di Stella Di Giulio •
Sesso e potere camminano per mano da sempre. Oggi ci si scandalizza del trans gate, forse qualche tempo fa si viveva tutto con meno ipocrisia. Leggete cosa pensavano gli antichi romani… Nell’antica Roma precristiana le attività sessuali erano generalmente viste in un’ottica di sottomissione e controllo. In un tale sistema era considerata un’aberrazione per un maschio essere penetrato (o controllato) da un’altra persona di classe sociale inferiore, e questa stessa logica permetteva ad un uomo di ricevere la fellatio da una donna o da un altro uomo di una classe sociale inferiore (come uno schiavo o un debitore), poichè ne avrebbe potuto dirigere le azioni.
I romani relegavano il sesso orale come pratica molto più deplorevole rispetto, per esempio, al sesso anale: si diceva che chi era noto praticarlo soffriva di alito pesante ed era spesso un ospite sgradito a tavola. Si pensava che fossero state le donne di Lesbo, ad aver introdotto la pratica della fellatio, e si diceva che usassero tingere di bianco le labbra con il seme. I romani ne facevano una questione di classe sociale, ma a quei tempi, sicuramente le cose erano più chiare di oggi.