Ruby si confessa

Femme •


Ruby si confessa a Kalispera. Signorini accoglie le sue penitenze che penitenze non sono.

“Sono conosciuta come Ruby, ma mi chiamo Karima  e preferisco essere chiamata così”.

Karima una ragazzina vestita da donna per le troppe tappe bruciate. Tappe bruciate per una famiglia marocchina musulmana, che come spesso accade non accetta l'evoluzione e l'occidentalizzazione di queste bambine cresciute in un paese civile come l'Italia. La prima violenza giunge a nove anni, Karima viene stuprata dai fratelli del padre, e come il copione comanda, la madre nasconde la violenza subita, per omettere l'accaduto al marito che potrebbe ammazzare la figlia (e non i fratelli), perchè non più vergine. Una adolescenza passata accanto ad una madre che non le ha fatto da scudo dopo quella tremenda violenza soffocando il suo urlo di disperazione. A soli 12 anni Karima viene bruciata e violentemente malmenata dal padre, quando confessa di voler diventare cristiana, la stessa  adolescente che viene messa alla porta dallo stesso padre solo perchè chiedeva di vivere all'italiana (pizza e cinema per il fine settimana): “Vai via, io non andrò dai Carabinieri, basta che non torni più”. Così Karima diventa Ruby, una ragazza egiziana dall'età indefinita, che prova ad andare avanti tra un furto e un inganno, attratta dal facile guadagno, prova anche la strada dello spettacolo, senza alcun risultato fortunato. Karima racconta anche quando per disperazione ha provato a prostituirsi senza riuscirci, così Ruby racconta evento dopo evento di una vita vissuta al limite e oltre la legalità perchè altro purtroppo le è stato negato. Del Presidente racconta: “Nessuno mai si era preoccupato di me, mi son sempre dovuta difendere dai proprietari dei bar dove lavoravo per la loro bassa morale, Berlusconi non mi ha mai sfiorato, quella sera ad Arcore dopo avergli raccontato tutta la mia storia occultando nome e età, mi ha regalato una busta dicendomi di aprirla in macchina, augurandomi una vita migliore e la possibilità di studiare. In quella busta c'erano settemila euro, settemila euro regalati ad una ragazza in difficoltà e non ad una puttana, da un persona generosa. Io sono qui a Kalispera per difendere me e nessun altro, sono io quella additata come una prostituta e non è semplice vivere così. Sto aspettando i Pm che mi chiamano per capire quali sono le intercettazioni di cui parlano i giornali, non vedo l'ora di chiarire tutto”.
D.Come vedi il tuo futuro?  
Voglio sposarmi al più presto, anzi il matrimonio è già previsto.

Ordinari sogni di una giovane ragazza...

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