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Si alle piante in casa contro l'inquinamento ambientale. Le nostre verdi amiche ci aiutano a tenere pulita l'aria, bonificando l'ambiente da smog, fumo di sigarette e sostanze nocive rilasciate da mobili e rivestimenti. Le piante sono un filtro naturale contro l'inquinamento atmosferico, cura e prevenzione per patologie associate alla Sick building syndrorne (sindrome da edificio malsano), sono un aspirapolvere biologico, assorbono dal fumo di sigaretta alle onde elettromagnetiche fino a sostanze invisibili come formaldeide e benzene, rilasciate da vernici e detersivi.
L'Organizzazione mondiale della Sanità ha fissato in 100 microgrammi per metro cubo la soglia limite nei locali chiusi.
Quelle a foglia larga sono le più efficaci
Studi condotti su 50 tra le principali piante da appartamento, hanno dimostrato che alcune riescono a eliminare sostanze tossiche per l'organismo, come formaldeide, xilene o benzene, contenuti nei materiali per l'edilizia. Il meccanismo di assorbimento dello smog casalingo dipende dalle proprietà delle foglie. Nella maggior parte dei casi, le specie selezionate per ridurre i livelli di inquinamento hanno foglie a superficie larga, in grado di assorbire le polveri sottili. Alcune sostanze, come la formaldeide e il benzene, sono catturate dalla pianta dagli storni, minuscole aperture sull'epidermide fogliare, e metabolizzate dall'organismo. Altri inquinanti presenti nell'aria, invece, sono troppo pesanti per passare dagli storni e rimangono incollati come deposito superficiale.
Quali sono le piante aspirapolvere?
Quelle che possono aspirare più dell'80% dell'inquinamento che si sviluppa dentro casa sono: lo spatifillo, la gerbera, la dracena e il filodendro. Molto utile anche begonia, ciclamino, e stella di Natale.
Contro il fumo
Il monossido di carbonio, è il gas emanato dal fumo di sigaretta, aprire la finestra non è sufficiente. Le piante che hanno dimostrato un effettivo assorbimento del gas rilasciato dalle sigarette sono il falangio variegato, detto "pianta ragno", per i suoi rami lunghi e rigidi, e il Potos, una specie di facile reperibilità.
Contro le onde elettromagnetiche
A causa di pc, cellulari e elettrodomestici, oggi le case sono infestate dalle onde elettromagnetiche. La soluzione biologica anti onde è il Cactus colonario, una pianta grassa originaria dei climi aridi del Sudamerica, che assume la forma di una colonna. Non vuole molta acqua, ma d'inverno preferisce ambienti con temperature superiori ai 10 gradi.
Contro la formaldeide
La formaldeide è una colla presente nelle materie plastiche, nei mobili, nelle colle, nelle vernici e nei deodoranti per ambiente. Per ridurla si può ricorrere a piante come il crisantemo, la gerbera o la Dracena marginata. Contro la formaldeide, in alternativa, si può piantare il filodendro, la palma nana e quella di bambù, l'edera e la felce di Boston.
Contro il benzene
Per contrastare il benzene, che dai gas di scarico delle auto entra in casa dalle finestre, può essere utilissima una sempreverde.
Contro l'inquinamento da detersivi
Non tutti sanno che i detergenti per pavimenti e per lucidare le superfici rigide sono a base di ammoniaca. Per questo motivo e non solo, fate attenzione alle dosi utilizzate per la pulizia, perchè l'ammoniaca si diffonde nell'aria sotto forma di gas e non è assolutamente benefico per l'apparato respiratorio dell'uomo. Per limitare i danni possiamo adottare un Antuno, pianta che arriva dalla foresta colombiana oppure il Raphis, una palma diffusa nella Cina meridionale che può essere collocata in cucina e in bagno.
Si alle piante in camera da letto
Da sempre tutti pensiamo che sia meglio non collocare le piante in camera da letto per la sottrazione di ossigeno necessario alla respirazione. Se invece siamo abituati a dormire con la luce del giorno, basta lasciare le persiane aperte e ovviamente le finestre chiuse che le piante svolgeranno la loro funzione antinquinamento assorbono la maggior parte dell'anidride carbonica presente nella stanza.
Quanta cura ci vuole?
Le piante antinquinamento per assolvere il loro compito hanno bisogno di luce, questa esigenza si calcola in Lux. Il Lux è l'unità di misura dell'illuminazione che corrisponde all'intensità della luce di una candela a 1 metro di distanza. Ci sono specie che vivono tra i 200 e i 500 lux, a metà tra la penombra e la luce di alba o tramonto.
Altre richiedono un'esposizione media tra i 500 e gli 800 lux, mentre quelle più pretenziose richiedono, per sopravvivere, tra gli 800 e i 1.000 lux, pari all'illuminazione di uno studio televisivo. Le piante antismog che hanno un fabbisogno record di 2.000 lux sono la Gerbera e il Crisantemo.
300 alberi da piantare
Auto, energia elettrica, abitudini e stili di vita incidono sull'ambiente. Tutto è fonte di anidride carbonica (C02). L'anidride carbonica, è il gas prodotto dai combustibili fossili e ritenuto responsabile del riscaldamento globale del pianeta, piante e alberi possono assorbire e smaltire i gas serra attraverso la fotosintesi, un processo naturale che permette al mondo vegetale di catturare la CO2 e restituirla in atmosfera sotto forma di ossigeno. Un albero durante il suo ciclo di vita assorbe tra 500 chili e una tonnellata di CO2, un quarto di quanta ne produce in media un essere umano in un anno. Per compensare tutta l'anidride carbonica prodotta nel corso di una vita media (75 anni), sarebbe necessario nel corso della stessa piantare almeno 300 alberi.
Nuove malattie
Gli agenti biologici sono la causa di alcune patologie che riguardano l'apparato respiratorio, il sistema nervoso e quello immunologico. I principali responsabili presenti negli ambienti interni, di cui si può ridurne l'effetto con le piante, sono: fumo di sigaretta, composti organici volatili come formaldeide e benzene.
Attenzione agli acari
Per pulire l'atmosfera di casa, appesantita da polveri sottili e cattivi odori, si può allestire un mini-giardino domestico.
Per evitare che il nostro giardino sia invaso da acari e insetti vaporizzate le foglie delle vostre piante con regolarità, rimuovendo con un fazzoletto di carta imbevuto di alcool le cocciniglie ed eliminando le piante compromesse, che rischiano di contaminare le altre.
Una scoperta della Nasa
Il potere detergente delle piante fu rivelato negli anni Sessanta da un team di scienziati della Nasa, comandato dall'ecologo Bill Wolverton, durante una serie di esperimenti su come smaltire l'anidride carbonica nelle navicelle spaziali. La tecnologia della biodepurazione, in un ambiente asettico come la sala comandi dello Space Shuttle, garantisce una respirazione allo stato di natura, mentre in appartamento, senza le dovute contromisure, il giardinetto casalingo rischia di diventare habitat naturale per insetti e acari: un effetto collaterale della bonifica di miasmi e veleni che potrebbe moltiplicare la popolazione di parassiti in casa.