Tradizioni Natalizie nel mondo

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Paese che vai usanze che trovi. Ma quelle natalizie, in giro per il mondo, hanno un unico senso che le accomuna un pò tutte. Le tradizioni sono un simbolo di valori veri e sinceri e quelle che riguardano il Natale trasportano emozioni che investono grandi e piccini. Racconta Plinio il Vecchio: "Nel sesto giorno dopo il solstizio d'inverno i druidi si avvicinavano alla quercia indossando vesti candide e conducendo alla cavezza due tori bianchi. Il capo dei sacerdoti saliva sull'albero e usando un falcetto d'oro tagliava i rami del vischio che venivano raccolti in una pezza di lino immacolata, prima che cadessero a terra".
Sono tante le tradizioni e le leggende che ci descrivono  il Natale nel mondo. Ne racconto alcune.
In Polonia  la vigilia di Natale è chiamata Festa della Stella, e la tradizione vuole che, sino a quando non compare in cielo la prima stella, non si debba iniziare la cena. Il pranzo di Natale è di 12 portate e si lascia sempre un posto in più in tavola, in caso arrivi un ospite inatteso. La tavola é sempre festosamente apparecchiata, ma,  sotto la tovaglia,  c'é sempre un sottile strato di paglia, per ricordare a tutti che Gesù é nato in una stalla.
In Spagna la figura di Babbo Natale è meno sentita ma c’è una grande festa il 28 dicembre che saluta l’arrivo dei Los Reyes, i Re Magi, che portano i doni ai bambini. La cavalcata di questi alteri cavalieri attraversa la città e adulti e bambini attendono il passaggio dei carri addobbati e dei re Magi per avere dolci e caramelle.

In Gran Bretagna la notte del 24 dicembre Babbo Natale depone i doni in un grosso sacco sotto l'albero. I bimbi, per ringraziarlo lasciano sul tavolo della cucina un bicchiere di latte e un pezzo di dolce per lui e una carota per la renna Rudolph. In ogni famiglia non manca il Calendario dell’Avvento per i più piccini: a cominciare dal 1 dicembre, fino al 25, ogni giorno una finestrina nasconde una sorpresa in tema con il Natale, fino ad arrivare al giorno tanto atteso. Sono molto usati, per i festeggiamenti, i fuochi d'artificio.
In Francia i bambini dispongono le loro scarpe ordinatamente, poiché Gesù Bambino passerà la notte del 24 a riporre i suoi doni dentro di esse. E' tradizione accendere un ceppo di legna per scaldare il Bambino che gira nella notte fredda.
In Austria, tra gli addobbi, c’è una corona d’avvento con quattro candele che vengono accese, una dopo l’altra, nelle domeniche che precedono il Natale. La notte del 5 dicembre arriva San Nicola, a portare i regali ai bambini, da aprire la sera del 24, dopo aver addobbato l’albero.
In Germania i festeggiamenti di Natale cominciano l'11 novembre, giorno di San Martino. Durante il periodo dell'Avvento, come in Inghilterra, i bambini hanno nelle loro camerette dei calendari con 24 finestrelle. Ogni giorno aprono una finestrella e promettono di compiere una buona azione nella giornata.
In Grecia la vigilia di Natale viene vissuta tra canti e musiche di tamburelli e triangoli. Ci si scambiano doni, così come al 25 e al 1 gennaio, i quali vengono anche portati come omaggio alle persone più povere. I sacerdoti sono soliti passare di casa in casa per la benedizione.
In Svezia, un paese dove regna il buio per molti mesi, il Natale è celebrato con tanta luce. Le celebrazioni iniziano il 13 dicembre con la festa di Santa Lucia: le bambine più piccole si vestono come la Santa, con un lungo vestito bianco, una cintura rossa e una corona di candele, e svegliano la famiglia che dorme, consumando con loro una colazione a base di torta e caffè.
In Egitto il Natale viene festeggiato il 7 dicembre e l'Avvento dura 40 giorni, durante i quali è proibito mangiare carne e latte. E' tradizione far visita ad amici e vicini di casa, portando in omaggio biscotti da accompagnare con una bevanda tipica, il Kaik.
In India le chiese cattoliche vengono addobbate a festa ed è consuetudine recarsi alla Messa di Mezzanotte, che dura circa tre ore. Un grosso banano prende il posto dell’albero di natale. Gli indiani in questo periodo accentuano il loro senso di ospitalità, considerato sacro. Anche gli indiani di religione non cristiana partecipano in qualche modo ai festeggiamenti, attirati e interessati a questa festa di luce, vicina ad altre celebrazioni tipicamente indiane.
In Giappone il Natale fino a poco tempo fa non esisteva e, in tempi molto recenti, è stato “preso in prestito” dall'Europa. Lo si festeggia addobbando le città a festa, con alberi di Natale e lanterne illuminate, tipicamente giapponesi, appese ad ogni angolo della strada. Ci si scambiano regali e le famiglie più facoltose regalano qualcosa ai più poveri. La figura che sostituisce Babbo Natale e porta i doni si chiama Hoteiosha.
Negli Stati Uniti il Natale si festeggia in modo molto diverso, a seconda del Paese e delle origini etniche. Nel Nord America le tradizioni sono molto simili a quelle europee e seguono per la maggiore le usanze di origine inglese o francese.

Nel Sud America il Natale è molto sentito. La natività ha una grossa importanza, si preparano presepi, si intagliano statue artigianalmente, vengono fatte processioni e preghiere. Nell'attesa del 25 dicembre vengono festeggiati diversi santi, che portano piccoli doni e contribuiscono ad accrescere il clima di festa. In California Babbo Natale arriva sul surf, tra le onde. A Washington anche la Casa Bianca è in festa e il Presidente ha il compito di accendere le luci di un gigantesco albero.
In Messico la settimana di Natale è caratterizzata da una simpatica e popolare tradizione, las posadas, che ripropone l'episodio dell'arrivo a Betlemme di Giuseppe e Maria e della loro ricerca di un luogo dove alloggiare. 
"Dar posada" vuol dire ospitare un viandante e, nella tradizione natalizia, la posada è l'abitazione stessa che accoglie i protagonisti della natività. In quest'occasione un corteo segue Giuseppe e Maria (rappresentati da due bambini) che vanno a chiedere ospitalità in una casa. Prima di arrivare alla dimora che li accoglierà si fermano a chiedere il permesso per alloggiare presso altre abitazioni con esito, però, negativo. Finché si apre la porta della casa prescelta, che accoglie Giuseppe e Maria. Dopo aver pregato tutti insieme, la famiglia ospitante offre dolci e bevande. Si termina con il gioco della pinata, una pentola di terracotta piene di frutta, dolci e giocattoli appesa ad una corda che un bambino bendato dovrà rompere colpendola con un bastone.
In Argentina il 24 dicembre è piena estate, si mangia l’asado, (carne alla griglia,) e si brinda con lo spumante. I regali per tradizione li portano i Re Magi e i bimbi lasciano uno scarpone fuori dalla porta per riceverli, dell’acqua fresca e dell’erba per i cammelli.
In Russia il Natale si festeggia il 7 gennaio. Nel giorno di Natale si cantano inni e canti e la gente si ritrova nelle chiese decorate con l’albero di Natale, fiori e luci colorate. “Baboushka” è la figura tradizionale del Natale, che distribuisce regali ai bimbi. Babbo Natale viene chiamato “Dedusha Moroz”.
Il Natale in Australia arriva in piena estate. Dopo lo scambio dei doni al tavolo della prima colazione, molti fanno il pranzo natalizio sulla spiaggia, seguito da una cena celebrativa. Le case sono decorate con fiori, felci e foglie di palma. Una palma in un vaso, una volta addobbata, si trasforma in albero di Natale.
In Alaska si porta di casa in casa un palo con in cima una stella con "gli uomini di Erode" al seguito, che tentano di catturarla. Una ananas è talvolta appesa sull'uscio delle case quale simbolo di ospitalità. Riti simili che ci danno la percezione di come le tradizioni natalizie uniscono i popoli del mondo.

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