Settimana della Moda: in passerella lo stile Made Italy

di Daniela Romano •


L’eleganza di abiti lunghi, l’audacia di minishort, e la sobrietà  di mise molto vintage. Questi gli elementi distintivi  della settimana della Moda 2009, tenutasi a  Milano dal 23 al 30 settembre. Sulle passerelle le firme dell’alta moda Made in Italy, in platea esperti, giornalisti, e donne dello spettacolo. Per l’estate 2009-2010 va in passerella una donna sicura di se, che conosce il proprio corpo, e le sue potenzialità. Una donna che ama coprirsi e scoprisi, perché la femminilità si comunica anche nascondendo le forme. Roberto Cavalli presenta stili antitetici tra vintage e avanguardia, con scenografie che riproducono atmosfere irresistibili di vacanze e inebrianti profumi provenzali.  Abiti leggeri dalle stampe floreali e lunghe trecce, e ancora l’abito grembiule , con  stampa floreale, leggerissimo, da indossare allo stesso modo o senza giacca. Un ritorno agli anni passati che si contrappone alla versatilità di Gucci che impronta la sua sfilata sullo sporty style. Per Gucci, infatti,  Frida Giannini  ruba dallo sport estremo accessori che si trasformano in oggetti essenziali per abiti da cocktail e giacche, dai colori decisi, dal bianco al nero, per passare a cromature di sapore indiano. Le spalline degli abiti rimandano alle imbracature dei paracadutisti, e poi ancora elastici che si intrecciano come zaini.  È invece una donna non pratica ma estremamente sensuale a rappresentare le sfilate di Armani che per l’estate 2009/2010 punta sulla body art. E dunque Gonne cortissime, pantaloni sopra la caviglia, short da abbinare con tuniche più lunghe, insieme a sandali sempre bassi, mescolano colori neutri, tra cui spiccano il verde e l'iris. Gambe scoperte anche per la sera, particolarmente luccicante, dove pantaloncini da paggetto si abbinano a giacche scure ma brillanti, abiti di taffettà, seta, con bretelle copriseno e camicie a tre strati a motivi scacchiera o maglie monospalla. Giubbini da indossare a petto nudo, shorts  da abbinare solo ed esclusivamente al mocassino in perfetto look da damerino metropolitano e maglie a pois. La grande stilista italiana, Donatella Versace ancora una volta si mostra come la regina indiscussa della Moda italiana. Rappresenta per l’estate 2010 una donna che non nasconde le sue fragilità, capace di urlare al mondo intero i suoi stati d’animo, che sa ironizzare su se stessa ma che si capisce e si accetta. Presenta una collezione ispirata ad Alice in the Wonderland, il film che Tim Burton sta ultimando di girare sui fiabeschi racconti di Lewis Carroll: Alice nel Paese delle Meraviglie e Attraverso lo specchio. La collezione basata un must della casa della medusa, la maglia di metallo che ritorna in versione "triangolo", tagliata a piccole piramidi e poi rimontata come in un collage di alta ingegneria del tessuto. Questo patchwork invade gli abiti, li illumina, a volte li rompe, altre gli dà più costruzione. Bellissima la parte delle stampe, montate speculari sulla parte destra e sinistra del corpo, e accese da toni di giallo e fucsia fluo. Per le scarpe non si è badato a vie di mezzo: se plateaux devono essere, che siano trampoli, scale, grattacieli su cui le donne vengono issate in bella mostra. E poi c’è la grande donna di Dolce & Gabbana. Ispirata all'amata Sicilia, la donna di Dolce & Gabbana, sprigiona tutta la sensualità verace di quella terra. Tantissimo pizzo bianco e nero, vestitini in tricot, bustier e capi-lingerie a vista, stemperati solo da qualche sprazzo di austero gessato. E' una donna mediterranea la musa della griffe per la stagione calda, affascinata solo da un altro paese altrettanto solare e carnale: la Spagna. E così il gemellaggio tra Sicilia e Spagna  porta gonne a scialle con pizzi e frange di rafia che raccontano di flamenco e passionali torere. Infine, abiti in satin con stampe fiorate; scolli tondi profondissimi dai quali spuntano reggiseni a balconcino,  minidress tutti rouches in stampa rossa maculata; irresistibili corpetti anni '50. Dolce & Gabbana è stata  l’unica firma che non è stata oggetto di critiche della giornalista del quotidiano inglese L’Herald Tribune, Suzy  Menkes, che ha sparato contro la Moda italiana. Uno stile secondo la giornalista che rispecchia il mondo frivole della politica italiana, delle veline e delle escort di Silvio Berlusconi. Un grave attacco al Made Italy che nasconde certamente ragioni che vanno oltre la moda, ma che noi non vogliamo approfondire perché ciò significherebbe togliere spazio alla Moda, protagonista indiscussa della tradizione italiana. Nel frattempo l’attacco non è piaciuto agli italiani,  che nonostante ciò ha saputo trovare nella dichiarazione del Presidente della Camera della Moda, Mario Boselli, il giusto sostegno “Il nostro Paese, pur nella crisi, in questo settore è ancora al primo posto. E dà fastidio a piazze come New York e Londra. L’unica spiegazione possibile è politica”.

 

30 Settembre 2009

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