Femme •
La piacevole arte della conversazione, mette radici nella storia della comunicazione a partire dal 1600, entrando a far parte della vita quotidiana degli ambienti aristocratici francesi, quelli parigini in particolare. Un salotto che nasce sulla disperazione di una Francia già lacerata dalla guerra civile, dove la morale soccombeva all'ignoranza, e naturalmente le donne erano le prime vittime. Le mamme dei salotti, furono quelle parigine, favorite da mezzi economici e titoli nobiliari, dimostrandosi capaci di far tendenza in materia di costumi, maniere, gusti. Donne i cui mariti erano morti,erano lontani o particolarmente liberali, donne autodidatte che avevano saputo rubare ogni piccola opportunità loro offerta per istruirsi (come ascoltare da un angolino le lezioni impartite al fratello o cercando di nascosto libri nella biblioteca paterna). Così, si assisterà alla diffusione di un ideale di garbo mondano, una galanteria che solo attraverso la frequentazione delle donne era possibile acquisire e che impronterà l’intero modo di comportarsi di un’elite. Poeti e letterati erano frequentatori abituali dei salotti, essi suggerivano argomenti per la conversazione, davano lettura alle opere fresche di stampa e diffusero la moda di adornare i partecipanti con soprannomi poetici al fine di conferire un tono galante alla conversazione. Nella seconda metà del 1600 in Francia, aumenta il numero dei salotti, e tra cambiamenti sociali e scoperte scientifiche, il bell’eloquio e i bei sentimenti continuavano ad essere l’argomento principale di conversazione di quelle dame che dal 1654 verranno definite “ le preziose”, un sarcastico pseudonimo riferimento al prezzo da esse attribuito a cose di nessun valore, a cominciare da loro stesse. In Francia dopo 4 anni di guerra civile regnava nuovamente un’instabilità generale, le donne incitavano gli uomini a combattere contro il potere, ma in realtà esse difendevano i propri interessi materiali e di classe, riaffermando quel diritto al rispetto, all’indipendenza e al sapere.
Il disordine generale, negli anni della Fronda, e il comportamento di quelle donne che si erano abbandonate ai propri istinti, rischiava di compromettere le loro fragili conquiste. Le Preziose, interessate al ritorno di un idealismo a favore del loro sesso, scrivono e privilegiano questioni di cuore. Ma per scrivere si rendeva loro necessario oltre il genio, la lucidità e una buona dose di disperazione, anche l’avere frequentato un salotto, ovvero l’unico luogo dove queste ancora inesperte scrittrici potevano incontrare quei teorici, grammatici e uomini colti, in grado di correggere la loro sintassi e il loro stile.
Le Preziose, come è ovvio, incontrarono pesanti critiche riguardo al linguaggio, ma soprattutto si rimproverava loro di occuparsene.
Anche se spesso gli scritti delle “ femministe” del XVII sec. non si dimostravano all’altezza delle loro ambizioni, il loro grande merito fu quello di comprendere che la loro emancipazione non poteva prescindere dall’istruzione. Alle donne molti generi di lettura rimanevano proibiti e molti accoglievano come scandalo il fatto che una donna osasse dare un libro alle stampe (a meno che non si trattasse di un manuale devozionale), così molte di esse si celarono dietro nomi d’ arte o addirittura dietro l’ anonimato, dovendo rinunciare in partenza al miraggio della gloria. Forse però lo scopo di queste prime romanziere era proprio quello di reprimere la loro sessualità a vantaggio del loro lato intellettuale; i loro libri infatti non avevano niente di sovversivo, le loro eroine, ubbidendo a tutti gli obblighi del loro sesso, erano delle virtuose.
L’atto liberatorio, di emancipazione risiedeva proprio nello scrivere, di qualsiasi cosa si scrivesse!
Pur continuando la Francia ad essere l’ epicentro dei salotti, questi nel corso del XVIII sec., a causa dell’ evoluzione dei costumi e delle idee, rappresentano meno di un tempo degli spazi pedagogici e delle scuole di cultura e si trasformano in casse di risonanza per scrittori e artisti.
Si arriva così alla fine del 1700, quando a Germaine, meglio nota come Madame de Stäel, sarà concesso di poter amare, di poter pubblicare col proprio nome ed averne la gloria, anche se, malgrado tutto ciò non fu felice!
Concludendo, queste donne “salonnière”, come organizzatrici e mediatrici di cultura, crearono spazi di sociabilità in cui poterono trovare espressione e circolazione nuove correnti di opinione filosofica, letteraria, e politica, e resero socialmente accettabile la figura della donna colta, educata e letterata. La salonnière, ponendosi a guida del salotto, si poteva ritagliare un ruolo pubblico, “ quasi politico”.
Tutte donne di una non indifferente istruzione che hanno saputo fare dei loro salotti luoghi di sapere, che hanno influito, spesso e volentieri, nelle decisioni politiche e sociali. E sebbene in quelle stanze si parlasse usualmente di cultura in generale, letteratura, storia, filosofia, negli ultimi anni del XVIII secolo, uno dei temi preferiti era tutto ciò si riferisse al nuovo modo di vedere i cambi che la società francese, influenzata dai Lumi, stava attraversando: di lì a poco l’Ancien Régime sarebbe stato rovesciato dalle idee rivoluzionarie.
Già nel corso del XVI secolo più di una dimora privata era stata teatro di nobili svaghi e di dotte conversazioni, e la marchesa [N.d.R.: di Rambouillet] non era certo l’unica donna della sua epoca ad avere coltivato l’ambizione di fare della sua casa un luogo d’incontro culturale e mondano.