
Dott.ssa Lucia Filippucci •
Questo tipo di medicina parte dal principio che l’essere umano un insieme indissolubile di mente e corpo. La conseguenza di questo presupposto è che ogni malattia può essere la rappresentazione corporea di un contemporaneo "disagio esistenziale" più o meno consapevole. Non vi sarebbe dunque una causa psichica a cui consegue una malattia e viceversa, ma una simultaneità dei due aspetti mente - corpo, visti così come "facce della stessa medaglia". Secondo questa concezione allora la schiena, poiché è il luogo della verticalità umana, è la parte "dietro" del corpo, è l’asse centrale che sostiene l’organismo e su cui si struttura la forma dell’individuo, sarebbe vissuta da ogni persona (e collettivamente) come una parte corporea densa di significati "simbolici". Infatti, frasi come "avere spina dorsale", "mi spezzo, ma non mi piego", "avere spalle forti" oppure "la testa sulle spalle" eccetera, sembrano tutti comuni modi di dire che rimandano a contenuti sia strutturali che psicologici fusi insieme. Quindi, quando una persona soffre di mal di schiena, occorre prendere in considerazione anche i suoi stati d’animo (e la "storia" esistenziale) concomitanti o subito precedenti l’inizio del dolore, perché vi può essere una stretta relazione tra lombalgia, cervicalgia o dorsalgia, con la cosiddetta "vita emotiva". La psicoterapia è un mezzo terapeutico attuato attraverso colloqui con un esperto, finalizzati a sviscerare conflitti, molte volte di tipo emotivo, che disturbano la vita di relazione di una persona, aiutandola nel contempo a ritrovare un equilibrio armonico secondo la personalità che la caratterizza. Dunque niente di "plagiante" o "distruttivo" la personalità di un individuo (per citare solo alcuni dei luoghi comuni spesso riferiti alla psicoterapia), ma un sereno "mettersi in discussione" con l’aiuto di uno psicoterapeuta.