Sexgate, trans-gate, ma parliamo di politica?

di Daniela Romano •

Da sempre sesso e politica sono considerati gli ingredienti perfetti per “impastare” uno scandalo. Da un lato c’è chi in sordina impasta, dall’altro c’è chi  assapora. Se per qualcuno la ricetta assume un profumo inebriante, dal gusto piccante al quale è difficile rinunciare, per molti altri è un’appetitosa notizia su cui lavorare. Immaginiamo di aggiungere a questo semplice impasto, sesso-politica, un pizzico di malcostume come “prostituzione”, “ricatto” e “droga”. Cuociamo a forno lento il tutto, lasciamolo amalgamare e guarniamolo con un po’ di illegalità.  Quando il tutto è  pronto, disponiamo su un vassoio e  a sorpresa serviamo il nostro “pasticcio” . Ecco … siamo di fronte ad uno nuovo scandalo appena sfornato. Non troppo dolce, ma neanche amaro, di tradizione non solo americana, ma anche italiana, francese e inglese. Noto in tutto il mondo, da tempi antichissimi, allieta le “tavole”del mondo politico, sociale e culturale, lasciando senza parole tutti i commensali. A distanza di anni, sembrano cambiati
 “pasticcieri”, strumenti di preparazione, e di esposizione, ma di certo la ricetta, e l’opinione dei consumatori resta sempre la stessa. Così avvenne in America, con lo scandalo Clinton- Lewysky, così quest’anno con Berlusconi- Noemi.


Da Casa Bianca a Palazzo Grazioli Era il 1998 quando l’allora presidente degli Stati Uniti fu sfiduciato dalla Camera dei Rappresentanti per aver mentito in merito allo scandalo Monica Lewinsky, una stagista della casa Bianca, con il quale il Presidente intratteneva incontri erotici nella stanza ovale della Casa Bianca. Nell’America puritana fu un oltraggio alla cultura e al buon costume, ma nonostante ciò il Presidente riuscì a portare a termine il suo mandato. Anni dopo  in Italia, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, finisce sulle pagine di tutti i giornali del mondo  prima per il caso della giovane diciottenne napoletana, Noemi Letizia, poi per i festini a Villa Certosa, e per incontri con escort a Palazzo Grazioli.  Una bufera che si abbatte sul panorama della politica italiana, trasformando l’immagine internazionale del Cavaliere che viene soprannominato il “ Papi” di molte ragazze che cercano fama. Arriva  il divorzio con la moglie, e l’attacco dell’opposizione. In discussione la figura di uomo e quello di politico. Tra botta e risposta con la stampa, foto e video, il tempo passa, e il vento d’autunno porta via l’odore di scandalo.


Da Villa Certosa a Via Gradoli Sembrava che dopo un’estate infuocata, si potesse respirare un po’ d’aria pura e invece… l’autunno della politica italiana inizia con temperature davvero calde. Lo scorso 25 ottobre,  ad un passo dalle primarie del PD,  viene pubblicata la notizia di un video che ritrae il Governatore della Regione Lazio, Piero Marrazzo, in un monolocale in Via Gradoli, in compagnia di un transessuale, con il quale aveva appena avuto rapporti sessuali. Sul tavolino strisce di cocaina. Il video risaliva ad un pomeriggio dello scorso luglio. Da mesi dunque Marrazzo era ricattato; mentre il video era già nelle mani di alcuni giornali, si apre l’inchiesta. A metà ottobre scattano gli arresti per i quattro carabinieri - ricattatori  e subito le dimissioni di Marrazzo. Lo scandalo ben presto assume sempre più le vesti di un giallo. Dopo la morte del pusher dei trans, viene trovata morta Brenda, il trans che avrebbe avuto rapporti con il Governatore Lazio.  L’opinione pubblica è incredula di fronte agli accaduti. Un giornalista affermato, politico e uomo stimato e apprezzato sembra essere caduto in un baratro: la sua immagine politica si sfascia, la sua autostima crolla. E mentre da un lato, i media    raccontano, la procura esamina, l’Italia si interroga: cosa ha spinto Marrazzo a questi comportamenti? Quanto la vita privata può incidere sull’operato di un politico? Troppi interrogativi che ci portano a comprendere quanto ruoli, incarichi e potere non rendono immune l’uomo di fronte alle proprie debolezze. E’ così nel 2009, e così è stato in passato. Ma allora quanto è vecchia la ricetta dello scandalo “ sesso e politica”?


Una storia che si ripete nel “tempo”….Già nei lontani anni 60, i nostri politici non erano estranei a “sagre” scandalistiche. Lo sapeva bene Fernando Tambroni che nel 1959, Ministro dell'Interno, scoprì che il suo servizio segreto stava indagando sulla relazione che aveva con l'attrice Sylva Koscina. E lo capì il ministro Mario Scelba quando trovò sul giornale una sua foto a via Veneto in compagnia di una donna che non era sua moglie. E l'intreccio tra sesso e potere caratterizzò il primo caso mediatico italiano: la morte di Wilma Montesi, trovata sulla spiaggia di Torvajanica, l'11 aprile 1953. Una donna - Anna Maria Moneta Caglio - rivelò poi che Wilma era morta, forse per overdose, in un'orgia alla quale parteciparono il suo ex amante, il marchese Ugo Montagna, e il musicista Piero Piccioni, figlio del ministro degli Esteri Attilio Piccioni, destinato ad ereditare da De Gasperi la guida della Dc. I due furono assolti ma quelle rivelazioni scatenarono una gigantesca lotta nella Dc. Con la fine della prima repubblica spuntano trans ed escort. Cosimo Mele, ex deputato Udc, viene invece pizzicato in un festino in compagnia di due ragazze in un hotel di via Veneto nel 2007. La storia viene fuori perché una di loro, Francesca Zenobi si sente male dopo aver sniffato cocaina. Mele (sotto processo per cessione di droga) si dimette e accusa la Zenobi di aver tentato di estorcergli 100mila euro o un contratto per una trasmissione tv. Senza dimenticare poi l'affare Vallettopoli che ha fatto venire a galla le foto compromettenti del portavoce unico del governo Prodi, Silvio Sircana, mentre, in auto e di notte, accosta per parlare con un transessuale in abiti discinti. Solo qualche mese prima, gli schizzi di fango avevano investito Salvo Sottile, portavoce di Gianfranco Fini, reo di aver corteggiato e portato alla Farnesina per incontri hot la valletta di Pupo Elisabetta Gregoraci. Questo avveniva in Italia alcuni mesi fa, che lo scandalo è il pane quotidiano della politica mondiale, può farci sorridere, ma che lo scandalo è la politica italiana ci preoccupa…


....ma anche  nello “spazio”
Forse si sa ben poco ma sono tanti i politici europei caduti nella trappola del sesso facile. Se tempo fa l’America sembrava essere la portavoce del binomio sesso-politica, pensando magari alla storica relazione tra John Fitzgerald Kennedy e la splendida Marilyn Monroe,  ben presto arriva la smentita da molti altri paesi. Solo per fare alcuni esempi, in Austria alcuni paparazzi riuscirono a beccare l'ex-ministro delle finanze austriaco, Karl-Heinz Grasser, fidanzatissimo, in teneri atteggiamenti con Fiona Swarovski, l'ereditiera della dinastia dei cristalli. In Francia, Patrick Bine, direttore di TF1 (prima emittente televisiva francese) avrebbe ospitato a casa sua un gruppetto di uomini per trascorrere insieme una notte di droga e sesso al limite del lecito. In casa fu  trovata cocaina e GHB, un farmaco che per i suoi effetti è noto anche come “ecstasy liquida” e “droga dello stupro”, che se preso insieme all’alcool può provocare la morte. E infatti, a farne le spese fu Fabrice Lauseur, 40enne morto per overdose, funzionario del Ministero della Cultura Francese molto vicino al Presidente Nicolas Sarkozy. Anche il Regno Unito non si è salvato dagli scandali. L'ex ministro Nigel Griffiths, amico del premier Gordon Brown è stato scoperto mentre faceva sesso nella House of Commons con la sua amante. Nelle foto, pubblicate, piuttosto esplicite, ritraggono l'amante di Griffiths, prima in reggicalze e stivaloni, poi distesa nuda con un sigaro in bocca. In Australia mentre il Parlamento discuteva leggi e provvedimenti, Mike Rann, che dal 2002 governa lo Stato dell’Australia meridionale, faceva sesso in una stanza attigua con un'ex barista Michelle Chantelois. Anche L’ Oriente è affascinato dallo scandalo. E così il premier israeliano Moshe Katzav, considerato nel suo paese un'autorità morale e un simbolo dell'unità nazionale, viene indagato molestie sessuali e minacce.

Ma chi sono davvero i politici?
Uomini con le proprie debolezze, travestiti da uomini di potere? Per loro l’immagine è tutto! Professano valori sociali; li ostentano per ottenere consenso e amore di popolo. Dunque seppur vero che un rappresentante della società civile debba essere il portavoce dei valori del popolo, quanto possiamo affermare che per aver peccato nella sua vita privata non è degno di rappresentarci? In realtà forse la risposta a tutti i dilemmi, sta nella strumentalizzazione della vita  privata nella politica. Gli artefici di quest’azione sono, non solo giornalisti, ma soprattutto  parti e controparti dell’arena politica, che in una guerra senza fine non combattono più sul fronte ideologico, ma su quello privato. Le “armi di guerra” cambiano, e così a proposte di legge e decreti, si preferiscono “foto piccanti” e videoclip. E’ cambiato il modo di fare politica, non più intesa come gestione e controllo della “cosa” pubblica, ma come il continuo curiosare nella vita privata altrui, per scoprire elementi che possano demolire l’immagine dell’altro. E così mentre l’Italia va a rotoli per i molteplici problemi sociali, i media discutono di trans e di escort. Per quanto riguarda i  media, i giornalisti dovrebbero inseguire soprattutto l’informazione costruttiva piuttosto che l’esclusiva dello scandalo. E infine noi popolo, gente che sta a guardare dovremmo  sposare meno la linea del finto perbenismo, evitando di trasformarci in un tribunale di accusa.

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