Tatuaggio: un arte antica

di Maria Sabina Perfetto

Il tatuaggio è stato, fin dai tempi più remoti, l’espressione della cultura e della spiritualità dei popoli che ne facevano uso.  Il termine “tattoo”  (che deriva dal vocabolo  tahitiano “tatau” traducibile con “marcare con segni”), fu coniato per la prima volta dal capitano Cook quando nel 1760 scoprì Thaiti, rimanendo impressionato dall’armonia che regnava tra gli abitanti dell’isola, ma soprattutto affascinato dai disegni impressi sulla pelle degli indigeni. Disegnare sul proprio corpo è una delle pratiche più antiche di cui siamo a conoscenza, la prima superficie che l’uomo ha sentito l’impulso di abbellire, corpo inteso come involucro dell'anima e mediatore del mondo esterno.
Tatuare il proprio corpo è da considerarsi, dunque, un’arte antica ed ha connotazioni non solo individualistiche ma anche risvolti sociali, tanto da poter essere considerata dagli studiosi come “atto sociale primitivo”. L’arte del tatuaggio viene citata più volte da Erodoto e Plinio il Vecchio, tatuaggi di varie dimensioni sono stati rinvenuti su corpi mummificati in diverse parti del mondo.  Il tatuaggio era conosciuto anche presso tutte le popolazioni dell’America precolombiana e scavi archeologici hanno riportato alla superficie molti oggetti che si ritiene servissero proprio a tale scopo.  
In  Oceania, l’uso "spirituale" del tatuaggio è sopravvissuto fino ai giorni nostri. Molto diffuso, a Samoa, è il tatuaggio su tutto il corpo, denominato “pe’a”, e per eseguirlo sono richiesti cinque giorni di sofferenza. In Africa l’arte del tatuaggio è connessa alla magia e alla medicina, mentre in Asia, pur avendo delle origini lontane, la pratica si è evoluta nel tempo con dinamiche diverse: nel Sud-Est asiatico il suo uso è limitato alle fasce povere della popolazione, mentre in Giappone assume un valore ornamentale e di connotazione sociale.
In Europa il tatuaggio era diffuso già in epoca preistorica e sembra che la sua funzione fosse principalmente terapeutica e curativa.
I Greci e i Romani lo utilizzavano per indicare i ceti più bassi o alcune categorie sociali:  schiavi, prigionieri, disertori e stranieri. Durante il cristianesimo costituiva per i fedeli perseguitati l’espressione di una fede contrastata, un simbolo prettamente religioso. Ma nel  787 d.C papa Adriano ne proibì l’uso e quel divieto durò a lungo. L’oblio del tatuaggio in Europa continuò per molto tempo, tornando in uso solo tra il XV e il XVIII secolo, in seguito all’avvio delle grandi esplorazioni geografiche. Furono proprio le scoperte di territori incontaminati, l’incontro con culture primitive, la bellezza di quelle civiltà e dei loro luoghi, paragonabili a paradisi terrestri, a rivalutare  i tatuaggi, e considerare i tatuatori dei veri e propri artisti. Questa visione esotica subì una brusca frenata nel 900; il tatuaggio non era più visto come forma d’arte ma disordine morale, dato che la sua diffusione investiva principalmente i ceti più bassi e veniva utilizzato soprattutto da marinai, malavitosi e carcerati. Quindi un simbolo anti-sociale, tanto da diventare un vero e proprio proclama di appartenenza alla criminalità.
Il ritorno del tatuaggio assurge a ribellione e trasgressione in anni più vicini. Negli anni 60 pur essendo utilizzato dai ceti medio-alti, veniva usato come simbolo di una alternativa sociale fino a diventare negli anni 70 e 80, ad opera dei “punk” e dei “bikers”, elemento contrapposto, sfida alla società, ponendosi come segno di riconoscimento e appartenenza. Il desiderio di tatuarsi il corpo, esploso negli anni ‘90 insieme con il diffondersi di riviste e centri specializzati, non porta con sé ribellione e rabbia, ma si pone piuttosto come una scelta di stile di vita personale, seppur discosta dall'origine simbolica e spirituale che il tatuaggio aveva nelle civiltà antiche.

foto Aidy Stella Peluso
Redazione
Aidy Stella Peluso
Direttore
foto Marina Stoppani
Redazione
Marina Stoppani
Vice Direttore
foto Arturo Di Mezza
Diritto
Arturo Di Mezza
Esperto di Diritto
foto Lucia Filippucci
Salute
Lucia Filippucci
Cardiologa
foto Sara Macone
Psicologia
Sara Macone
Psicologa
foto Marco Prestipino
Salute
Marco Prestipino
Chirurgo Pediatra
foto Daniele Araco
Sesso
Daniele Araco
Sessuologo
foto Leonardo Alunni Carrozza
Gravidanza
Leonardo Alunni Carrozza
Ginecologo
foto Silvia Napoleone
Benessere
Silvia Napoleone
Gemmologia  Cristalloterapia
foto Roberto D'Ilario
Benessere
Roberto D'Ilario
Gemmologia Cristalloterapia
foto Marco Rustichelli
Sport
Marco Rustichelli
Preparatore Atletico
foto Luca Modestini
Cucina
Luca Modestini
Chef
foto Alessandro Cucciarelli
Casa
Alessandro Cucciarelli
Architetto
foto Debora Ruffa
Casa
Debora Ruffa
Architetto d'Interni
foto Carlo Ponè
Bellezza
Carlo Ponè
Hair Stylist
foto Mirko Schioppa
Bellezza
Mirko Schioppa
Hair Stylist