volta smerciano su piazza prescelta, tramite una rete di venditori ambulanti, oppure, il materiale è acquistato dal grossista illegale, direttamente dai venditori ambulanti, che lo trasportano nelle zone di commercializzazione prevalentemente nel centro e Italia settentrionale.

 

E’ un’organizzazione capillare, evoluta e stabile. Infatti, nel punto finale di vendita ci sono gli ambulanti, le vedette addette al controllo dalla polizia, ed il corriere interno, che rifornisce al venditore la merce, che ritirando l’incasso alla fine della giornata, lasciando all’ambulante solo ed esclusivamente il suo dovuto corrispettivo.
In generale, il problema della vendita ambulante, non solo di cd, ma di tutti i prodotti contraffatti, questa grande e potente macchina illegale, ha potuto avvalersi della manovalanza a basso costo degli extra comunitari. Addirittura, tramite un’indagine condotta qualche tempo fa, su Roma e portata a termine, dal P.M. C. La Speranza, è stata individuata un’organizzazione, che aiutava l’introduzione d’immigrati illegali, per dirottarli sul commercio abusivo di prodotti contraffatti. Comunque, in Italia abbiamo fatto qualche passo avanti, sulla carta noi abbiamo leggi tra le migliori al mondo, ma il nostro problema è l’applicazione, soprattutto per la vendita ambulante. Dipende molto dall’importanza che danno al problema, le amministrazioni locali. Noi abbiamo città, in cui il problema è lieve, e magari nella città vicina il fenomeno ha raggiunto livelli altissimi, come per esempio Perugia e Terni. Chissà forse il problema si può risolvere con una maggiore attività di prevenzione. Tutti credono che questo sia un problema di scarso impatto sociale, in molti pensano che è meglio se l’extracomunitario vende il cd falso che la droga. Invece bisogna capire che questo è un fenomeno che coinvolge il crimine organizzato, l’ipotetica mamma che compra il supporto falso deve sapere che la criminalità con quei soldi ricava i proventi per vendere la droga fuori la scuola del figlio. Sono stati già commessi gravi errori di valutazione per il contrabbando di sigarette, a me sembra che stia accadendo la stessa cosa per il commercio di articoli contraffatti.

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