di Elena Spapperi •
Nelle palestre di tendenza non può mancare uno spazio per praticare lo Squash. In gran voga a New York, Tokio e Londra, questo sport di origine britannica riscuote successo anche nelle palestre italiane.
Lo Squash trae origine probabilmente dal Racquets, un gioco praticato nella prigione londinese di Pickwick Papers ad inizio ‘800. Il gioco consisteva nel colpire una palla contro il muro con delle racchette (il nome dello sport deriva proprio dal suono della palla che sbatteva al muro).
Attualmente lo sport dello Squash non è cambiato di molto: è necessaria una racchetta simile a quella usata nel tennis e una palla di gomma contenente al suo interno una goccia d’acqua che scaldandosi con i colpi dati contro il muro aumenta l’elasticità e la velocità.
Il funzionamento del gioco è piuttosto elementare,
i giocatori colpiscono alternativamente la palla finchè uno dei due commette un errore. La risposta è valida quando la palla, prima che abbia rimbalzato più di una volta sul pavimento, viene rilanciata in maniera corretta in modo che colpisca la parete anteriore del campo sopra la linea della limitazione inferiore e sotto quella superiore, senza prima toccare il pavimento o uno dei giocatori.
Per quanto divertente e “trendy” sia, lo Squash è pur sempre uno sport a tutti gli effetti e necessita un allenamento costante ed è consigliabile almeno all’inizio essere seguiti da allenatori ed esperti. E’ anche necessario godere di una buona forma fisica dato lo sforzo che implica. Ma per fortuna la fatica viene ripagata!
I benefici dello Squash, se praticato correttamente e costantemente, sono molti:
Per giocare a questo sport l’abbigliamento più adeguato è quello del tennista. Servono scarpe in gomma ed è buona abitudine averle chiare e sempre pulite. Anche la racchetta è molto simile a quella del tennis, presenta solo un manico più sottile e tondo più piccolo.
Ricordiamo infine di non sottovalutare le controindicazioni dello Squash: essendo uno sport asimmetrico può dare luogo a dolori che interessano i muscoli della spalla, del braccio, della mano e dei pettorali. Per evitare questo fastidio è necessario che il giocatore faccia un’attività fisica compensativa.