
di Gennaro Peluso •
Allenare la memoria è possibile, basta una dieta sana e piccoli trucchetti che ci aiutano a riempire i cassetti del nostro cervello.
Ma come funziona la memoria?
I sensi inviano le informazioni all'ippocampo (una specie di ufficio di smistamento), che trasferisce i dati in altre aree, come il lobo frontale, dove possono essere custoditi per pochi secondi (memoria a breve termine), o per un periodo maggiore, (memoria a lungo termine).
La differenza tra la memoria di ciò che è successo e di ciò che non è mai accaduto, ma di cui riteniamo di ricordare tutto è ancora un incognita. Per il momento sono definiti esempi di falsa memoria, come se il cervello non sapesse distinguere tra realtà e fiction, un vero e proprio uso creativo del passato. Purtroppo in questo caso non ci sono sistemi per capire se si tratta di un episodio vero o falso, visto che le aree del cervello attivate sono le stesse di quelle messe in moto dal ricordo di un evento reale. Questo dimostra che azione e rappresentazione sono due attività che coinvolgono la stessa area del cervello.
La memoria esplicita, invece ospita ciò che si ricorda in forma consapevole, è localizzata in un'area diversa del cervello rispetto a quella implicita, cioè inconscia, dove sono archiviate le istruzioni per alcune attività automatiche (per esempio camminare), la regione dei falsi ricordi coincide con quella dei ricordi genuini.
Meno neuroni, più ricordi
Una cosa appurata e che per una buona memoria non sono necessari tanti neuroni. Infatti, un recente studio, condotto dal Howard Hughes medical institute (Maryland, Usa), ha dimostrato come una memoria da elefante si sviluppi a partire da un numero ridotto di cellule nervose. Un eccesso di attività cerebrale rischierebbe solo di confondere le idee e penalizzare le capacità mnemoniche.
Onde elettromagnetiche per declino cognitivo e perdita di memoria
Alcuni studiosi americani hanno formulato l'ipotesi osservando pazienti che, in seguito a danni e lesioni all'ippocampo e in particolare alla produzione dei neuroni, hanno acquisito una memoria eccezionale. Questo vale anche per altri compiti del cervello: le persone con un'intelligenza spiccata ricorrono a un numero di neuroni inferiori di quelli utilizzati da un individuo nella media. Inoltre, per riportare a galla ricordi che sembravano sfumati, chi soffre di declino cognitivo e di perdita della memoria potrebbe presto scegliere di chiacchierare al cellulare. Una terapia a base di onde elettromagnetiche, sarebbe in grado di eccitare la corteccia cerebrale, la parte del cervello che stimola meccanismi come la memoria e l'apprendimento. Si potrebbe recuperare con una telefonata di tre quarti d'ora ogni tanto. Dopo 45 minuti di esposizione a campi elettromagnetici, in un esperimento condotto su venti pazienti, si è registrata una variazione significativa dell'attività di quella parte dell'emisfero cerebrale esposta alle onde del telefonino. Un effetto salva memoria di cui beneficiano, almeno per ora, solo i pazienti con declino cognitivo: un individuo senza problemi non subisce alcuna alterazione.
Memoria implicita e esplicita
La memoria a breve termine (o esplicita), riguarda fatti, oggetti, persone: un nome o un numero di telefono. Può mantenere una quantità limitata di informazioni (sette in media) per pochi secondi, prima che esse siano destinate all'oblio. A livello cerebrale è elaborata dalla corteccia prefrontale, che trasferisce poi i dati all'ippocampo: questo archivia le informazioni nelle regioni della corteccia legate ai sensi coinvolti nell'informazione. La memoria a lungo termine (o implicita), è una memoria inconsapevole, legata alle abitudini e agli automatismi. È immagazzinata in cervelletto, striato e amigdala e il ricordo può durare per mesi, anni.
Hit parade degli oggetti più dimenticati
1 Cellulari
2 Computer palmari
3 Lettori Mp3
4 Calcolatrici
5 Macchine fotografiche digitali
6 Ombrelli
7 Chiavi
8 Lenti da vista
9 Portafogli
10 Anelli e orologi

Quando si verificano le amnesie
Quando non ricordiamo più dove abbiamo lasciato gli occhiali da vista poco prima, siamo di fronte a un deficit. Le cause dell'amnesia sono di due categorie: funzionarie, che dipende da un malessere di origine psicologica, e organica, dovuta a lesioni cerebrali o traumi al cranio.
Può durare alcuni minuti o alcune ore, ma, nelle forme più gravi, può compromettere del tutto le funzioni di memoria. Come nel caso, per esempio, dell'amnesia globale, che deriva dall'effetto combinato dell'amnesia retrograda, cioè la perdita di memoria degli eventi accaduti prima di una certa data (che spesso coincide con un incidente o un trauma fisico), e quella anterograda che non danneggia i ricordi passati, ma limita la capacità di memorizzare informazioni nuove.
Possiamo migliorare a tutte le età
Non esistono limiti di età oltre i quali non si migliorano le nostre capacità mnemoniche: con gli esercizi possiamo allenare quotidianamente la memoria, come un muscolo.