Ridi che ti passa!

di Maria Sabina Perfetto •

 

Immanuel Kant riteneva che le tre strategie naturali adottate dagli esseri umani per far fronte ai problemi della vita quotidiana sono “ridere, sperare e dormire”. In fondo è un po’ vero anche il detto “ridi che ti passa”.
Molti studi e ricerche hanno dimostrato l’importanza dell’umorismo per la salute. I ricercatori hanno trovato una relazione importante: quando si è allegri nel nostro organismo, avvengono delle reazioni chimiche.
Ridere fa rilassare il nostro corpo. Da quando s'inizia a ridere, il cuore e la respirazione accelerano i ritmi, la tensione arteriosa cala e i muscoli si rilassano. Ridere possiede una funzione depurativa dell'organismo e permette un miglioramento delle funzioni intestinali ed epatiche.
Ridere combatte la stitichezza perché provoca una ginnastica addominale che rimesta in profondità l'apparato digestivo.
Ridere, sullo stato generale di salute, combatte la debolezza fisica e mentale: la sua azione, infatti, causa una riduzione degli effetti nocivi dello stress.
Ridere calma il dolore, poiché distrae l'attenzione da esso e quando lo stesso dolore riappare non ha più la stessa intensità.
Ridere è un primo passo verso uno stato di ottimismo che contribuisce a donare gioia di vivere e quindi ha delle proprietà antidepressive. Anche l'insonnia passa, perché ridere diminuisce le tensioni interne.
Se gli effetti benefici del ridere sono così tanti e rilevanti quando siamo in buona salute, ancora di più lo diventano quando siamo malati, magari ricoverati in ospedale, e risultano ancora più influenti se i pazienti sono bambini.
E’ ormai stato sperimentato che la terapia del sorriso, nata negli anni ’70 e arrivata "alla ribalta" soprattutto grazie al film ispirato al medico americano Hunter "Patch" Adams che fu uno dei primi ad affrontare il tema della terapia della risata, possa alleviare le sofferenze fisiche e psicologiche, dalle più leggere alle più serie, e porti gioia e spensieratezza ai bimbi in ospedale.
Ridere é un’espressione innata. Tutti abbiamo la facoltà di ridere, indifferentemente a quale cultura apparteniamo o in quale parte del mondo viviamo. Il primo sorriso compare sul volto di un bambino entro le prime sei settimane di vita, ed é, con il pianto, uno dei pochi mezzi che ha per comunicare.
Ma che il ridere potesse diventare veramente una terapia utile per accelerare il processo di guarigione anche di mali fisici, é un'intuizione piuttosto recente. Secondo alcuni studiosi, infatti, tutti noi nasciamo con una naturale tendenza verso il gioco e il divertimento in genere. Quando si diventa adulti, purtroppo, questa naturale inclinazione è spesso sostituita dall’ansia, dalla depressione e dalla paura, anche se i nuovi umori non riescono, fortunatamente, a schiacciare completamente il nostro cosiddetto “potenziale creativo”.
Ridere cambia l’atteggiamento mentale. La mappa che ognuno, attraverso traumi e dolori si è formata nella mente, attraverso il riso e la positività muta colore, dimensione, suono. Perché attraverso una sana risata si possano avere questi benefici effetti è importante ridere con l’altro e non dell’altro e ridere è uno dei mezzi più sani per affrontare meglio le frustrazioni e le problematiche della vita. I problemi, anche i più seri, non vengono negati ma si possono approcciare in una maniera diversa, e un po’ di autoironia permette di ridimensionare i vissuti e affrontare gli eventi della quotidianità per ciò che "realmente" sono.
Ridere è più facile di quanto si possa immaginare; basta semplicemente cercare d’imitare qualcun altro che già sta ridendo e il gioco è fatto. Identificare e memorizzate bene la fisiologia dello stato d’animo correlato alla risata e servirsene per ricrearlo quando ce ne bisogno; modificare lo stato d’animo negativo per trasformarlo in stato emozionale positivo.
Non a caso in tempi di crisi si moltiplica la satira, il cinema punta su commedie leggere e divertenti, la gente ha bisogno di allegria per sostenere le difficoltà e il peso della realtà.  L’umorismo è il più eminente meccanismo di difesa. (Sigmund Freud). Ridere serve ad affrontare il nulla...

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