
di Matilde Florio •
Lo svezzamento è quella fase dell’alimentazione del bambino in cui si passa da un’alimentazione esclusivamente lattica, al seno o col biberon, a un’alimentazione mista, con l’inserimento di altri alimenti, come frutta, biscotti, farine di cereali, verdura ecc. Oggi si consiglia di iniziare lo svezzamento nel periodo compreso tra la fine del quinto e la fine del sesto mese di vita.
Questa fase dell’alimentazione del lattante rappresenta un momento delicato, in cui il bambino si abitua gradualmente a cibi nuovi, diversi dal latte per sapore e consistenza. Le tappe, prevedono l’inserimento dei diversi alimenti in modo graduale, sia per quantità, che per frequenza.
I lipidi, che nel lattante forniscono il 45-50% delle calorie, a partire dallo svezzamento devono fornire il 35% circa delle calorie, decrescendo progressivamente fino a poco meno del 50%, come nell’adulto. Mentre col progredire dell’età la richiesta lipidica diminuisce, va invece aumentando quella di glucidi; partendo dal 45% delle calorie totali fornite nel lattante si arriva fino al 60% circa nell’adulto. L’apporto calorico delle proteine rimane invece pressoché invariato nelle varie età, attorno al 10-12%. Nel primo anno di vita occorrono circa 100-110 kcal al giorno per ogni kg di peso corporeo. Dopo i tre-quattro anni ne bastano 70-80, e dopo i dieci anni il fabbisogno si riduce a circa 50 kcal al giorno per kg di peso.
I bambini devono coprire il loro fabbisogno con cinque pasti; infatti, oltre ai pasti principali che sono colazione, pranzo e cena, e opportuno fornire loro due merende (una a metà mattina e l’altra il pomeriggio) opportunamente calibrate, che permettano di far fronte alle esigenze caloriche e di principi nutritivi tipici di questa età senza, però, compromettere l’appetito al pasto seguente.
I bambini devono essere stimolati a consumare tutti gli alimenti senza, assolutamente, trascurare carne, frutta e verdura, in modo da assumere la giusta quantità di vitamine (in particolare la C, la D e il complesso B) e di sali minerali (soprattutto calcio, ferro e iodio).
E opportuno ricordare che le cattive abitudini alimentari contratte nell’infanzia sono spesso all’origine dell’insorgenza di malattie nell’età adulta.
L’alimentazione dei bambini dovrebbe essere quindi caratterizzata da:
• un’abbondante prima colazione;
• un’opportuna suddivisione del fabbisogno energetico in cinque pasti;
• un limitato consumo di prodotti dolci e bevande gassate.
Inoltre una corretta alimentazione dovrebbe essere accompagnata da uno stile di vita che preveda almeno un’ora al giorno di attività fisica.