
di Elena Spapperi •
Da qualche anno, capita di vedere spesso manifesti affissi nelle mura delle città che pubblicizzano corsi e scuole di tango. Si deve ammettere effettivamente che c’è stata una vera e propria riscoperta di questo ballo che nasce a metà del 1800 in Argentina ma che ha resistito negli anni, fino ad avere una diffusione piuttosto capillare nei nostri giorni. Il tango è noto per essere uno dei balli di coppia più passionali ed eleganti e fondamentalmente segue solo 2 regole basilari: l’uomo guida la donna cingendole la schiena con la mano destra, la donna segue i suoi passi. Si potrebbe dire che l’uomo chiede alla sua ballerina di spostarsi usando un linguaggio tutto corporeo, non verbale ma fatto di passi. Infatti, il tango è una sorta di dialogo di coppia, fatto di accelerazioni, fermate improvvise, di attrazioni e respinte, e addirittura può essere usato come un allenamento anche per l’intesa fra i partners. La fantasia e la creatività nel tango ha una forte componente, i passi e le figure sono scelte di volta in volta dall’uomo, come abbiamo visto. Per motivi di insegnamento però si è reso necessario introdurre delle sequenze predefinite e uguali in tutto il mondo (una sorta di “codificazione”) che hanno dato origine a 3 tipi di tango denominati Tango, Milonga e Tango Vals, caratterizzati da ritmi musicali diversi. L’aspetto però più interessante di questa disciplina artistica, è la sua capacità di migliorare le funzioni cognitive, come è stato dimostrato da alcuni studiosi canadesi. La motivazione sarebbe la musica particolarmente coinvolgente ed appunto la componente d’improvvisazione e di creatività dei movimenti fisici. Pare infatti, che il ritmo particolare di questa danza, abbia effetti distensivi ma anche tonificanti e in grado di attivare più aree cerebrali.
Praticando il tango infatti si sollecitano i centri che presiedono all’apparato uditivo, all’equilibrio e alla coordinazione ma anche tutta l’area che controlla le emozioni e la memoria. Quindi, non c’è una disciplina più competa! Ballate, care amiche, ballate...